Secondo Amato, la legge deve basarsi sul Catechismo della Chiesa Cattolica e non sui diritti dell'uomo



È Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita, a firmare un articolo intitolato "Il grave tradimento di Alfano" che è apparso il 26 febbraio sulle pagine del giornale di Adinolfi.
Come facilmente intuibile, il tema è uno sfogo contro chi non ha impedito l'approvazione delle unioni civili così come l'integralismo cattolico aveva richiesto. Interessante, però, è come si parta dal presupposto che Alfano non si possa definire cattolico se non si uniforma al pensiero unico dell'integralismo o come le tesi dell'avvocato non si basino su regole del codice civile ma solo sul Catechismo della Chiesa Cattolica (che in uno stato laico non ha alcuna valenza giuridica). Scrive:

Impareggiabile il commento del ministro dell’interno Angelino Alfano circa la sua sciagurata decisione di votare la fiducia al governo sul maxiemendamento sostitutivo del ddl Cirinnà: «Abbiamo fermato una rivoluzione contro natura e antropologica». Ipse dixit! Occorrerebbe chiedersi, però, a quale “natura” il ministro faccia riferimento. Non certo la legge naturale. Ad Alfano –che pare si definisca “cattolico”– potremmo ricordare l’art. 2357 del Catechismo della Chiesa cattolica, il quale espressamente prevede che «gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati» e «contrari alla legge naturale». Perché contro natura? Perché, dice sempre il Catechismo in quell’articolo, tali atti «precludono all'atto sessuale il dono della vita», «non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale», e quindi «in nessun caso possono essere approvati». Talché l’art.1867 dello stesso Catechismo dichiara «il peccato dei Sodomiti», come uno dei cinque gravi peccati che «gridano verso il cielo» (sostituendo la vecchia dizione di «vendetta al cospetto di Dio»).

Precisato una visione che ci mostra un Dio incapace di creare un mondo senza omosessualità così come Amato avrebbe voluto, si passa ad aggiungere:

Ora, se consideriamo l’effetto pedagogico della legge, non possiamo non immaginare le ricadute di natura culturale, sociologica, educativa che le norme del maxiemendamento inesorabilmente determineranno per le nostre future generazioni. Come fa il ministro Alfano a non comprendere gli effetti di una simile rivoluzione antropologica. Offriremo ai nostri giovani l’opzione del rapporto omosessuale come modello che lo stesso ordinamento giuridico prevede perfettamente alternativo a quello eterosessuale? Offriremo ai nostri giovani l’opzione della famiglia omosessuale come modello che lo stesso ordinamento giuridico prevede espressamente alternativo a quella eterosessuale?

Insomma, vorremo mica che un adolescente gay sia accettato dai suoi coetanei e non sia vittima di bullismo omofobico che lo possa spingere al suicidio? Vorremo mai che due persone abbiano gli stessi diritti anche se hanno orientamenti sessuali diversi? Sia mai! Praticamente si sta chiedendo di introdurre la discriminazione e di istituzionalizzare l'omofobia sulla base dei dogmi imposti da un gruppo di sedicenti cristiani che paiono temere più l'amore che la guerra.

In conclusione Amato si lancia anche nell'affermare che «grazie anche al ministro Alfano e ai suoi pochi ma determinanti senatori, ha introdotto legalmente un nuovo modello di famiglia, il quale rientra legittimamente nell'eventuale possibile novero delle loro future scelte di vita». Ecco che, ancora una volta, l'integralismo pare essere caduto nel sostenere che l'omosessualità sia «una scelta» e non una naturale variazione dell'orientamento sessuale (così come l'Oms ha ampliamene chiarito e documentato). Sarebbe interessante anche capire se Amato si ricordi del preciso momento della sua vita in cui si sarebbe messo dinnanzi allo specchio per domandarsi se voleva "scegliere" di essere eterosessuale o omoessuale... o se come tutti ha scoperto il proprio orientamento sessuale semplicemente con la consapevolezza di ciò che si è, così come natura ha stabilito. Perché di contro natura c'è solo l'odio verso i propri simili, non certo l'amore e la voglia di costruirsi una vita assieme.
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