Il vescovo De Rosa: «Renzi non è un vero credente, l'omofobia è una bufala e i gay vivono una situazione di oggettiva diversità rispetto alla natura»



«Renzi si dice credente, va anche alla messa. Ma diciamo che è credente a modo suo. Come si definiva credente il cattolico adulto Prodi, una definizione tutta da interpretare e ridicola. In realtà se uno si professa credente, lo è in ogni manifestazione della vita, scelte politiche incluse. Renzi ha tradito il suo essere credente e il rispetto della laicità non lo scusa, non è un pretesto. Esiste la obiezione di coscienza».
Sono queste le gravissime parole pronunciate da monsignor Michele De Rosa, vescovo della diocesi di Cerreto Sannita, Telese e Sant'Agata dei Goti in Campania. Il tema sono ovviamente le unioni civili, che secondo il sacerdote non sarebbero state sufficientemente ostacolate: «Noi vescovi italiani, fatte eccezioni, non abbiamo combattuto come sarebbe stato opportuno e probabilmente abbiamo sottovalutato il problema».
Siamo dunque dinnanzi ad un sacerdote che si fregia di poter sostenere che la fede si misuri sulla base della discriminazione dell'odio, in un ottica in cui ci sarebbe da chiedersi se i genitori che uccidono i figli omosessuali attraverso il fanatismo religioso siano molto credenti. Ancor più dato che si parte dal presupposto in cui la dignità delle persone e il riconoscimento dei loro affetti è «un problema» agli occhi di chi venderebbe l'utero della madre pur di impedire la felicità altrui.
A spiegarci la visione prettamente ideologica e l'uso politico della religione, il vescovo descrive in maniera alquanto curiosa il Family day che ha visto schiere di integralisti riuniti a lanciare slogan contro la dignità delle famiglie altrui. ma secondo il religioso, quello sarebbe stato «Una grande e bella manifestazione di popolo, una pagina da lodare. Se non ci fosse stato il Family Day oggi avremmo anche le adozioni, non lo dobbiamo dimenticare. Il professor Gandolfini da questo punto di vista è un benefattore e va ringraziato. Preti e vescovi dovrebbero su questi temi alzare maggiormente la voce e assumersi le loro responsabilità».
Dalle lodi a Gandolfini si passa agli insulti verso i gay, sostenendo che il ddl Cirinnà sia figlio «di un clima culturale paradossale e di lobby. Un clima nel quale si arriva a parlare di orgoglio gay. Orgoglio di che cosa? Non si sa. Questo stravagante modo di pensare perviene alla inaccettabile conclusione per la quale una situazione di oggettiva diversità rispetto alla natura, come quella gay, diventa norma. E al contrario chi rispetta la natura come gli eterosessuali sembra fuori dal mondo e da mettere alla gogna. Si capovolgono i valori».
Riguardo all'omofobia, afferma che sia «una bufala antidemocratica imposta da una minoranza che vuol fare tacere chi la pensa diversamente o chi va fuori del coro. Ci vuole massimo rispetto per l’omosessuale che non deve essere mai discriminato, ma non possiamo dire che siamo tutti uguali e che quello è un modello. Anzi è un controvalore, perché va contro la natura. Basta vedere la tv. Sembrano diventati tutti di quella corrente, per fare l’opinionista in un programma occorre dichiararsi gay o fare l'occhiolino a tale mentalità».
In realtà, la naturalità dell'omosessualità è ampiamente dimostrata da come la si riscontro in centinaia di specie animali, mantra una sola ha l'omofobia... e questo senza entrare nel merito di come l'omofobia possa uccidere, e non basta certo cercare di spacciarla per un "libero pensiero" per pulire le mani sporche di sangue.
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