Genova. Ventenne fa coming out con il padre e viene massacrato di botte



Un ventenne di Genova, come tanti altri ragazzi condannati a vivere in famiglie non particolarmente accoglienti, non aveva ancora trovato modo di dire ai suoi genitori che era gay. Sua madre è ormai morta da qualche anno, mentre è al padre che il giovane ha deciso di parlare della sua sessualità.
Se quella semplice dichiarazione ha richiesto oltre vent'anni di tentennamenti, facile è immaginare quali paure potessero passare per la mente del ragazzo. Eppure i suoi peggiori incubi si sono tramutati in realtà attraverso la violenta reazione del genitori.
Il padre, un artigiano genovese di cinquantanni, era tranquillamente seduto sul divano di casa quando il figlio ha decido di affrontare l'argomento. Ma quando gli ha semplicemente detto: «Papà, sono gay», l'uomo ha reagito con violenza, insulti e grida. Non sono mancati neppure violenze fisiche, come ceffoni, insulti, spinte. Per placare l'ira dell'uomo è stato necessario l'intervento dei carabinieri.
Alla vista dei militari, il padre ha un malore ed è stato viene ricoverato in un vicino ospedale. Incredibile è come il cinquantenne si consideri la vittima, raccontando: «Per mantenere mio figlio, ho fatto sacrifici immensi. Non posso accettare una cosa del genere. Non lavora, non fa niente tutto il giorno, ed ora mi viene a dire che è gay».
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