Perché basta essere contro ai gay per ottenere visibilità sui giornali?



Andrea Bernasconi, coordinatore regionale di Movimento Patria Sociale, non vuole che a Varese possa svolgersi il gay pride. Dice che «durante i gay pride c’è solo tanto esibizionismo che altro,dato che ci sono persone in giro seminude,certamente non delle immagini per gli occhi di bambini; eppure i gay vogliono avere dei bambini in adozione». Cita con disinvoltura anche tutti gli slogan dell'integralismo: «Un bambino deve crescere in un ambiente tradizionale,ovvero con una figura materna e una figura paterna. Un figlio non si compra ed esiste una sola famiglia, ovvero quella tradizionale».
Se non stupisce che in partito di estrema destra sostenga tesi neofasciste, più interessante sarebbe tentare di capire perché mai la stampa locale dedichi spazio a questi personaggi e a queste realtà pressoché sconosciute. Com'è possibile che si pubblichino queste falsità senza ritenete doveroso spiegare ai lettori che parole simili possono essere pronunciare solo da chi non ha mai visto un pride e basa la sua opinione solo sul mero pregiudizio?
Ad aggravare il tutto è come la stampa avesse già sostenuto la menzogna dei pride come luoghi in cui la gente andrebbe in giro mezza nuda solo poche settimane fa, ovviamente senza contestualizzare come quelle accuse giungessero dal freatello e cassiere di Gianfranco Amato (quindi non certo da una fonte che non avesse un conflitto di interessi nel sostenere quelle tesi).
L'evidenza è una: in Italia i pride sono sobri, quasi all'eccesso. Ma l'Italia è un Paese in cui si tollera chi prende immagini decontestualizzate e le utilizza per attaccare alcuni gruppi. Il tutto quasi non facesse differenza la provenienza degli scatti.
In Canada sfileranno anche i gruppi naturalisti, ma ciò accade solo perché la legge lo consente e perché quegli stessi gruppi partecipano anche a manifestazioni etero. Chiedere conto di ciò che accade altrove è scorretto, dato che la stessa logica ci permetterebbe di attaccare Bernasconi chiedendogli conto di quegli eteri che in altre parti del mondo sfregiano le donne. Ma la stampa asseconda queste strumentalizzazioni, legittimandole indirettamente perché le si ripropongono senza spiegazioni. Anche Gasparri accusò il Roma Pride pubblicando una fotografia proveniente da Rio, peccato che quelle foto avrebbero potuto aver senso solo se paragonate con il contesto (il carnevale di Rio non ci mostra certo ragazze etero cosi pudiche).
Quindi perché disinformare? Perché dare voce a chi cita sterili slogan che non spiegano alcun pensiero ma solo disprezzo verso il prossimo?
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