ProVita: «I gay sono contro la legge naturale e gli organismi lgbt veicolano la cultura della morte»



Violenta e offensiva nella sua propaganda dell'odio e della morte. Invitano i ragazzi a non usare preservativi per assicurarsi che possano beccarsi una qualche malattia sessualmente trasmissibile se osano fare del sesso prematrimoniale, così come stanno cercando di distruggere intere famiglie nel mettere genitori contro i figli. Quando quest'ultimi non sono rigorosamente eterosessuali, ecco che loro cercano di indottrinare i genitori per spingerli compiere atti che statisticamente possono solo contribuire a distruggere la figli degli adolescenti spingendoli verso il suicidio (si pensi anche solo alla loro strenua promozione della fantomatiche "terapie riparateve" già vietate in numerosi stati).
Ma a sottolineare la loro violenza è anche l'uso di un linguaggio terroristico che potrebbe far rabbrividire uno jihadista. Fa davvero riflettere come nel promuovere un convegno di istigazione all'odio ci si possa spingere a scrivere frasi simili:

Più passa il tempo e più ci si può facilmente render conto di quanto l’accelerazione propagandistica della macchina gender, tesa alla decostruzione dell’uomo attraverso la distruzione della famiglia, sia sempre meno arrestabile. In tempi in cui il relativismo dittatoriale mette in discussione la legge naturale, dopo aver oltraggiato quella divina, è necessario insorgere e creare compattezza.
Ciò che gli organismi LGBT e tutti coloro che veicolano la “cultura della morte” temono di più, sostanzialmente, sono le “buone penne”, le persone di cultura, coloro che sono preparati in materia e scovano tutte le indecenze che vengono oramai propinate per farci il lavaggio del cervello fin dalla più tenera età.

Dinnanzi a frasi simili c'è solo una cosa da fare: chiedersi dove diavolo sia lo stato e perché non stia tutelando i suoi cittadini da un gruppo violento che paiono capaci di ogni bassezza pur di imporre per legge una odologia basata sul sostenere che solo Toni Brandi, in tutta la sua prestanza fisica, sia la massima espressione di una nuova razza Ariana meritevole di maggiori privilegi che gravino sull'oppressione altrui.
Inutile sarebbe poi chiedere la ragioni di simili insulti: dal cercare di capire in che modo l'attacco alle famiglie altrui dovrebbe garantire la difesa della propria o il domandarsi in che modo i nuovi gruppi neonazisti italiani possano arrogarsi il diritto di rintenerendo che loro sappiano cosa voglia Dio. L'uso della religione in una campagna politica appare infatti come un'offesa, soprattutto se basata nel sostenere che Dio sia un incapace che ha creato l'omosessualità mentre Brandi sia molto migliore di lui nel porre fine a ciò che è esistito per millenni ma che ora lui ha deciso di voler eliminare sulla base dei suoi più bassi pregiudizi.
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