Adinolfi e Torriero vogliono una «contro-società cristiana» per attaccare la laicità dello stato



No Isis, no gender, no Renzi. È questo lo slogan populista con cui viene lanciato il nuovo libro di Fabio Torriero, direttore del sito ultracattolico Intelligonews. Il volume verrà presentato a Roma il 1° giugno prossimo alla presenza di Mario Adinolfi e di Giovanni Fiori (candidato al consiglio comunale di Roma nel partito di Adinolfi).

Nella presentazione del volume si afferma l'intenzione di «organizzare politicamente una contro-società cristiana» basata su quella credulità popolare in cui pare possibile che persino il fantomatico «gender» non solo venga ritenuto esistente, ma in cui si arriva a paragonarlo addirittura all'Isis. Insomma, il riconoscimento dei diritti laici sarebbe da ritenersi un attentato terroristico ad un totalitarismo in cui la religione sia un mezzo per imporre violenze e discriminazioni. Afferma Intelligonews:

Si parte dall’analisi della società Occidentale per arrivare alla stretta attualità con il ddl Cirinnà e le amministrative del 5 giugno. Non solo. L'obiettivo dell'autore è quello di fissare i capisaldi per organizzare politicamente una contro-società cristiana. Nel mirino del giornalista soprattutto il buonismo garantista “che ci indebolisce”, il laicismo che “va ripensato” e il pensiero unico contro cui bisogna fermamente lottare. “Tre mostri si aggirano in Italia e in Occidente: il Califfo, Robespierre (inteso come laicismo Giacobino) e Frankenstein (il gender)”. Grande attenzione per il duplice Family Day e per le sue implicazioni anche a livello mediatico: “Con le vecchie lenti quella piazza non è stata compresa ai più. Tutti l’hanno inseguita: dalla Cei agli intellettuali, fino ai professionisti del cattolicesimo parlamentare, senza capirla”.

Interessante è notare come il laicismo venga visto come una minaccia, inneggiando ad uno stato basato su presunti dogmi etici al pari dell'Isis. Ed è qui che nasce l'assurdo di chi pare voler puntare il dito contro l'integralismo islamico mentre si inneggia ad un integralismo cristiano. Il tutto nel solito contorno in cui a decidere che cosa sia il "cristianesimo" è proprio chi intende usarlo per le proprie mire politiche, sino all'assurdo in cui si possa attribuire una qualche autorità religiosa a personaggi come Afdinolfi.
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