La NuovaBQ ricorre alla pseudoscienza per tentare di sostenere che gli etro siano migliori dei gay



Sappiate che siete promiscui, infedeli, malati e violenti. E sappiate pure che probabilmente siete andati a letto con più di mille persone. Non lo sapevate? Sappiatelo, perché a spergiurarlo è la Nuova Bussola Quotidiana.
In realtà non è che il sito integralista lo stia dicendo a voi, lo dice a quelli che già vi odiano in modo tale che abbiano un pretesto in più per odiarvi. Non sia mai che vi possano incontrare per strada e non si sentano legittimati a prendere una sparga di ferro per massacrarvi di botte. Anzi, possibilmente per massacrarvi nel nome di Dio dato che ciò conferirebbe impunità e pieno appoggio da parte delle lobby clericali e di tutti i gruppi di potere ad esse associati.
Ed ovviamente non importa neppure quanto voi siate fedeli o quanto amiate il vostro compagno, loro continueranno a dire agli altri che voi siete dei porci immeritevoli di diritti perché inferiori a loro.

Tutto questo viene spiegato in un articolo dal titolo "Matrimoni omosessuali? Pochi, violenti e a termine Notizie shock dall'Olanda. E l'Italia impari". È il solito Tommaso Scandroglio a scrivere:

I “matrimoni” omosessuali? Pochi e durano poco. Questo in sintesi quanto ci riporta un’indagine dell’Ufficio Centrale di Statistica dei Paesi Bassi (Cbs), il quale ha tenuto sotto controllo il numero e la durata dei “matrimoni” gay dal 1 aprile 2001, anno in cui i Paesi Bassi aprirono le porte alle “nozze” omosex, fino ad oggi. I dati interessanti non mancano
Innanzitutto, si assiste ad un crollo delle richieste di “matrimoni” gay. Quelli maschili sono passati da 1.339 del 2001 a 647 del 2015. Quelli femminili da 1.075 nel 2001 a 748 nel 2015. Il picco massimo registrato proprio nel 2001 è dato da due fattori. Il clamore massmediatico che ha spinto molti a compiere questa scelta e l’effetto accumulo: tutti coloro che aspettavano da tempo di “sposarsi” poi lo hanno fatto contemporaneamente appena il “matrimonio” omosex è stato legalizzato. Ma ciò non giustifica il calo vistoso intorno al 40% dei “matrimoni” gay. Si giustifica invece tenendo conto delle abitudini della persona omosessuale “praticante”, tra cui la prima è la promiscuità.

Insomma, siete dei pervertiti e non c'entra nulla il fatto che l'introduzione dei matrimoni abbia portato tutte le persone a cui era stato stato negato quel diritto a contrarre sposarsi dopo l'approvazione della legge: secondo La Nuova Bussola Quotidiano quello sarebbe un fattore secondario dato che i gay non si sposerebbero solo perché incapaci di avere rapporti stabili. Curioso è dunque che l'integralismo cattolico dedichi tutte le sue forze ad impedire quei matrimoni dato che sostengono che siano i gay a non volerli (quindi perché vietarli se nessuno li vuole?). Immancabile è anche il solito abuso di virgolette che vengono inserite giusto ad indicare come l'integralismo non tolleri che si parli di matrimonio anche in quelle situazioni in cui la legge e la società civile ha scelto quel termine. Ma dato che l'insulto non gli basta, è attraverso il disprezzo che rincorrono una violenza verbale di inaudita ferocia.

Tornando all'articolo, il sito integralista, sostiene che la verità rivelata di come i gay siano degli ignobili zozzoni immeritevole i rispetto deriverebbe da una ricerca di vent'anni fa, ossia condotta molto prima dei dati a cui loro la collegano. Dicono infatti:

Una dettagliata ricerca scientifica dal titolo “A Comparative Demographic and Sexual Profile of Older Homosexually Active Men” pubblicata sul Journal of Sex Research e condotta su 2.583 omosessuali abbastanza in là con l’età ci informa che il 10,2-15,7% del campione ha avuto nella sua vita tra i 501 e i 1000 partner sessuali e un ulteriore 10,2-15,7% ha riferito di aver avuto più di 1000 partner. Il dato è interessante anche perché la ricerca è del 1997 e registra comportamenti antecedenti a questo anno, periodo in cui l’omosessualità era fenomeno meno esteso di oggi e quindi c’era più difficoltà ad incontrare un partner. La persona omosessuale quindi non vuole un legame per sempre con una sola persona e dunque non vuole “sposarsi”, ma desidera vivere la sua sessualità in modo aperto e liquido.

Sinceramente non è chiaro perché non abbiano direttamente preso una ricerca dell'epoca fascista dato che c'erano, così come sarebbe interessante comprendere come un intervistato avrebbe potuto dire di aver avuto più di mille partner sessuali. Li ha contati uno per uno e saprebbe dire i loro nomi a memoria? Sa con esattezza che erano più di mille e non 990?
Inoltre è curioso che si dica che quella gente non voleva sposarsi (sempre usando le infamanti virgolette) dato che il 62,9% di quel campione è stato sposato con una donna e il 54,6& di loro aveva figli. Non si stava dunque parlando di gay che vivono serenamente la propria sessualità, ma di persone che si nascondevano e che erano persino pronti a sposarsi con una donna per fingersi etero. Non stupisce dunque che in quel contesto (che peraltro è quello che La Nuova Bussola Quotidiana auspica sia imposto per legge attraverso l'istituzionalizzazione dell'omofobia) non possano esistere relazioni stabili se a casa c'è moglie e figli che ti aspettano.
Non meno importante è come il riferimento sia ad uno studio per il contrasto alla diffusione dell'HIV, quindi orientato ad esaminare solo i casi a rischio e non certo le coppie stabili. L'uso decontestualizzato di quei dati pare la solita falsificazione strumentale.

Ma il sito di Cascioli non si ferma certo lì. Aggiunge che i gay non sarebbero capaci neppure di restare sposati (motivo per cui loro vorrebbero vietare i matrimoni secondo una logica un po' perversa, in cui basta un divorzio per giustificare il divieto alle nozze altrui) e scrivono:

Dal 2003 a oggi si “sposano” più le lesbiche che i maschi omosessuali. Da ciò consegue che si contano più divorzi tra le coppie di sole donne che tra coppie gay maschili. Oltre a ciò, non solo i divorzi al femminile sono più numerosi, ma anche percentualmente più elevati. Ad esempio, il 30% delle coppie di donne che si sono “sposate” nel 2005, dopo dieci anni hanno chiesto il divorzio, contro il 15% delle coppie maschili e contro il 18% delle coppie eterosessuali. Queste coppie di sole donne in definitiva hanno una probabilità doppia di divorziare rispetto a tutte le altre coppie. Simile andamento trova conferma anche in altri studi. Ad esempio la ricerca scientifica dal titolo “The Demographics of Same-Sex Marriages in Norway and Sweden”, pubblicata su Demography del 2006 informa che in Svezia il 30% delle “nozze” gay in rosa finiscono in divorzio entro 6 anni, rispetto al 20% dei “matrimoni” gay maschili e al 13% di quelli eterosessuali.
Tale fragilità è da imputarsi, oltre alla promiscuità a cui si faceva cenno prima, anche al fatto che la relazione omosessuale è più conflittuale rispetto a quella eterosessuale.

Interessante è come le percentuali presentate non siano coerenti fra loro: prima divorziano il 30% delle lesbiche, il 18% degli etero e il 15% dei gay; poi i dati diventano del 30, 20 e 13%. La tesi a cui giunge La Nuova Bussola Quotidiana è che i rapporti gay siano peggiori di quelli eterosessuali, nonostante nel primo caso gli etero divorzino più dei gay.
A voler fare una semplice costatazione, l'impressione è che il meccanismo sia lo stesso che si vede anche nelle coppie etero, in cui sono le donne ad essere meno propense degli uomini ad accettare compromessi nelle relazioni. Questo è il motivo per cui le donne cercano il divorzio più dei mariti e, per via transitiva, non sarebbe difficile spiegare così che due donne divorzino di più e che due uomini lo facciano meno. Ma evidentemente un calcolo così semplice non era utile ad un articolo che vuole sostenere che gli etero siano migliori dei gay per un qualche diritto di nascita.

Altra pseudoscienza giunge con la citazione decontestualizzata di un altro studio vecchio di vent'anni, questa volta buttato lì per sostenere che i gay siano più violenti degli etero. Sorvolando su come recenti studi abbiano mostrato come questa evidenza sia reale solo in relazione al grado di discriminazione subita (in quella logica in cui il maggior nervosismo dettato dal dover nascondere una relazione influirebbe anche si essa) il sito di Cascioli preferisce diffondere le sue teorie e sostenere che:

Lo studio “Victimization and Perpetration Rates of Violence in Gay and Lesbian Relationships: Gender Issues Explored” pubblicato nel 1997 sulla rivista Violence and Victims rivela che su un campione di 283 persone omosessuali il 47,5% delle lesbiche e il 29,7% dei maschi gay è stato vittima di azioni violente perpetrate da un partner dello stesso sesso. Notare che il tasso di violenza maggiore nelle relazioni lesbiche corrisponde in parallelo ad una percentuale maggiore di rottura del vincolo “coniugale” sempre nelle coppie lesbo. Dati simili si trovano anche nello studio “Letting Out the Secret: Violence in Lesbian Relationships” (Journal of Interpersonal Violence, 1994) dove quasi tutte le 284 intervistate omosessuali hanno riferito di essere state oggetto di violenze verbali da parte della propria partner, il 31% racconta di aver subito abusi fisici e il 12% gravi abusi fisici.

Non va bene neppure l'età in cui si sposano gay e lesbiche, motivo per cui si parla di un'età media dei matrimoni senza tenere in considerazione come alcune unioni siano divenute legali solo negli ultimi anni. Ma sempre in linea con i fini della loro propaganda, affermano:

La ricerca dell’istituto dei Paesi Bassi ha poi messo in evidenza che il rischio di divorziare è più alto se il “matrimonio” viene contratto prima dei vent’anni o tra i quaranta e i cinquanta anni. Tale elemento pesa comunque sempre di più per le coppie lesbiche. I maschi gay anche si “sposano” in età più matura rispetto alle coppie etero: 43 anni contro 37 (il 20% dei maschi gay che si sono “sposati” avevano all’incirca 55 anni). Stessa musica per le donne omosessuali rispetto alle “colleghe” etero: l’età in cui le prime cinguettano il loro “Sì lo voglio” si aggira intorno ai 39 contro i 34 delle donne etero.
Inoltre il divario di età tra i partner omosessuale è più spiccato rispetto a quello dei coniugi eterosessuali e si è notato che la differenza di età è un fattore incidente nel provocare il divorzio tra coppie gay. In conclusione, questi “matrimoni” gay alla lunga non li vuole nessuno, nemmeno i diretti interessati, ed anche una volta “sposati” simili relazioni si sciolgono come neve al sole.

In realtà non serve essere un ricercatore per sapere che la maggiore differenza di età si basa su un principio molto semplice: se la scelta può ricadere solo su quel 10% della popolazione che condivide il medesimo orientamento sessuale, è evidente che la scelta sia ridotta e che si sarà più disposti a sorvolare di una differenza d'età. Una differenza che spesso esiste anche nelle coppie etero, nonostante la scelta sia 10 volte superiore (anche se è bene ribadire che, se c'è amore e se la relazione funziona, non ci sarebbe alcun motivo di lasciarsi fermare da un fattore anagrafico).
Allo stesso modo pare evidente che se questa gente credesse davvero alla frase finale che hanno scritto,. incomprensibile sarebbe il perché dedichino la loro intera esistenza a cercare di impedire che altre persone possano sposarsi. Se i matrimoni non li vuole nessuno, perché mai loro vogliono impedire quello che a quel punto non verrebbe celebrato?

Il dubbio che tutto l'articolo si basi sulla malafede è anche un altro fattore: quelli de La Nuova Bussola Quotidiana sono andati a pescare dei dati decontestualizzati ormai vecchi di vent'anni fa, ossia quando in quei Paesi non c'era ancora la possibilità per tutti di potersi sposare. A questo punto perché non fanno una nuova statistica basata sui dati di oggi, magari mettendoci pure il divorziato Adinolfi, il divorziato Casini, il divorziato Berlusconi, il divorziato Salvini, il divorziato Fini... insomma, a guardare la gente che è salita sul palco del Family day, pare proprio che per trovare una coppia non divorziata sia necessario iniziare a guardare fra quelle gay!
Commenti