Slogan del Terzo Reich alla presentazione del partito di Mario Adinoldi: Gott mit uns



La vergognosa e violenta strumentalizzazione dell'omicidio Varani forse non era che l'inizio dinnanzi ad un partito che nasce dall'odio e già si preannuncia pronto a sfruttare qualunque bassezza pur di ottenere profitti personali. I primi manifesti usano ritraggono dei poveri bambini sfruttati per chiedere un mondo più ingiusto per le nuove generazioni, con tanto di una rivisitazione degli slogan leghisti che nelle loro mani diventano: "Prima la famiglia". Ed ovviamente con il termine «famiglia» non è più un luogo privilegiato in cui le coppie si incontrano secondo natura, ma un rigurgito nazista in cui l'orientamento sessuale è la caratteristica fondamentale per escludere alcune persone. È una violenza gratuita che attacca la dignità delle persone e che colpisce i loro affetti, cercando di chiedere che ad alcuni bambini sia impedito chiamare «papà» i loro genitori o che alcune coppie vengano spogliati da qualunque riconoscimento da parte della società.
L'unica famiglia accettata è quella di Adinolfi: due figlie avute da due moglie con un bel matrimonio celebrato a Las Vegas in tuta da ginnastica, quasi la donna fosse immeritevole di rispetto  non meritasse neppure che il marito si vesta bene per lei.

Ma se ormai siamo abituati all'uso politico dei bambini e alla violenza contro di loro come metodo per ottenere consensi, queste gente ha rievocato slogan nazisti nell'annunciare la nascita del loro partito. Durante la conferenza stampa (in cui si è annunciato ciò che già si sapeva, ossia che Adinolfi sarà il presidente e Amato il suo segretario), si è bestemmiato il nome di Dio nel sostenere che i due inventori della fantomatica «ideologia gender» si muovano quasi come se fossero due nuovi messia giunti per volontà divina.
«Il Pd è da una parte, il Popolo della famiglia è dalla parte opposta. Dio è con noi [...] Noi oggi stiamo vivendo la storia -dice Amato- siamo protagonisti di un pezzo di storia di questo Paese. Questo e' un progetto voluto da Dio. Nel nostro manifesto abbiamo invocare l'aiuto di Dio e lo sguardo benevolo di Maria vergine. Ci hanno chiamato imbarazzanti, crociati, retrogadi, bigotti, integralisti e sapete perché? Perché il nome di Dio nella politica italiana oggi è impronunciabile».
Insomma, il punto di partenza è che Amato si reputa l'unico a sapere che cosa voglia Dio e si consideri l'unico degno di parlare al suo nome. Ne deriva, dunque, che la crociata di violenza messa in atto da questi movimento e la scia di morte che sta seguendo il loro cammino non sia altro che il volere di Dio. Un Dio che uccide i suoi figli perché nati diversi da Mario Adinolfi, la più bella e pura creazione divina e l'emblema di come dovrebbe essere un vero uomo. E se loro dicono che Dio è con loro, importante è ricordare come anche il Terzo Reich dicesse «Gott mit uns» (Dio è con noi).

Nel suo comizio politico. Amato afferma pure che «C'è l'Italia di un gruppetto di dirigenti autoreferenziali che risponde a poteri fortissimi: massoneria, banche, lobby omosessuali. Un gruppetto asfissiato dalla logica del politically correct, che attraverso una folle rivoluzione antropologica sta portando il nostro Paese verso l'abisso del nulla; dall'altra parte c'è l'Italia delle mamme, papà, figli, nonne che hanno deciso di difendere i valori in cui credono e non vogliono cederli».
Ovviamente si parla di figli eterosessuale, dato che per i figli omosessuali questa gente sta creando un clima id persecuzione e di odio che rischia di spingerli al suicidio nel giro di poco tempo. Pensiamo al dramma di un povero ragazzo che dovesse avere la sfortuna di vivere in una famiglia in cui i genitori acclamano le follie di Amato e camerati: se non si attaccherà ad un cappio, difficilmente potrà salvarsi dalla morte di un odio da parte di quella famiglia che è stata tramutata in un campo di concentramento in cui è inammissibile poter essere sé stessi o vivere la propria vita.

Peggio ancora è Mario Adinolfi che, nonostante sia stata già ampliamene sbugiardata la sua balla sul fatto che il partito sia nato solo dopo il voto in Senato (tant'è che era stato registrato giorni prima), prosegue ad enunciare a memoria i suoi slogan: «Dopo il tradimento in Senato dovevamo dare una risposta, ora. Perché si vota ora. Sulle nostre spalle c'è una responsabilità storica: fermare una visione antropologica che vuole trasformare le persone in cose, incarnata in questa vicenda incredibile di Nichi Vendola. Diamo un abbraccio a Tobia, gli stiamo il più vicino possibile per dirgli che è nato da un ventre di donna, da una mamma e che questo meccanismo con cui è stato privato di un suo diritto civile è un diritto incivile maturato da adulti che sono stati egoisti e violenti nei suo confronti. Non si priva un neonato, cioè l'essere in assoluto più debole sulla terra, del diritto ad avere una madre».
Esatto. Nonostante sia un atto violento che genera voltastomaco, ecco che Adinolfi dimostrare tutta la sua crudeltà e tutta la sua violenza nell'attaccare persino il figlio di Vendola e nel promettere che cercherà di fargli del male.  Quell'essere vuole mettere le sue luride mani su dei poveri innocenti, sfruttandoli per un tornaconto come se i bambini fossero merce da usare per farci dei soldi. E questo senza entrare nel merito di come Amato abbia dichiarato di aver trascurato la sua famiglia e di essersi negato per due anni al solo fine di fare del male ai figli altrui: è dunque danneggiando i propri figli e quelli degli altri che questa gentaglia sostiene di volerli "difendere"?
Ma Mario Adinolfi non si ferma agli insulti e alle strumentalizzazioni, spiegando come le sue mire personali ai danni della società vadano oltre alla violenza verso i bambini: «Questo è solo un primo passo -minaccia- il nostro obiettivo è arrivare al governo del Paese».

Che Dio ce ne scampi!
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