ProVita insiste: «Gay non si nasce. Lo dice la scienza e Luca di Tolve»



Prosegue senza sosta l'attività di propaganda omofoba da parte dell'associazione integralista ProVita Onlus, ormai sempre più intenzionata a tentare di convincere tutti i propri lettori che i gay siano da ritenersi "colpevoli" per il loro orientamento sessuale e che quindi quindi non ci sia nulla di male nel discriminarli, perseguitarli e fare loro del male.
Come in ogni articolo propagandistico pubblicato da ProVita, tutto ciò di cui non hanno una benché minima prova viene spacciato come una verità scientifica rivelata da Dio stesso. Ed è con quel tono che esordiscono nello scrivere:

Gay non si nasce. Lo dice la scienza, ma lo dicono anche le (sempre più numerose) testimonianze di persone che decidono di rende pubblica la loro di storia di ‘conversione’ sessuale.
Molti conoscono il caso di Luca di Tolve; e con lui ci sono anche James, Robin Teresa, e tanti altri…

Ovviamente il "tanti altri" denuncia la totale assenza di nomi. Da decenni si citano sempre quelle persone, curiosamente tutti fanatici religiosi che basane la proprie rendite finanziare sul dichiararsi "ex-gay" e nel vendere fantomatiche "terapie riparative" dell'orientamento sessuale. teorie ovviamente screditate e prive di ogni funzionamento, ma utili solo a sostenere che i gay siano un qualcosa che debba essere "riparato".
Allo stesso modo sarebbe molto interessante conoscere anche quale fantomatica "scienza" direbbe che omosessuali non si nasce...
Purtroppo, però, tutto questo non verrà spiegato dato che quella era solo una premessa omofoba per introdurre una presunta "testimonianza" che per loro stessa ammissione non sarebbe altro che un testo trovato su internet. È una lettera anonima, pubblicata su un blog anonimo e curiosamente ripubblicata dalla Miriano a poche ore dalla sua prima scrittura (strano, soprattutto se si considera come fosse il primo post di un blog appena aperto e che difficilmente qualcuno avrà potuto scoprire per caso in così poco tempo)
Opinabile è anche il loro sostenere che quella lettera stia facendo il giro della rete, anzi, pare che non l'abbia considerato proprio nessuno. A pubblicarla sono solo i loro soliti partner omofobi: la ritroviamo pubblicata sul "giornale" di Mario Adinolfi, sul blog di Costanza Miriano o nel gruppo Facebook di promozione delle fantomatiche "terapie riparative" gestito dalla casalinga svizzera Alida Vismara. Poi praticamente nessun altro (Google suggerisce solo 10 singoli risultati, compresi gli aggregatori e le pagine di indice).
Ma dato che tutto fa propaganda, ecco che quel testo viene spacciato per una verità rivelata e si cerca di far credere sia stato condiviso in tutto il mondo:

Vogliamo oggi riportare una testimonianza che sta facendo il giro del web. Scritta da Joseph Marlin, persona che è “sempre stata convinta di essere gay“, s’intitola Lettera aperta agli omosessuali.
Non aggiungiamo alcun commento, perché il testo parla da sé. Ci teniamo solo a ringraziare Joseph per il suo coraggio e ad augurargli ogni bene per la futura vita con sua moglie!

L'augurio per il matrimonio pare intendere che non ci sia nulla di male nell'impedire ad un gay di sposare la persona che ama, dato che se lo lasciasse per sposare una donna di facciata, a quel punto Brandi gli farebbe pure gli auguri. In fondo lui non è cattivo: si accontenta che la gente sposi le persone che decide lui e non quelle di cui ci si innamora.
Dato che ci siamo già occupati della banalità e della falsità di una lettera che incolpa le persone per il proprio orientamento sessuale, ci risparmieremo questo supplizio (per chi lo desiderasse, qui c'è tutta l'analisi dettagliata).
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