Colombia: la Corte Costituzionale introduce il matrimonio egualitario



Con sei voti a favore e tre contrari, la Corte Costituzionale colombiana ha emesso il suo «sì» definitivo all'introduzione del matrimonio egualitario in tutto il Paese.
Lo scorso 7 aprile, la medesima Corte ha rigettato una proposta volta a modificare la Costituzione per ridefinire il matrimonio come un'unione esclusiva fra un uomo e una donna. Quella sentenza creò non poca confusione, dato che la comunità lgbti e la maggior parte dei media colombiani avevano capito la decisione comportasse automaticamente l'approvazione definitiva tra coppie formate da persone dello stesso sesso. Ma non era così, motivo per cui i giudici si sono riuniti ed hanno dovuto emettere una nuova sentenza per rendere effettiva la piena parità matrimoniale.
Con la decisione odierna, la Colombia si aggiunge al gruppo dei paesi latino-americani che hanno già approvato leggi che garantiscano la piena uguaglianza di diritti a tutti le coppie: Messico, Brasile, Argentina e Uruguay.

La strada per i diritti civili è stata lunga. Il più importante passo in tal senso è stato determinato dalla Corte Costituzionale che nel novembre del 2015 approvò la possibilità di adozione per le coppie formate da persone dello sesso. L'integralismo non mancò di rispondere ed è noto come il procuratore generale Alejandro Ordóñez divenne quello che i suoi connazionali soprannominarono «il flagello dei diritti dei gay».
Nonostante questa opposizione, i tribunali continuarono a riconoscere i matrimoni gay celebrati all'estero e la registrazione dei bambini concepiti all'estero da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso.
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