Se Marco Carta e Jonas Berami si piacciono, saranno pur fatti loro



Nelle ultime ore numerosi giornali hanno dato notizia di una presunta storia d'amore fra Marco Carta e Jonas Berami all'Isola dei famosi. Il motivo per cui non ci siamo occupati di quei pettegolezzi è semplice: non c'è nulla da dire.
Sono due ragazzi giovani, aitanti e carini: se tra loro ci fosse del tenero niente potrebbe renderci più felici per loro e, qualora fossero loro a raccontarlo, saremmo i primi a dare ampio spazio alla notizia. Ma se il punto di partenza è un articolo pubblicato da Dagospia in cui si fa ampio uso di virgolette ed allusioni che possano sostenere ci possa essere del torbido, non c'è interesse. e benché meno vale la pena ritenere lecito relegare una presunta storia d'amore in un qualcosa di pruriginoso come avvenuto inq uelle pagine, nelle quali troviamo scritto:

Pare certo che sulle bianche sabbie di Playa Uva esista un "Segreto" che viene " girato" di notte tra mangrovie e folti cespugli. I protagonisti? Jonas Berami e Marco Carta. Esisterebbero anche riprese "bollentissime" girate tra le "fresche frasche"che purtroppo non vedremo mai. E ora chi glielo dice al ricchissimo Bosco ( pigmalione-sponsor di Jonas) e alla inconsapevole Mercedes? Pare che la mamma di quest'ultima, Eva Henger, in queste ore sia venuta a conoscenza della gaya (nel senso di "allegra"...) tresca e voglia mettere in guardia la bambina dall' ambizioso Jonas. Come andra' a finire? Ah saperlo...

Il motivo per cui ci ritroviamo a parlare dell'argomento non il pettegolezzo in sé, ma ciò che quella sparata ha innescato. Pare infatti difficile non osservare con quali toni e con quali accenti i giornali italiani abbiano raccontato la vicenda.
Blitz Quotidiano parla di «amori gay sull'Isola dei Famosi», Melty si domanda se ci sia stato «sesso gay tra Jonas Berami e Marco Carta» e Gosspiblog parla di «gaya tresca». Titoli che parrebbero presupporre che l'amore gay sia diverso dall'amore o che il sesso gay sia diverso dal sesso: in fondo sarebbe bastato indicare i due nomi per lasciar comprendere che si parlasse di un rapporto fra persone dello stesso sesso, no? Eppure l'accento viene sempre messo sulla parola «gay», quasi come se fosse quello il tema fondamentale. Evidentemente si reputa ancora che un outing sia molto più interessante di un gossip legato a presunti amori, in un clima da italietta in cui l'omosessualità viene ancora vissuta come un qualcosa che genera scandalo e che deve essere raccontata con parole che tolgono dignità all'amore.

E se sinora siamo rimasti in un ambito ancora contenuto, è su Fiedlityhouse (del gruppo Leonardo) che ci troviamo persino dinnanzi a chi titola: "Polemiche sull'omosessualità: Marco Carta è gay?".
Ecco che, tutto d'un tratto, si scopre che possa essere possibile fare «polemica» verso un orientamento sessuale. Un concetto che viene ribadito anche nel sottotitolo, dove leggiamo: «Polemiche sulla trasmissione L'isola dei famosi. Il reality show di Canale 5 è stato accusato a più riprese per la scarsa qualità dei contenuti, ed ora scoppia il caso tra Marco Carta e Jonas: i due sono gay?». Un pettegolezzo diventa così anche un «caso» e per qualche strano motivo lo si accomuna a quella che si sostiene sia una «scarsa qualità dei contenuti».
Il termine torna una terza volta all'interno dell'articolo, pronto a sostenere che «l'Isola dei famosi 2016 continua a generare polemiche, e stavolta tocca a Marco Carta e Jonas Berami finire sotto il fuoco dei pettegolezzi a causa di una loro presunta relazione gay». Poi, dopo aver riproposto le frasi di dagospia, si arriva a sostenere che Marco Carta e Jonas Berami «avrebbero dunque allacciato un rapporto omosessuale durante la loro partecipazione all'Isola dei famosi 2016». ecco che i gay non hanno rapporti, ma rapporti omosessuali.

Inevitabile è poi come tutto questo inutile clamore possa sfociare in un'omofobia, anche involontaria, con la madre dell'attore spagnolo che si è precipitata a negare tutto su Facebook e ad affermare che il figlio è eterosessuale. E nonostante traspaia che la donna non ha niente contro i gay, purtroppo si finisce comunque nel far passare il messaggio che si sia dinnanzi ad "un'accusa" da cui è necessario "difendersi",
«La mia preoccupazione -scrive- non è la discussione sull'orientamento sessuale di mio figlio, ma che a personaggi come questo (il giornalista di Dagospia, ndr) interessi e prenda fama a discapito di bugie. Io sono a favore dell’amore tra persone, non tra sessi. Rispetto e difendo tutti gli orientamenti sessuali, amo Bosco come un figlio e sono molto orgogliosa di lui».

Ma se in Italia le cose vanno male, è dall'Honduras che giunge notizia di alcuni insulti omofobici che sarebbero stati rivolti a Marco Carta. Secondo Andrea Preti, sarebbe stata Paola Caruso a dire che il cantante «è una checca isterica e una prima donna». La Bonas, invece, spergiura che quelle parole siano uscite dalla bocca del modello. Fatto sta che quegli insulti sono stati riproposti in tv e, ancora una volta, finiscono con il legittimare l'uso di attacchi rivolti a mettere in discussione la virilità di una persona.
3 commenti