ProVita sostiene che i diritti spettino solo alle maggioranze



Il matrimonio di Toni Brandi (ammesso che qualcuno se lo sia preso) sarebbe da ritenersi meritevole di maggiori diritti civili in virtù di come lui dica che gli piacciono le donne. Quello di Adinolfi va bene perché l'integralista ha dimostrato di essersene scopate almeno due. La Miriano è accettabile perché sottomessa, Salvini perché ha figli sparsi nati da relazioni avute anche al di fuori del matrimonio, ma tutti rigorosamente con donne. Tanto basta a spiegare quale pessima idea del matrimonio abbia l'integralismo cattolico, ossia quel gruppo violento che vorrebbe imporre con la forza un pensiero unico basato su un'ideologia fascista. A loro non interessa se una 18enne si sposa un novantenne per fregargli i soldi una volta morto, interessa solo che due gay non possano veder riconosciuto il proprio rapporto perché a loro infastidisce la felicità altrui (e spesso basta anche solo guardarli in faccia per osservare che dietro tanto odio probabilmente c'è anche una vita caratterizzata solo da fallimenti). Ed è così che la loro totale assenza di argomentazioni li porta a fare ciò che i violenti sanno fare meglio: insultare, denigrare e offendere pur di far passare il concetti che non ci sia nulla di male nel commettere crimini d'odio se poi si dice che è stato Gesù a volerlo. Nelle loro mani Dio è la giustificazione ad ogni crimine e male, in quell'uso politico che risulta un'offesa al sentimento religioso di milioni di persone.

In quest'ottica di propaganda violenta, l'associazione ProVita afferma:

Il cosiddetto matrimonio gay è veramente un diritto imprescindibile? Ma, soprattutto, resiste alla prova del tempo? O è solo una moda tra le tante che in fin dei conti interessa solo pochi gruppi ideologizzati?
Porsi queste domande è doveroso, dal momento che sempre più Paesi sono subissati dalle pressioni della lobby LGBT.
La situazione attuale, se analizzata con occhi scevri dalle costrizioni del politically correct arcobaleno, rivela un dato assai interessante. Non è vero che gli pseudo-matrimoni gay sono una conquista bramata spasmodicamente da fiumi e fiumi di persone cui sarebbero negati diritti fondamentali.

Si parte così dal denigrare il matrimonio altrui, si sostiene che qualunque diritto civile possa essere contrastato semplicemente sostenendo che sia opera di fantomatiche «lobby gay». Nel mentre ci si si traveste da agnelli nel sostenere che loro stanno guardando con occhi sinceri il tema (così sinceri che  solo il caso che porta ogni loro singola parola a risalutare un rantolo di odio verso i gay).

L'ideologia di ProVita passa così a sostenere che i diritti civili spettino solo alle maggioranze. Il tutto attraverso dati falsati in cui si dicono stupiti che il numero di matrimoni registrati dopo l'entrata in vigore del matrimonio egualitario non siano restati costanti (non sarà forse che nel primo anno si siano sposati tutti quelli a cui quell'opzione era stata negata negli anni precedenti? A loro dire no, quella è dimostrazione di come i gay non vogliano sposarsi):

Recentemente sono stati resi noti i dati di una ricerca effettuata in Olanda dall’Ufficio Centrale di Statistica dei Paesi Bassi (Cbs). Amsterdam, lo ricordiamo, ha legalizzato il ‘matrimonio gay‘ nel 2001. Ebbene, “dopo un picco registrato nel 2001, a 14 anni dall’approvazione si assiste ad un calo nel numero di matrimoni: quelli tra coppie di uomini si sono dimezzati, passando da 1.339 a 647, mentre quelli tra donne, sono calati da 1.075 a 748″. Ad aumentare invece sono i divorzi, specie tra le coppie di donne… E accade lo stesso pure in Svezia, in Spagna e in Belgio. Talmente tanta è la voglia di metter su “famiglia”, che alla prima occasione ci si separa (non sarà forse che le coppie gay sono ancora più instabili di quelle etero?).

Come sempre la conclusione e un insulto, in quell'ottica in cui i pregiudizi devono essere ripetuti il più possibile per farli passare come reali. Guardassimo ad Adinolfi o a Salvini, allora anche noi potremmo dire che tutti gli omofobi sono incapaci di mantenere una relazione monogama! Ma la loro propaganda prosegue nell'asserire:

Ma anche laddove il numero degli omosessuali che si sposano resta costante (come in Belgio), oppure aumenta (come per le coppie di donne in Spagna), si sta comunque sempre parlando di minoranze assai esigue. Di gran lunga inferiori a tutte le aspettative e le previsioni fatte dai governi per giustificare simili provvedimenti legislativi. In Spagna, all’epoca dell’approvazione, l’esecutivo di Zapatero aveva pronosticato oltre 250.000 ‘matrimoni’ in 2 anni, per poi abbassare la stima a 100.000: in realtà, nei 7 anni successivi all’introduzione della legge, sono stati solo poco più di 24.000. E il primo divorzio è avvenuto già nel 2006.

Tutto questo per giungere a dire:

Insomma, la situazione è più o meno la stessa in tutti gli Stati europei dove da tempo i gay possono sposarsi (qui una panoramica).
I dati pertanto confermano che la battaglia per le pseudo-nozze omosessuali è solo una bandiera ideologica portata avanti da una manciata di persone, mosse come pedine dalla potente rete della lobby LGBT.

Insomma, è sempre la solita salsa. Basterebbe un minimo di buonsenso per comprendere che, se anche si dovesse sposare una solo una coppia, il matrimonio rimane un diritto per tutti. E se davvero fossero così pochi i gay che vogliono sposarsi, allora perché ProVita si preoccupa tanto?! La cosa non quadra.
Oggi un eterosessuale può liberamente decidere se sposarsi o meno, un gay non può sposarsi neppure se lo volesse: fare i conti è un atteggiamento idiota dato che l'evidenza è che un diritto sia tale a prescindere da quanti ne accedano. Altrimenti potremmo dire che la maggioranza della gente cammina e quindi non è giusto dotare i mezzi pubblici di salite per la carrozzine. O, volendo dare un esempio vicino alla propaganda di ProVita, è proprio sulla base della loro tesi che potremmo dire che sia giusta la persecuzione delle minoranze cristiane in Medio Oriente? Se vengono a dirci che le minoranze cattoliche hanno diritti assoluti e che le minoranze lgbt non ne devono avere, allora è evidente che dietro al loro "ragionamento" ci sia solo demagogia finalizzata alla propaganda d'odio.
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