Il consigliere Vania: «La manifestazione contro l'aggressione omofoba di Triste è un attacco alla normalità»



Dopo la brutale aggressione di una coppia gay avvenuta in una piazza di Triste, centinaia di persone si sono date appuntamento in quel luogo per manifestare contro l'omofobia.
Se la polizia ha fermato un 16enne che risulta essere l'esecutore materiale del crimine, difficile è non ritenere che anche la politica abbia una sua pensante responsabilità in quanto avvenuto e nel clima d'odio che sta investendo il Paese. È infatti Ignazio Vania, consigliere della IV Circoscrizione tra le fila di Italiani di Trieste, a scagliarsi con violenza contro chi ha osato manifestare sostegno alle vittime di una efferata aggressione.

Attraverso un preoccupante comunicato stampa, l'uomo si lancia nel sostenere che una manifestazione contro  le violenza omofobica sia da ritenersi «un attacco alla normalità, un'aggressione alle persone»:

La manifestazione di ieri in Piazza San Giovanni a Trieste è una vera e propria aggressione alle persone che nella normalità dei rapporti uomo donna si riconosce.
Ieri a Trieste si è manifestato il "bacio arcobaleno" a supporto di un mondo che si vuole a tutti i costi imporre ai cittadini, il modo omosessuale (se dici qualcosa contro questo mondo... sei omofobo). Ci propinano dalla TV ai media tutta una serie di cliché che richiamano a quel mondo.
È ora di dire basta con la discriminazione di chi crede nei valori tradizionali dei rapporti tra Uomo e Donna e alla Famiglia tradizionale.
Ora vorrei chiedere a tutti i ben pensanti e "aperti alle diversità" e tutti quelli che si sentono "diversi".
C'è veramente bisogno di andare in piazza a baciarsi in collettività per dimostrare cosa?
La normalità dei rapporti non si dovrebbe svolgere senza eccedere? e ancora ; continuano a propinarci che le famiglie omosessuali sono uguali a quelle etero...... La Normalità della Famiglia non avviene nelle mura domestiche? Perché andare in piazza? A dimostrare cosa?
Da parte mia sarà sempre prioritaria la famiglia tradizionale, senza alcuna discriminazione per alcuno, perchè la normalità non ha bisogno di dimostrazioni.

Dinnanzi a simili parole, davvero ci si può se nella sua città c'è un sedicenne che se ne va in giro indisturbato alle cinque del mattino a spaccare nasi ai passanti? Dinnanzi a chi difende la violenza e attacca la normalità di un rapporto naturale come quello che può esserci fra due uomini o due donne, come si può non ritenere che ci siano pesanti responsabilità dinnanzi al crescente numero di violenze che si stanno registrando in giro per l'Italia?
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