Brevi dal mondo



Lecce. Un ex-carabiniere finirà sotto processo per omofobia. Il maresciallo in pensione, ormai ottantenne, si sarebbe reso protagonista di pesanti offese, con tanto di minacce proferite agitando una stampella per mimare atti osceni. le vittime sono due ragazze, alle quali l'ho ha gridato: «Siete malate. Se fossi ancora in servizio vi farei vedere io».

Strasburgo. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato la polizia rumena perché ritenuta «incapace di identificare l'omofobia». La causa aveva come oggetto l'aggressione fisica subita nel 2006 da due partecipanti al Gay Pride di Bucarest. Secondo i giudici, le indagini della polizia sarebbero state inefficaci anche a causa dell'incapacità di riuscire a prendere in considerazione i pregiudizi omofobi degli autori delle aggressioni.

Malesia. La polizia religiosa malesiana ha fatto irruzione in un albergo in cui si stava svolgendo un evento di beneficenza ed ha arrestato circa 200 transessuali. L'accusa è di aver partecipato ad un concorso di bellezza.

Gorizia. Arcigay commenta così la decisione di aprire una sezione per detenuti omosessuali nel carcere di Gorizia: «Una decisione da non banalizzare, che merita una discussione nel merito che tenga conto del contesto. Non conosco personalmente quel contest, ma la questione merita di essere affrontata con attenzione, fuori dalle tifoserie. L'obiettivo che il provveditore mette in chiaro è quello della tutela delle persone omosessuali recluse nella struttura. Infatti, apprendiamo dalle cronache che proprio i detenuti hanno fatto richiesta in questo senso. D'altro canto è comprensibile l'allarme di chi intravede in questo provvedimento il rischio di una segregazione, perciò in qualche modo lesiva delle persone a cui è rivolta e il rischio di isolamento dei detenuti omosessuali. Per uscire da questa ambiguità occorre che la separazione fisica degli spazi sia solo una delle azioni messe in campo, cioè che sia uno strumento nell'ambito di un complesso di azioni di tutela e inclusione e non un obiettivo o ancor peggio il rimedio a un'emergenza. Dal nostro punto di vista è apprezzabile l'attenzione che il provveditore di Gorizia ha posto sull'incolumità dei detenuti omosessuali e ci auguriamo che a questa attenzione corrispondano iniziative di formazione e di contrasto alle discriminazioni, fondamentali in tutti i luoghi della vita pubblica, incluso il carcere.Apriremo su questo una interlocuzione con il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, che per primo deve porsi il tema della formazione degli agenti di polizia penitenziaria per affrontare e prevenire situazioni a rischio e mettere in campo azioni educative fra i detenuti di contrasto alle discriminazioni».
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