Crocetti su Avvenire: «Le coppie gay trasmettono ai figli un'avversione verso il sesso opposto»



Prosegue senza sosta l'attività persecutoria con cui il quotidiano dei vescovi sta tentando di convincere i suoi lettori che i gay costituiscano un rischio per la società e per i bambini, indicando indirettamente che la discriminazione e la negazione di pari dignità sociale sia un diritto.
In un articolo finalizzato a sostenere che «l'apertura ai gay è un rischio», Avvenire propone l'opinione dello psicologo Guido Crocetti quasi un dogma di fede. Rasentando l'insulto gratuito, l'uomo si lancia nell'asserire che: «La maggior parte delle coppie omogenitoriali trasmette un’avversione profonda per l’altro sesso, che diventa pesantemente negativa per l’equilibrio di un minore. Tanto è vero che questa avversione interiorizzata, diventerà poi protagonista delle sue scelte future».
Dinnanzi ad un intervistatore che pare meravigliato dinnanzi a chi dice che i gay non sono fatti con lo stampino e non abbiano tutti le stesse caratteristiche, Crocetti aggiunge che gli unici gay buoni sono quelli che si nascondono e non rivendicano diritti: «Anche le coppie omosessuali -afferma- come quelle eterosessuali, non sono tutte uguali. Sulla base della mia esperienza clinica, farei una distinzione tra omosessuali 'biologici' e omosessuali di tipo 'difensivo'. Soltanto i primi, che probabilmente non superano il 10 per cento del totale, possono formare coppie 'sane', cioè coppie di persone che riescono a conservare un rapporto equilibrato con l’altro sesso, con cui c’è accettazione e dialogo. L’altro da sé è riconosciuto e serenamente integrato, anche se non viene scelto come partner sessuale. Queste persone vivono la propria intimità in modo privato e discreto, senza ostentazioni e senza forme esibizionistiche. Sono persone il cui orientamento sessuale è stato probabilmente influenzato già in epoca prenatale dai desideri dei genitori, le cui aspettative sul figlio hanno una capacità straordinaria di determinarne lo sviluppo».
Insomma, l'omosessualità sarebbe una sorta di "malformazione" causata dai genitori e solo il 10% dei gay sarebbe in grado di vivere in maniera sana il rapporto con le donne. Curioso, dato che basta osservare il mondo per mettere in discussione simili teorie.

D'altro canto non stupisce troppo leggere certe parole dato che l'impressione è fossero esattamente che Avvenire voleva sentirsi dire. In fondo sono anni il quotidiano dei vescovi continua a chiamare Crocetti per farsi dire sempre le stesse, incuranti dell'opinione altrui. Ad esempio è nel 2013 che l'uomo si lanciò nel sostenere che i gay «creano bambini disturbati», così come ribadì in un libro volto a sostenere che sono i bambini«ad esigere una mamma e un papà».
Nel mondo scientifico l'opinione del singolo conta poco e una tesi può essere ritenuta tale solo se condivisa e confrontata altri dati, motivo per cui si ha l'impressione di essere dinnanzi ad una scorrettezza nell'osservare come l'opinione del singolo venga resa realtà assoluta solo perché aderente ai propri fini politici. Ancor più considerato come le critiche non siano mancate e come altri professionisti abbiano ricordato che nelle premesse c'è un errore di fondo dato che il bambino non cresce in una bolla che lo isola dalla società, motivo per cui l'incontro con ambi i sessi può avvenite tranquillamente anche all'esterno dell'ambito famigliare.
Ma un bambino ce cresce bene non crea avversione contro la concessione di tutele giuridiche ai figli dei gay, il voler far credere che i gay rendano omosessuali i propri figli funziona meglio.
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