Verese: le destre organizzano "Orgoglio etero" contro il Varese Pride e chiedono il patrocinio della Provincia



Il Patrocinio al Varese Pride pare ormai diventata una vera e propria telenovela. Se il Comune ha fermamente chiarito che l'amministrazione supporta solo i convegni di chi vuole togliere i diritti altrui e non certo le manifestazioni di chi rivendica pari dignità, la Provincia aveva deciso di garantire un minimo di democrazia optando per la concessione del suo patrocinio al primo Pride cittadino.
Tanto è bastato per mandare su tutte le furie i partiti di destra, fermamente convinti che un gay non possa esistere se non c'è di fianco un qualche omofobo che lo possa insultare e che possa inneggiare all'eterosessualità come l'unico orientamento sessuale degno di dignità e di diritti. Ormai i partiti di destra stanno togliendo ai gay anche il diritto di manifestazione e di parola, oltre a fomentare quelle condizioni che mettono seriamente a repentaglio le loro vite.
Ed è così che Piero Galparoli e Giuseppe Longhin, rispettivamente capigruppo in consiglio provinciale dei gruppi Liberi per la Provincia e Lega Nord Lega Lombarda, annunciano che in concomitanza con in Gay Pride loro daranno vita ad una manifestazione denominata «Orgoglio etero». Neppure il nome appare originale dato che è già stato usato da Putin per la sua propaganda anti-gay in Russia.

Si presume dunque che i leghisti vorranno scendere in piazza per manifestare la loro opposizione all'esistenza degli altri, rivendicando il nulla. Agli etero non è negato il diritto di sposarsi, non è negato l'affidamento dei figli, non c'è discriminazione basata sul loro orientamento sessuale così come non è mai giunta notizia di un etero picchiato a sangue perché etero (ma di gay picchiati perché gay ce ne sono troppi!). Eppure Galparoli afferma: «Sia chiaro che l'organizzazione di questo evento non è per metterci in contrapposizione ad un modo di essere non nostro ma per valorizzare quella condizione di etero che negli ultimi anni è percepita, assurdamente, come negatività». Insomma, per il politico l'omosessualità non sarebbe un orientamento sessuale ma un «modo di essere non nostro» e si sente discriminato se non può denigrare chi è diverso da lui.

La pagliacciata non si è esaurita lì e Galparoli e Longhin hanno anche annunciato di aver chiesto il patrocinio della Provincia per la loro manifestazione discriminatoria, accompagnandola con la solita polemica sterile: «Siamo venuti a conoscenza della concessione del patrocinio da un quotidiano on line, noi chiediamo ufficialmente il patrocinio alla Provincia e pretendiamo che sia il consiglio provinciale a deciderlo. L'imposizione del presidente Vincenzi, senza una condivisione in consiglio, senza una delibera di giunta è l'ennesimo atto arrogante dovuto non alla determinazione e alla forza dell’uomo ma al fatto di non avere più una maggioranza, mi chiedo cosa avrebbero votato i consiglieri del NCD Giorgio Ginelli e Marco Magrini e come si sarebbe comportato il consigliere Alberto Tognola in caso di non concessione del patrocinio. Orgoglio Etero del 18 giugno sarà l’occasione per ribadire il concetto di famiglia naturale e riequilibrare il concetto di “diritti e doveri” che oggi è a sfavore della famiglia naturale sia sotto l'aspetto morale che sotto l'aspetto legislativo».
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