A Telgate (Bergamo) i leghisti lasciano all'opposizione le unioni civili



La Lega Nord pare intenzionata a basare la sua campagna elettorale sulla promessa di istituzionalizzazione dell'omofobia, con sindaci che fanno a gara per chi discriminerà ed umilierà di più le coppie formate da persone dello stesso che volessero unirsi civilmente.
Ed è così che l'amministrazione comunale bergamasco di Telgate annuncia che mercoledì 18 maggio la Giunta approverà una delibera di indirizzo con la quale sindaco, assessori e consiglieri della Lega Nord si rifiuteranno ufficialmente di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Anche se ovviamente non esiste alcuna presunta obiezione di coscienza alla trascrizione degli atti (nonostante Avvenire e ProVita la pretendessero a tutela della discriminazione), è a quella che fa riferimento il sindaco Fabrizio Sala nello spiegare perché lui non vuole assolutamente garantire dignità a parte dei cittadini che rappresenta: «Da obiettori di coscienza ci rifiutiamo di celebrare matrimoni contrari alla nostra etica e alla nostra morale. Se qualcuno dell’opposizione si vuole prendere questo incarico siamo lieti di delegare. È una legge passata in Parlamento sotto la spinta del Partito Democratico a cui l’opposizione è vicina: per noi è assurda e va a minare la famiglia vera e propria. Secondo noi c’erano altre priorità».
Ed ovviamente la sua «priorità» è una mozione che toglie dignità e diritti a parte dei cittadini nel nome del pregiudizio chi chi pare convinto che il Comune sia una proprietàà privata e non un ente istituzionale che si è chiamati a gestire.
Il sindaco di tiene a precisare che sarà lui in persona a celebrare i matrimoni eterosessuali in comune dato che il suo disprezzo e la sua violenza sono limitati ai soli cittadini omosessuali.
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