Attivisti sfidano le leggi anti-gay di San Pietroburgo in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia



Non è vero che in Russia i gay sono discriminati, dicono con insistenza tutte quelle sedicenti associazioni cattoliche che operano per la promozione dell'agenda politica di Putin. Eppure la riprova delle loro menzogne ci giunge da una Russia in può anche essere picchiati ed arrestati anche se si è gay e si osa lanciare dei palloncini in aria.
Ad aver sfidato le leggi anti-gay russe sono stati una quarantina di attivisti legati al gruppo Coming Out, i quali hanno deciso di aderire alla Giornata internazionale contro l'omofobia lanciano in aria dei palloncini colorati nel bel mezzo di San Pietroburgo. Tanto è bastato a scatenare la reazione violenta della polizia, che li ha caricati, picchiati ed arrestati.
Difficile è anche non provare ammirazione dinnanzi alla loro tenacia nel difendere il loro diritto alla vita in uno stato in cui l'omofobia istituzionalizzata pare aver raggiunto livelli inaccettabili. Dinnanzi all'accaduto, hanno festeggiato notando come «la protesta ci ha permesso di mostrare che la comunità lgbt non può essere messa a tacere. La Giornata internazionale contro l'omofobia rimane uno dei giorni più importanti per raccontare alla nostra società che noi esistiamo e, nonostante la situazione non sia cambiata, che la comunità lgbt della Russia saprà sempre trovare il modo per essere ascoltata».
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