ProVita: «È provato che i figli dei gay diventano gay. Non si nasce gay e i gay non conoscono l'amore ma solo la lussuria»



«Non è vero che tutti gli amori sono uguali. L’amore eterosessuale è naturalmente atto a perpetuare la specie umana, quello omosessuale no.». Esordisce così l'ennesimo articolo di istigazione all'odio che l'associazione ProVita ha deciso di proporre al mondo omofobo. Il tutto corredato da una serie di affermazioni gravi e diffamatorie, completamente lontane da qualunque evidenza scientifica.

L'associazione integralista guidata da Brandi, si lancia nell'asserire:

Ci sono centinaia di studi sugli effetti della genitorialità omosessuale sui bambini. Quelli che dicono che non c’è differenza o che anzi i bambini crescono meglio con due mamme o due papà, sono condotti su pochi intervistati, tutti volontari presi tra gli attivisti LGBT, e ignorano le regole basilari della scienza statistica.
I soli studi che sono stati condotti con criteri scientifici rigorosi hanno mostrato che la genitorialità omosessuale confonde –se non danneggia– la psiche dei ragazzini.
Tra l’altro è provato che i figli cresciuti con genitori omosessuali sono tre o quattro volte più propensi a diventare essi stessi omosessuali o bisessuali, da grandi.

Certo, è talmente provato che non si spiega come la quasi totalità dei gay italiani sia nata in famiglie eterosessuali e non per questo sono diventati etero.  Inoltre l'Ordine degli Psicologi ha esaminato oltre 70 studi intenzionali per giungere a tesi dimensionalmente opposti esponendoci ad una semplice evidenza: o sono tutti idioti e Brandi è l'unico a saper leggere i risultati di presunti studi, o magari Brandi sarà in errore nell'affermare che la scienza sostenga ciò che tutti gli ambienti accademici negano.

Ormai senza freni, tutto viene attribuito sa non meglio precisate verità scientifiche. Dicono anche che:

Oltre a dimostrare che nelle famiglie omoparentali i bambini crescono sessualmente confusi, questo significa che lo slogan “si nasce così” è bugiardo: se si nascesse “così” la percentuale di omosessuali tra figli di coppie etero e figli di coppie omo sarebbe uguale.
Insomma, i bambini hanno bisogno di un padre e una madre uniti stabilmente in matrimonio. La differenza e complementarietà di una madre e un padre sono necessari alla crescita psicologica, fisica, sociale del bambino. Due madri possono essere ottime madri, ma non saranno mai un padre (e viceversa): non basta l’amore. I bambini hanno bisogno di molto di più. Di ciò che predispone la natura, da sempre, per i cuccioli d’uomo: un padre e una madre.
Statisticamente poi è dimostrato che le relazioni omosessuali sono più violente delle etero. Nelle relazioni omosessuali c’è maggior tendenza all’abuso di alcol all’uso di droga, alla depressione e al suicidio. E’ chiaro che tutto questo può manifestarsi anche in famiglie etero, ma nelle famiglie omo avviene più facilmente. Nelle famiglie etero i bambini “ci nascono”, nelle famiglie omo i bambini “ce li mettiamo” deliberatamente, esponendoli scientemente a un maggior rischio.

Inutile a dirsi, tutti gli studi dimostrano chiaramente che i tassi legati alla propensione al suicidio o all'abuso di alcolici sono riconducibili all'omofobia. Il mondo che ProVita auspica è un mondo in cui un maggior numero di gay sarebbe portato ad atti autolesionistici, un po' come se un cacciatore che spara ai cerbiatti dica che i cerbiatti muoio pià di altri animalei (peccato che se non fosse lui a sparargli, probabilmente vivrebbero meglio e più a lungo anche loro).

Un capitolo non poteva esimersi dal sostenere che gli etero sono più fedeli dei gay, asserendo falsamente che:

C’è anche ci cerca di normalizzare il “matrimonio” gay sostenendo che esso è stabile e monogamico come quello etero. Costoro mentono sapendo di mentire, perché è sempre stato un vanto degli omosessualisti l’essere liberi da schemi e costrizioni e quindi intrattenere rapporti promiscui. Solo negli ultimi tempi, proprio nel contesto del dibattito sulla legalizzazione del matrimonio gay, hanno imparato a essere più prudenti.

Ed ancora, citando si soliti studi "scientifici" che non capisce da dove arrivino, aggiungono:

Un altro studio ha rilevato che TUTTI gli intervistati, che hanno intrattenuto un rapporto di convivenza durato più di 5 anni, hanno dichiarato che nei “patti” la coppia era “libera”: la fedeltà è intesa solo dal punto di vista affettivo, dal punto di vista dei rapporti sessuali no (bel contesto in cui far crescere dei bambini…).
Altrove si è calcolato che in media un omosessuale anziano ha avuto nella vita da 100 a 500 amanti. Un 10% degli intervistati si vanta di essere arrivato a 1.000.

Il tutto per giungere a sostenere che due gay non sappiano cosa sia l'amore, dato che gli etero sperimentano l'amore e i gay conoscono solo la lussuria:

Gli omosessuali non sono esclusi dal matrimonio più degli eterosessuali a cui è vietato sposare più persone o sposare parenti stretti (ancora…). E che un rapporto omosessuale non sia procreativo, quindi manchi del presupposto fondamentale del matrimonio, è biologia non bigottismo. E’ scienza, non teologia. Negare ai gay il matrimonio è come negare ai padri il diritto di allattare al seno i figli: è la natura che glielo nega, non la legge. La natura è ingiusta? Allora sbarazziamoci della natura. Ed è proprio questo che l’ideologia gender, che sottende l’omosessualismo, cerca di fare. Non è vero quindi che tutti gli amori sono uguali. Quelli eterosessuali sono naturalmente atti a perpetuare la specie umana, quelli omosessuali no. E’ la lussuria che può essere simile, nei rapporti omo o etero. E non bisogna confondere la lussuria con l’amore, cose che invece vengono ormai equiparate generalmente e diffusamente da qualche decina d’anni in qua.

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