Ai convegni di Amato si dice che i gay sono opera di Lucifero e che possono essere "guariti"



Gianfranco Amato, segretario nazionale del partito "Popolo della famiglia", ha fatto tappa a Torino per un comizio di propaganda elettorale. Come strategia di comunicazione, si è ricorsi al sostenere che esiste un fantomatico «gender» e che sia necessario combatterlo dando loro il proprio voto ed opponendosi all'eguaglianza giuridica di gay e lesbiche.
L'introduzione è tata curata da un tale Diego Manetti, un insegnante di storia e filosofia nelle scuole superiori, nonché un collaboratore di Radio Maria. Giusto per contestualizzarlo meglio, tra i suoi amici di Facebook incontriamo volti noti come Riccardo Cascioli (direttore de La Nuova Bussola Quotidiana), Massimiliano Amato (fratello e cassiere di Gianfranco Amato), Simone Pillon (tra gli organizzatori del Family day), Elieso del deserto (il presunto ex-gay che esiste solo sui social network), Alida Vismara (la casalinga svizzera che vuole "curare" i gay", Benedetta Frigerio (fondatrice delle Sentinelle in piedi e redattrice di Tempi) e Silvia Pardolesi (la seconda moglie di Mario Adinolfi). L'unico film che indica tra i suoi preferiti è una pellicola volta a sostenere che i gay possono essere "curati", così come tra i usoi like ci sono pagine come quella del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, Cristaini Today, Il Timone. La Nuova Bussola Quotidiana, Sentinelle in piedi,  padre Gabriele Amorth,  Avvocato Gianfranco Amato Fanpage e No alla legge Cirinnà.

Contestualizzato il personaggio, veniamo alle gravissime affermazioni che ha effettuato durante l'introduzione del comizio a cui Amato l'aveva invitato a prendere parte. Dice l'uomo:

Il rischio è quello di pensare che questa cosa non stia accadendo e che oggi siamo qui per niente. Perché se non esiste la dottrina del gender, evidentemente non siamo qui.
Eppure san Giovanni Paolo II diceva che quando ci troviamo a parlare della dottrina del gender, parliamo di una nuova ideologia del male, forse più insidiosa e occulta, che tenta di sfruttare contro l'uomo e  contro la famiglia anche i diritti dell'uomo. Infatti si parla di diritti quando di diritti non si dovrebbe parlare.
Benedetto XVI, papa emerito, ha detto che è in gioco l'uomo stesso e papa Francesco dice che è uno sbaglio della mente umana. Perché cito tre papi? Perché se questi tre pontefici han parlato del nulla, significa che siamo nell'assurdo.

In realtà la citazione di Giovanni Paolo II non parlava di quel fantomatico «gender» che ancora non era stato inventato dall'integralismo cattolico, ma di «unioni omosessuali». L'evidenza, dunque, è che Manetti stia usando i due termini come sinonimi, alla faccia di Amato che spergiurava che quel fantomatico «gender» non avesse nulla a che fare con l'omofobia e che ai suoi convegni non si parlasse mai di omosessualità!

Si passa poi a sostenere che i papi parlino attraverso messaggi sublimali e che sia possibile determinare il loro pensiero sulla base dei libri che portano in mano:

Ma forse, se avete letto "Memoria e identità" di Giovanni Paolo II sapete che è un'opera storica ma anche lungimirante che c'ha detto dove saremmo arrivati. Papa Francesco quale libro teneva sotto braccio la prima volta che si è fatto vedere la prima volta che non avesse in mano qualcosa che non fosse la Bibbia o il Vangelo? Il padrone del mondo diverso. Perché voleva dirci: guardate che stiamo andando verso un periodo in cui si realizzeranno le parole di Gesù. Vi uccideranno credendo di rendere onore a Dio e verranno sovvertiti i valori fondamentali. Noi siamo in questo momento in cui la dottrina del gender tenta di attaccare la famiglia. Perché dico attaccare? Perché questa mattina mi facevano un'intervista e mi dicevano: perché tanto astio? me lo chiedevo anch'io. Perché astio? Io non vedo astio da parte di chi cerca di difendere la famiglia naturale.
Mi chiedo quale senso ha andare ad intercorrere quella che è la rivelazione biblica per capire com'è veramente la famiglia: il libro della genesi incomincia dicendo che Dio ha creato l'uomo maschio e femmina. E che maschio e femmina sono chiamati ad unirsi per dar vita ad una famiglia. Dinnanzi a questo la dottrina del gender pretende di dire che tu puoi essere come vuoi, quando vuoi, perché lo vuoi.

Ovviamente nessuno dice che si può essere ciò che si vuole, perlomeno nessuno lo sostiene all'esterno di quelle realtà come Courage o l'associazione ProVita pronti a sostenere che i gay possano "scegliere" di essere eterosessuali a proprio piacimento sulla base delle screditatissime e dannosissime "terapie riparative". Se si esce dal mondo cattolico, chiunque dirà che una persona è biologicamente uomo e donna e che è possibile avere diverse identità di genere. Avere, non scegliere!
Certo è che è facile cercare di aver ragione se si cambiano le carte in tavola e se si attribuiscono frasi mai pronunciate a quelle persone verso cui Manetti dice di non provare astio, così come dimostra nel definirli un male da combattere e una minaccia alle famiglie (frase che non ha argomentato, forse perché di argomentazioni a questi slogan integralisti non ce ne sono).

L'uomo passa poi a sostenere di aver "curato" degli studenti gay dalla loro omosessualità:

Io come insegnante vi dico questo. Da sedici anni incontro adolescenti che hanno forti problematiche di identità. Io passo per quello che ha una posizione netta e chiara e accanto a me ho dei colleghi libertari che ammettono tutto e il contrario di tutto. Però che cosa è capitato? Quando qualche ragazzo aveva una forma di disagio, quando si sente discriminato, quando di sente offeso, viene da me.
E io gli chiedo perché vengono da me che sono cattolico e praticante? E loro dicono: perché lei non ce le manda a dire, non ci dà per spacciati. Ed è vero.
Io ho incontrato una mia ex studentessa che era venuta a trovarmi con la sua fidanzata. Io gli ho detto di rifletterci mentre partiva quel pensiero che sosteneva che l'identità sessuale fosse ciò che tu percepisci di te stesso. Io invece ho cercato di dirgli che c'è un dato di natura che è molto più forte. Se pianto un seme di rosa e voglio farlo crescere, gli metterò del buon humus e non gli metto del tiramisù. E se mi metto ad aspettare il fiore che cresce, non mi aspetto un tulipano, mi aspetto una rosa. Questa ragazza ha fatto una serie di incontri, poi l'ho persa e si è fatta viva dopo un anno e mezzo e mi dice: sono fidanzata con un ragazzo. Sto facendo un percorso per riacquistare quella che è la mia identità. E la ringrazio perché lei non mi ha mai giudicato.

Al di là dell'assurda storia raccontata, Manetti fa passare due concetti gravissimi e lesivi della dignità umana: sostiene che i gay siano dei deficienti che sono confusi e che non capiscono in quale buco lo debbano infilare, e sostiene che la differenza fra etero e gay sia come quella fra due fiori di specie diversa (più o meno era la differenza che Hitler ipotizzava fra ariani e non ariani). Nella sua mente pare non entri neppure l'idea che la rosa possa essere rossa o bianca e che entrambi siano fiori meravigliosi: lui sostiene che esista un modo giusto di essere (ossia a sua immagine e somiglianza).

Si passa così a proporre una curiosa interpretazione dei Vangeli, pensata giusto per legittimare il giudizio morale verso il prossimo:

Noi sbagliamo a pensare che "Non giudicare" significa non poter dire che secondo noi quello che fai è sbagliato. No, no! C'è un episodio nel Vangelo che è stato oggetto di una manipolazione fortissima a livello ideologico da quella che è la cultura del mondo: è l'episodio in cui Gesù incontra l'adultera. Episodio in cui si dice che chi è senza peccato scagli la prima pietra. Generalmente leggiamo questa frase per dire che non puoi giudicare nessuno. ma bisogna leggere le cose. Gesù mette alla prova quelli che la volevano lapidare e chi è senza peccato scagli la prima pietra. Ma Gesù si mette a scrivere per terra i peccati di tutti i presenti e le persone presenti, vedendosi sbugiardati in questa maniera, non osano tirare le pietre. Fosse per noi qui oggi, tireremmo le pietre contro chiunque perché si pensa di essere giusti. Ma Gesù leggeva nei cuori e questa donna che rimane lì, annichilita ma soddisfatta perché ha scampato la pelle, cosa le dice Gesù? neanch'io ti condanno. ma aggiunge: va' e non peccare più.
Tu condanni una persona quando gli dici che non vale neppure più la pena di dire che cosa pensi di lei. Non vale neppure la pena dirgli: credo che tu puoi cambiare. Non vali nemmeno la pena di dirti: guarda che puoi vivere in modo diverso.

Dinnanzi a parole simili potremmo tranquillamente ricordare a quest'uomo la parabola della trave e della pagliuzza, ma forse non vale neppure la pena fargli notare che sta sbagliando. Questi personaggi meritano solo indifferenza, se non una qualche indagine dal Miur dinnanzi a chi espone idee simili e poi viene lasciato libero di stare da solo insieme a dei minorenni nelle scuole.

Nel proseguo, il professore si lamenta se qualcuno non ha gradito che andasse nei licei a sostenere che i ragazzi di 17 anni dovessero assolutamente e necessariamente restare vergini, così come sostiene che il contrasto alla discriminazioni all'interno delle scuola sia un progetto occulto per «alimentare la confusione identitaria» e per «attaccare quella che è la figura centrale della famiglia, che è quella del padre».
Come ogni integralista, probabilmente anche lui reputa la donna inferiore e destinata a sottomettersi all'uomo. Ovviamente non si manca di sostenere anche le più assurde teorie di Nicolosi, affermando che i ragazzi gay hanno avuto l'assenza di un padre. Ovviamente è una falsità e un insulto a tutti quei padri che hanno figli gay, ma nella propaganda bisogna necessariamente dare la colpa a qualcuno.

Sul finire non poteva mancare il sostenere che i gay siano indemoniati:

La Bibbia parla dell'azione anticristica delle due belve. C'è quella che impersona la furia omicida e quella che impersona la menzogna. C'è chi dice che l'ideologia del gender non uccide nessuno. Io dico: scusami, il primo peccato della storia è una menzogna. Il peccato originale di Adamo ed Eva è una menzogna. Secondo peccato: l'omicidio. Abele ucciso da Caino. Quella è la prima famiglia della storia e ditemi se ha avuto vita facile. Perché, con l'ingresso della Trinità il demonio si scaglia contro la famiglia anche attraverso questa ideologia, che promette una falsa libertà solo per andare a togliere i fondamenti di quel percorso che ci permetterebbe di raggiungere Dio.
Chi è stato il primo che si è ribellato contro il padre e che ha detto che non esiste la natura e non esiste l'identità? Lucifero. Tutto il resto è soltanto una conseguenza.

Non si trascura neppure di dire che i giornali non hanno interpretato correttamente la parole di Francesco e che, prendendo un articolo a caso, guarda caso trova il passaggio in cui si sostiene che non esista alcun fondamento per riconoscere pari dignità alle unioni omosessuali.
Interessante è come quelle parole vengano attribuite al papa, mentre nel documento è espressamente indicato che siano stati i padri sinodali a volerle. Non solo. La nota a margine rimanda ad un documento redatto da Joseph Ratzinger il 3 giugno 2003, ad indicare come la Chiesa non abbi deciso nulla ma abbia semplicemente preferito glissare il problema riproponendo un documento di tredici anni fa.

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