Corrispondenza Romana non ha dubbi: la famiglia va «difesa» attraverso il contrasto «alll'anarchia e il caos in materia di utilizzo di bagni pubblici»



Pare proprio che Corrispondenza Romana abbia commesso un autogol nel mostrare chiaramente quale sia la reale ideologia che si nasconde dietro la sua propaganda. Il tutto è contenuto in un articolo firmato dal solito Rodolfo de Mattei, dal titolo "Gender diktat: lo Stato del North Carolina punito e sotto ricatto".
Come consuetudine di ogni forma di propaganda, l'articolo si apre con una fantasiosa ricostruzione della realtà:

Negli Stati Uniti vige oramai una vera e propria “dittatura del gender” che impedisce agli Stati di legiferare in difesa della famiglia naturale e contro le assurde disposizioni anti-discriminazione. Dopo lo Stato della Georgia, costretto a ritirare prontamente il suo “Free Exercise Protection Act” di fronte alle minacce dei big del cinema Disney e Marvel, tocca ora allo Stato del North Carolina essere messo sotto ricatto dalle lobby LGBT e dai potentati economici per aver osato emanare una disposizione di legge che regolamenta l'accesso ai bagni pubblici secondo il proprio sesso biologico. Una norma che, in altri tempi, sarebbe apparsa comica e surreale che si limita a ricordare e a ribadire che al bagno i maschi vanno con i maschi e le femmine con le femmine.

Si sostiene dunque che il problema non sia tanto una legge che permette il licenziamento sulla base dell'orientamento sessuale e che impone l'assoluto divieto a qualunque politica anti-discriminazione nelle aziende in un'ottica di esenzione dal rispetto delle leggi vigenti chiunque si dichiari cristiano. Secondo Corrispondenza Romana, a nessuno interesserebbe questo e tutta l'attenzione sarebbe rivolta solo all'uso dei bagni pubblici.
L'evidente intento è quello di ridicolizzare le persone che vogliono discriminare, sminuendo e negando l'essenza stessa del motivo di quelle proteste.

Eppure il giornale integralista ribadisce più volte quel concetto, sostenendo che i più grandi colossi dell'economia mondiale siano preoccupati solo di chi frequenta i bagni:

La legge, cosiddetta “House Bill 2”, approvata lo scorso 23 marzo attraverso il normale iter democratico, ha infatti provocato la puntuale reazione di moltissime aziende, tra cui colossi come Facebook, IBM, American Airlines, Google e Apple, che sono insorti, sottoscrivendo un appello pubblico al Governatore repubblicano del North Carolina Pat McCrory per chiedere l’immediata abrogazione della legge in quanto nociva e discriminatoria nei confronti dei loro impiegati e del loro business.
Nelle intenzioni del Governatore McCrory, alla base dell’adozione di tale provvedimento vi era stata semplicemente la volontà di uscire da un’insostenibile situazione di anarchia e caos in materia di utilizzo di “bagni pubblici”.

Ed è sempre sostenendo che il problema riguardi sempre e solo l'uso dei bagni pubblici, si inizia a sostenere che il povero governatore sia vittima di indicibili violenze:

Ora dalle parole si passa però ai fatti. Dopo la National Basketball Association (NBA), che ha già fatto sapere di aver escluso a priori la città di Charlotte come candidata per lo svolgimento dell’All Star Game 2017,a prendere una dura e forte posizione è il colosso del pagamenti on-line PayPal, il quale ha annunciato in un comunicato stampa di aver rinunciato ad un investimento da ben 3,6 milioni di dollari nel North Carolina, che prevedeva l’apertura di diversi centri operativi con la creazione di oltre 400 posti di lavoro.
Il North Carolina, ricattato sul piano economico dai principali player privati del mercato statunitense ed internazionale, si trova messo con le spalle al muro anche da parte dell’Amministrazione Obama, principale deus ex-machina del processo di omosessualizzazione degli Stati Uniti che ha, a sua volta, minacciato il governatore Pat McCrory di interrompere l’elargizione dei fondi federali se non dovesse ritirare entro breve tempo tale norma. Ma su questo non vi è da stupirsi visto che la Casa Bianca ha dato l’esempio e indicato la strada, esattamente un anno fa, inaugurando l’8 aprile 2015 un “all-gender restroom” presso l’Eisenhower Executive Office Building.

Ed è così che si giunge fino all'assurdo, asserendo che qualunque protesta contro le leggi che legalizzano la discriminazione dei gay non sia altro che una discriminazione verso chi vuol poter discriminare:

Il minaccioso e ricattatorio appello delle più importanti aziende internazionali e la solerte ritorsione di Pay-Pal contro il North Carolina, mostrano ancora una volta il metodo totalitario e intollerante adottato nei confronti di chi si azzarda a dissentire dal diktat etico globale. Questa sì, una vera e inaccettabile discriminazione da denunciare e combattere con forza!

Al di là delle falsità che vengono raccontate ai lettori, interessante è come il risultato porti il settimanale integralista a sostenere una tesi tragicomica: il loro discreto pare infatti volto a sostenere che la loro fantomatica «difesa della famiglia» si concretizzi nelle leggi contro «l'anarchia e il caos in materia di utilizzo di bagni pubblici». Una tesi che diviene a dir poco blasfema se si considera che si sia invocata la «libertà religiosa» come base per la regolamentazione del''accesso a bagni e vespasiani.
Eppure, se anche dovessimo ritornare a parlare della realtà e della reale portata della legge, la loro tesi sarebbero comunque controproducenti e volte ad indicare un'ideologia in cui la libertà sia solo a senso unico. Ammesso e non concesso che si prenda per buona la teoria del governatore e si sostenga che nel nome della «libertà religiosa» debba essere possibile discriminare il prossimo sulla base delle proprie convinzioni, altrettanto evidente è come l'integralismo non tolleri che tale libertà possa valere anche per gli altri. Anzi, si parla di «libertà» dinnanzi alla discriminazione, ma poi si apostrofa come una «discriminazione» la libertà altrui.
In fondo PayPal avrà pure il diritto di poter scegliere dove investire i suoi soldi, ancor più considerato come si sta parlando di una realtà privata. Perché mai la si dovrebbe obbligare ad investire laddove non vuole solo perché non si condivide la sua posizione a sostegno dei diritti per tutti e non solo di alcuni?
Come si può sostenere che una persona debba avere il diritto di licenziare o discriminare un gay nel nome della sua presunta libertà di coscienza, ma contemporaneamente si vuole negare ad un imprenditore di investire i propri soldi sulla base delle propria coscienza?
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