James Franco in "King Kobra", il film ispirato all'omicidio di Bryan Kocis



Verrà presentato ad aprile, nel corso del Tribeca Film Festival, il nuovo film prodotto da James Franco che racconterà la storia dell'omicidio di Bryan Kocis. Scritto e diretto da Justin Kelly, "King Kobra" vedrà lo stesso Franco nei panni del regista di film per soli adulti, mentre la star della Disney Garrett Clayton sarà l'attore pornografico Brent Corrigan (il cui vero nome è Sean Paul Lockhart). Nel cast ci sanno anche Keegan Allen e Molly Ringwald, mentre Brent Corrigan ha annunciato che non avrà alcun ruolo perché il ricordo di quell'omicidio è ancora troppo vivo nella sua memoria.

Ad annunciarci la trama del film è la storia di quanto avvenuto. Bryan Kocis fondò una una casa di produzione di film gay per soli adulti chiamata Cobra Studios e fu tra i primi ad esordire nel mercato della pornografia via web. In breve tempo divenne ricchissimo, anche se nel 2001 si ritrovò a dover dichiarare bancarotta anche a causa della vita lussuosa che conduceva. Viveva in una villa a Dallas Township, circondato da giovani attori che parevano dispoto a tutto pur di diventare una stella dei suoi film.
Il 24 gennaio 2007 il suo cadavere carbonizzato venne rinvenuto fra i resti della sua villa in fiamme, ma il medico legale notò i segni di 28 coltellate e un netto taglio alla gola, così profondo che la sua testa pare fosse parzialmente decapitata.
Iniziarono le indagini e gli inquirenti puntarono ben presto la loro attenzione su Brent Corrigan, il notissimo attore pornografico gay. Scoperto proprio da Kocis, il giovane avrebbe avuto una relazione con il regista e questo avrebbe contribuito a renderlo la punta di diamante della sua casa di produzione. I contatti si deteriorarono quando Brent cercò di rescindere il contratto con la Cobra Video per aprire una propria casa di produzione. Si arrivò al punto in cui Brent denunciò Kocis e raccontò che era solo 17enne quando prese parte alle riprese del suo primo film, dal titolo "Every Poolboy's Dream".
Quella carta gli permise di liberarsi dai vincoli contrattuali con Kocis, anche se proseguirono altre controversie legali riguardo all'uso legale del nome di Brett Corrigan o ai diritti sui film già girati dalla casa di produzione.
Riguardo all'omicidio, l'attore si dichiarò estraneo ai fatti e fu in grado di fornire un solido alibi. L'attenzione si sposto così sul modello Danny Moilin che Kocis avrebbe dovuto incontrare la notte del suo decesso. Anche in quel caso fu un alibi inattaccabile a far cadere la pista.
La polizia pareva ormai brancolare nel buio quando si concentrò sull'arma del delitto. Scovarono così un video realizzato in una vicina armeria in cui si vedevano ragazzi intenti ad acquistare un coltello compatibile con quello utilizzato per il delitto. Fecero vedere quelle immagini a Brent Corrigan e lui vi riconobbe i volti di Harlow Chadra e Joseph Kerekes, una coppia di attori pornografici.
In collaborazione con l'FBI, Brett riuscì ad incastrare i due e a farsi raccontare la verità: avrebbero ucciso il produttore proprio per liberarlo dai vincoli contrattuali nella speranza di poter lavorare con lui. I due vennero arrestati il 15 maggio e condannati ad un doppio ergastolo.

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