Solidarietà ad Omphalos per la vile aggressione da pare del gruppo omofobo "Nelle note"



Le mezze verità sono l'anima della propaganda. Si prende una notizia, la si depura dal contesto, si toglie ciò che non serve e la si presenta come verità rivelata in grado di dimostrare tesi non certo così dirette. Questa è la modalità comunicativa tipica di "Delle note", uno di quei gruppi omofobi che dedicano ogni loro energia alla denigrazione e all'istigazione all'odio verso i gay.
Se ci si può anche non curare delle offese pronunciate da persone che possono facilmente essere ritenute indegne della propria attenzione, inaccettabile è assistere al tentativo di offesa e denigrazione di chi dedica gratuitamente il proprio tempo al bene comune.
Evidentemente intenzionati a creare odio irrazionale verso le associazioni gay, è dalle loro pagine che ci si può imbattere in un agghiacciante collage di alcune immagini promozionali di una serata in discoteca a cui fanno seguire la frase: «Chi non li vorrebbe nella scuola dei propri figli a spiegare loro cosa sia il rispetto?». Ed ancora: «la stessa associazione che organizza queste serate fa formazione nelle scuole».

Naturalmente dinnanzi a persone che credono a fantomatiche ideologie gender non si può certo pretendere che sappiano documentarsi, anche se in questo caso basterebbe veramente poco per scoprire che i gruppi che gestiscono la formazione nelle scuole non sono gli stessi che organizzato le serate in discoteca. Ma non solo, trattandosi di temi contesti scollegati fra loro, se anche fosse non si capirebbe quale sarebbe il problema. Un'insegnante ha forse il divieto di potersi divertire in discoteca nelle sue ore libere? E allora perché mai un volontario dovrebbe avere più divieti rispetto ad un docente di ruolo?
Inoltre i signori omofobi possono stare tranquilli che nelle scuole non andranno ad insegnare i cubisti ma formatori, esattamente come l'esistenza di feste in discoteche etero non significa che siano le cubiste in topless ad improvvisarsi insegnanti di religione.
La decontestualizzazione e l'uso di generalizzazioni a scopo diffamatorio è un atti violento da parte di un gruppo che pare non perdere mai occasione per mostrare la propria natura dittatoriale er violenta, in cui tutto è brodo per creare astio verso persone a loro poco gradite solo perché diverse da loro.
E, se volessimo dirla fino in fondo, forse c'è da preoccuparsi più del fatto che nelle scuole vada ad insegnare chi crea questi assurdi fotomontaggi o chi spera di poter spiegare la sessualità umana brandendo mele e arance. L'assenza di un qualche assistente sociale che vigili sulla possibilità che l'ideologia dell'insegnante possa essere causa di indottrinamento all'odio degli studenti è un qualcosa che dovrebbe far perdere il sonno, non certo chi organizza tranquille serate in discoteca.

A proposito, poco sotto sostengono che i gay siano come nazisti e che l'Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani sia succube di un'ideologia violenta in cui i diritti dell'uomo vengono rispettati al posto di essere calpestati nel nome di una nuova razza ariana basata sull'eterosessualità. E mo' chi glielo piega che in nessuna di quelle foto c'è un ragazzo dell'Agesci?
Poveretti, a furia di cercare di fare propaganda, quel gruppo d'odio pare aver deciso di manifestare tutta l'infondatezza degli insulti che è solito lanciare, e questo senza che neppure gli si spieghi che gli scout cattolici, grazie alle Aquile Randagie, hanno combattuto quel fascismo di cui loro vorrebbero accusarli. Perdonate il piccolo inciso, ma è difficile non osservare come l'odio possa corrompere le persone e renderli cani sciolti che abbaiano e insultano tutto e tutti senza neppure avere un minimo di rispetto verso la realtà e la storia.

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