ProVita dimentica un particolare nell'asserire: «L'Italia deve imparare dall'Ungheria cos'è la vera civiltà»



In uno degli innumerevoli articoli di promozione dell'omofobia pubblicati dall'associazione ProVita, il gruppo guidato da Toni Brandi si è lanciato nella solita promozione dei Paesi dell'Est. Non si tratta certo di una novità, soprattutto considerato come quel gruppo paia cavalcare l'omofobia con l'unico scopo di distruggere l'Unione Europea e suggerire una sottomissione dell'Italia al potere di Putin. Eppure qualcosa non torna.

Attraverso i loro soliti toni ideologici, l'articolo afferma:

Mentre l’Italia cede alle pressioni dell’ideologia omosessualista contraria alla famiglia naturale, nell’Europa dell’Est si assiste ad una vera e propria rinascita spirituale. I Paesi schiacciati per decenni dal tallone degli antenati di quanti oggi a Roma si inventano il “matrimonio gay”, obbedendo ai diktat di ricchi gruppi finanziari a cui poco interessa la difesa dei poveri, hanno invece capito l’importanza di difendere la famiglia, cellula base della società e pre-esistente ad ogni ordinamento giuridico e statale. Tra questi, basti pensare alla Polonia e all’Ungheria, Nazioni cristiane oggetto di pesanti attacchi da parte delle istituzioni dell’Unione europea. Nazioni orgogliose della propria identità e della propria sovranità, decise ad opporsi senza complessi di inferiorità e con coraggio alla follia delle lobby LGBT.

Si tratta dei soliti insulti gratuiti in cui Brandi sfoggia la sua neolingua. La famiglia tradizionale diviene "famiglia tradizionale" in modo da attribuire una nuova valenza alla Costituzione (e si fa percepire come anormale una famiglia formata da due persone che secondo natura sono attratte fra loro), così come si continua cercare di far credere che i gay siano tutti ricchi e potenti mentre il popolo è rigorosamente eterosessuale. ma nel proseguo, l'associazione integralista aggiunge:

Prendiamo per esempio l’Ungheria, governata dal premier Viktor Orban. A differenza di Renzi, Alfano e della pletora di politici italiani (di ieri e di oggi) che prendono voti promettendo di mettere al centro del loro lavoro l’aiuto economico alle famiglie, Orban le famiglie le aiuta sul serio. [...] Questo accade in un Paese democratico dell’Unione europea, nel XXI secolo. Questa è la vera civiltà. L’Italia, Patria del diritto, dovrebbe solo vergognarsi. E magari imparare qualcosa.

Se non stupisce che all'associazione ProVita piacciano i personaggi neofascisti come Orban, interessante sarebbe fargli notare un piccolo particolare: in Ungheria le unioni civili esistono sin dal 2009!
Interessante è come si cerchi di attaccare Renzi per aver approvato ciò che in quelle terre esiste da sette anni, quasi come se la "difesa" della famiglia dovesse davvero passare attraverso leggi discriminatorio che neghino l'esistenza di altre famiglie.

A proposito, secondo una ricerca Eurostat, in Ungheria la povertà estrema è cresciuta dal 20,3% al 26,8% tra il 2009 e il 2013. E nel 2014 oltre il 42% dei bambini ungheresi di meno di sette anni vive in povertà. L’Ungheria sarebbe quindi tra i cinque Paesi con la maggior povertà nell'Unione europea.
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