I cittadini di Castiglion Fiorentino contro il sindaco omofobo che vuole discriminare i gay



«Ho le mie idee e le difendo». È quanto sostiene Mario Agnelli, sindaco di Castiglion Fiorentino, anche se l'impressione è che lui voglia imporre e non certo difendere la sua ideologia. Si tratta infatti dell'unico sindaco che pare aver risposto all'appello dell'associazione ProVita in cui i primi cittadini erano invitati ad opporsi alla celebrazione di unioni civili qualora la Cirinnà dovesse essere approvata in via definitiva.
Agnelli dice che lui nona accetta che due persone a lui non gradite possano veder riconosciuta la propria unione, motivo per cui annuncia che si rifiuterà di rispettare la legge per imporre le sue idee. Anzi, ProVita l'ha pure portato alla Camera per fargli dire quelle esatte parole dinnanzi ai nostri deputati.
Peccato che una logica simile permetterebbe a qualunque sindaco potersi rifiutarsi di celebrare qualunque unioni: il razzista potrebbe impedire i matrimoni misto o magari emettere documenti ad un cittadino di colore. Insomma, ogni sindaco potrebbe fare la sua legge, imporre i suoi pregiudizi e danneggiare la vita altrui.

Ad aggravare il tutto è come Agnelli paia gongolare della notorietà acquisita nei ranghi dell'integralismo cattolico, motivo per cui le sue affermazioni paiono sempre più gravi e lesive della dignità umana. Fra le ultime, c'è quella in cui ha affermato: «Ho 46 anni, sono sposato e ho una famiglia normale e non sono un alieno, nel mio paese non ci sono alieni, non intendo sposare omosessuali».
Una frase violenta e inaccettabile che ha suscita le ire di non pochi cittadini, offesi dal ritrovarsi rappresentati da chi si permette di pronunciare parole simili. E non è neppure finita lì, dato che il sindaco vuole spendere soldi pubblici per appendere cartelli all'ingresso del paese in modo da informare i visitatori che lì i gay non sono i beventi.

«Essere considerato "un alieno" o una persona che "non è normale" è un insulto all'intelligenza». Così Terry Betts Vernon e MarcelloManfrini, titolari di quello che Trip Advisor considera il miglior B&B al mondo, commentano su La Nazione la presa di posizione del loro sindaco. «Siamo felici di promuovere la nostra città. I nostri ospiti sono di solito persone che hanno viaggiato molto e con idee liberali, arrivano ben consci del fatto che i proprietari sono gay, ma sarebbero scioccati se sapessero che il sindaco è omofobo ed intollerante. Mio nonno ha versato sangue in Toscana durante la guerra, dando la vita per un mondo migliore, un mondo senza gente bigotta, che accettasse la diversità. Speriamo non arrivino i cartelli che informano che qualcuno non è il benvenuto».

Ma dato che Agnelli pare inebriato dalla popolarità acquisita fra gli integralisti, ecco che nella sua risposta si intravede la classica ideologia di gruppi d'odio sin troppo noti. Facendo inutile vittimismo, sostiene che si senta discriminato nel non avere la possibilità di discriminare: «Rispetto loro e voglio essere rispettato io, il nostro Comune garantisce e garantirà i diritti di tutti, sono il capofila di una battaglia per l'obiezione sulle unioni civili. Voglio dire la mia senza discriminare nessuno e senza essere discriminato».
Bhe, se una persona si rifiuta di celebrare un'unione legale solo perché vuole imporre una discriminazione, ecco che sta già discriminando qualcuno. Non basta certo negare l'evidenza per cambiare i fatti.

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Nella foto: Mario Agnelli alla Camera dei Deputati in compagnia del caporedattore di ProVita, nonché figlio del leader di Forza Nuova.
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