L'integralismo cerca spie da inviare ai convegni che non sposano il loro pensiero unico



Toni Brandi sostiene che voi siate incapaci di procreare, sappiatelo. Anzi, dalle pagine del suo odio pare pure che l'uomo metta in dubbio la bontà del vostro sperma, sostenendo che non possa mettere incita una donna a meno che non la paghi.
Ma si sia che l'integralismo cerca solo odio e che tutto serve a creare discriminazione, motivo per cui è dalle pagine dell'associazione ProVita che giunge l'ennesimo insulto quotidiano a cui la violenza di Brandi condanna migliaia di persone. In uno dei loro soliti articoli di istigazione all'odio, scrivono che: «realisticamente parlando, dovrebbero finirla con le contraddizioni: “genitorialità omosessuale” è una menzogna. Due persone dello stesso sesso non genereranno mai niente, da soli (si devono comprare uteri e /o gameti da qualche parte)».
Ecco, appunto. Sarebbe ora di farla finita con le menzogne. Realisticamente parlando un gay può tranquillamente aver avuto dei figli da precedenti relazioni, così come sarebbe una menzogna il sostenere che basti un atto sessuale a rendere qualcuno genitore. Uno stupratore che mette incinta una donna è padre? Probabilmente no. Il padre sarà colui che cresce il figlio e che non gli farà mai mancare amore.
Ma se quello che si può comprendere con il semplice buonsenso pare sconosciuto all'associazione di estrema destra guidata da Brandi, ancor più interessante è come quella gente si sia messa alla ricerca di spie da inviare in giro per l'Italia pur di assicurare che nessuno possa pensarla diversamente dal pensiero unico che vorrebbero imporre per legge. Ed è così che se qualcuno organizza un dibattito sulla genitoriale omosessuale, loro forniscono tutte le indicazioni dell'appuntamento prima di aggiungere: «speriamo davvero che qualcuno tra i nostri lettori possa andare a sentire cosa dicono, prenda appunti coscienziosamente e ci riferisca».
Evidentemente sarà poi sulla base del sentito dire che si spingeranno in un qualche violento attacco, già anticipato dalle loro pagine in quello che ha tutta l'aria di un processo alle intenzioni. Il tutto non senza prima aver fatto leva sui conti economici, lanciando illazioni basate sul nulla in cui domandano: «Ci piacerebbe anche capire quanti soldi prendono tra denari pubblici e tasse universitarie per pensare così tanto su così tante cose».
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