L'integralismo contro la Disney: «Zootropolis ha logiche perverse e pervertitrici che istigano al sesso libero sganciato da ogni regola morale»



È Corrispondenza Romana (immediatamente ripresa da altre realtà integraliste come Basta Bugie o il circolo Christus Rex) a scagliarsi contro il nuovo film della Disney. L'accusa mossa è di proporre «logiche perverse e pervertitrici».
Il film "Zootropolis" è ambientato in una moderna metropoli che accoglie animali di ogni tipo. Dal gigantesco elefante al minuscolo toporagno, in questa città tutti vivono insieme serenamente, a prescindere dalla razza a cui appartengono. Ma al suo arrivo in città, la simpatica e gentile agente Judy Hopps, scopre che la vita di una coniglietta all'interno di un corpo di polizia dominato da animali grandi e grossi, non è affatto facile. Decisa comunque a dimostrare il suo valore, Judy si lancia nella risoluzione di un caso misterioso per cui dovrà lavorare al fianco di una volpe loquace e truffaldina di nome Nick Wilde.

La prima critica rivolta al film è presumibilmente in un ruolo femminile che non ambisce a lavare i pavimenti come Cenerentola, ma che vuole addirittura realizzare le proprie ambizioni. Ed è così che lamentano come quella coniglietta «decide di lasciare i suoi genitori e il posto dove è cresciuta». Non solo, Zootropolis viene addirittura descritta come un luogo «dove il mondo animale si è evoluto e affrancato dai limiti della natura; qui prede e predatori convivono armoniosamente e tutto sembra possibile, anche cambiare la propria identità». Il tutto per giungere a sentenziare che:

Il nuovo cartone della Disney entra frontalmente nelle tematiche più attuali, proponendo allo spettatore i soliti cliché propagandati dalla modernità, ma li affronta distorcendo la realtà, al fine di piegarla alle logiche perverse e pervertitrici della società pansessualista post moderna. Nella città di Zootropolis, infatti, l’armonia si fonda sulla negazione delle differenze, nel nome della tolleranza e del rispetto reciproco; armonia che sembra rompersi in seguito ad alcuni casi di animali predatori “impazziti” che attaccano le prede. Le indagini della protagonista coniglietta, nel frattempo divenuta poliziotto, sembrano portare all'amara conclusione che tali casi siano da addebitare alla biologia, ad un improvviso risveglio della natura, di quella natura che era stata faticosamente vinta dall'evoluzione morale del mondo animale: da ciò scaturisce il panico tra la popolazione di Zootropolis, che inizia a scorgere nel diverso da sé una possibile minaccia

Tralasciando il passaggio in cui l'articolo svela il finale (forse nella speranza di togliere la sorpresa e disincentivarne la visione, si passa a sostenere che:

Il messaggio veicolato sembra capovolgere la realtà: il caos e l’aggressività presenti in dosi massicce nella civiltà contemporanea, dove solo all'apparenza la vita ordinaria scorre in maniera ordinata e pacifica, non scaturirebbero dalla innaturale repressione delle differenze, dalla violenta logica del “fai ciò che vuoi”, bensì sarebbero artificialmente indotte da chi, magari per acquisire potere, punta ad alimentare nella popolazione la paura verso il “diverso”.

Si nega dunque che l'oppressione e la persecuzione del diverso possano essere compiuti per ottenere potere politico, automaticamente scagionando anche le campagne populiste con cui la Lega Nord ottiene voti vendendo razzismo o quelle in cui Adinolfi spera di ottenere una poltrona attraverso l'omofoba. Eppure la premessa del giornale integralista è che quelle differenze siano reali e che il colore della pelle o l'orientamento sessuale debbano essere ragione di violenza, bullismo, oppressione e persecuzione.

Ma dato che al peggio non c'è mai fine, ecco che Corrispondenza Romana accusa la Disney anche di voler promuovere il «sesso libero sganciato da ogni regola morale». Scrivono:

Nel nuovo film d’animazione della Disney sono presenti anche gli equivalenti dei club privè, ossia “oasi ricreative” dove gli animali possono girare nudi e abbandonarsi ad ogni sorta di piacere, ciascuno secondo i propri gusti: in questo caso l’allusione al sesso libero sganciato da ogni regola morale è evidente, seppur abilmente mascherata. Non manca neppure la rappresentazione della contrapposizione tra una cultura tradizionale, ancora largamente presente nelle campagne, e una cultura progressista, tipica dei grandi agglomerati urbani. La nostra coniglietta, infatti, fatica a lasciarsi alle spalle il retaggio culturale e valoriale trasmessole dai suoi genitori e dall’ambiente in cui è vissuta, portando con sé dubbi e paure che le impediscono di aprirsi completamente all'altro e dunque di vivere un’esistenza piena ed appagante; finché, finalmente, giunge a far suoi i paradigmi etici e morali della società progredita ed evoluta.

La scena viene descritta quasi si trattasse di film per soli adulti, motivo per cui basterebbe anche solo il buonsenso a farci comprendere che la verità sia un po' diversa (ancor più se si considera come l'immagine di apertura sia tratta proprio dalla sequenza in questione). Dinnanzi alle asserzioni dell'articolo l'unica reale domanda che sorge spontanea è il chiedersi quanta perversione sia necessaria perché una persona possa vedere club privé e sesso libero negli animali di un cartone animato Disney.
Eppure pare proprio che Corrispondenza Romana veda sesso ovunque, tant'è che anche la presenza di una postar ispirata a Shakira pare creargli dei pruriti:

La Walt Disney confeziona dunque un nuovo film di indottrinamento di massa, diretto ai più piccoli e alle loro famiglie. La colonna sonora del cartone animato è affidata ad una nota cantautrice, attrice e ballerina: Shakira, la quale nel film presta la sua voce ad una avvenente diva dello spettacolo, Gazelle, che col suo atteggiamento sensuale ed ambiguo catalizza i desideri simil-erotici dei personaggi presenti nel film, dal leone poliziotto al bufalo capo del dipartimento di polizia. Try everything, prova tutto, è il titolo della canzone della cantante Shakira che fa da sfondo musicale a Zootropolis: un vero e proprio inno all’autodeterminazione che è tutto un programma.

Sarà, ma a questa affermazione di può rispondere con un semplice aneddoto. Nel 1998 la Disney ha realizzato un film intitolato "Chi ha incastrato Roger Rabbit" in cui era effettivamente presente una battuta esplicita. In una scena l'investigatore si aggirava con un consiglio nascosto sotto all'impermeabile e la cameriera gli ha chiesto: «Hai un coniglio in tasca o sei contento di vedermi?». Il riferimento era ad un'erezione. Eppure nessun bambino era in grado di cogliere quel riferimento dato che a quell'età non si ha ancora quella malizia che porta a ricondurre tutto al sesso.
Questa è gente che chiede la soppressione dell'educazione sessuale sostenendo possa condurre ad una sessualizzazione precoce, eppure poi sono poi i primi a voler attribuire a dei bambini quel chiodo fisso che è parte di una sessualità adulta.
Se poi si considera come la repressione sessuale possa acutizzare quei pensieri, allora si spiega come sia possibile che l'integralista medio abbia pruriti e voglie anche dinnanzi ad un disegno animato in cui una gazzella fa la popstar (qui la foto, giusto per rendersi conto di che cosa si stia parlando).

Per completezza di informazioni, bene è anche raccontare cosa accada realmente nella sequenza contestata dal giornale. Durante le sue indagini, Judy Hopps incontra Yax, un figlio dei fiori che lavora in un posto chiamato Oasi della Fonte Mistica. Si tratta in club naturalista in cui gli abitanti di Zootropolis vanno per rilassarsi. Yax spiega che lui non crede che gli animali debbano coprirsi, lavarsi con il sapone o usare deodoranti. Si tratta di una scena che dura solo qualche manciata di secondi e nella quale non è presente alcun riferimento di tipo sessuale (sottolineando nuovamente come sia davvero difficile vedere un invito al sesso promiscuo dinnanzi ad un elefante che fa ginnastica)
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