Diego Sans



Quando si parla di Diego Sans, è facile ricondurlo alla sua carriera di attore per la Randy Blue. Meno noto, invece, è il passato burrascoso che ha segnato indelebilmente la sua vita.
Nato in Brasile, la sua vita prese una piega drammatica alla tenerà età di 16 anni: Diego si lasciò tentare da una vita fatta di feste ed alcool. L'abuso di bevande alcoliche venne ben presto affiancato anche da un abuso di sostanze stupefacenti. Non mancarono neppure i guai con la giustizia, con una serie di arresti legati alla guida in stato di ebrezza o al possesso di droghe.
In un'intervista rilasciata a The Sword, racconta: «Ho iniziato a partecipare a feste all'età di 16 anni e per 8 anni ho vissuto solo per andare alle feste, per ascoltare la stessa musica e per utilizzare quelle stupide sostanze. Ti ritrovi a vivere in quell'illusione in cui quelle persone sono la vostra famiglia, quelli sono i tuoi veri amici. Ma in realtà, sono solo persone che conosci. Conoscenti. I suoi veri amici sono a casa. E i tuoi veri amici sono quelli che ti dicono di non andare a quelle feste».
La decisione di trasferirsi negli Stati Uniti venne vista come l'occasione di iniziare una nuova vita, ma non passò troppo tempo prima che Diego ricadesse nell'abuso di droghe ed alcool. Questi sino all'arrivo di sua sorella, la quale lo convinse a lasciare San Francisco per provare a ripartire da capo. E così fu. Il 24 giugno 2013 i due trascorsero la loro ultima serata nella città e all'alba partirono alla volta di New York.
Diego si iscrisse all'Alcolista Anonimi e il 26 giugno risultò il primo giorno della sua vita da sobrio. Da quel giorno non ha più toccato una sola bottiglia di alcol e non ha più fatto uso di droghe.
Il suo esordio nel mondo dell'intrattenimento per soli adulti risale però al 2009, quando si trovò negli Stati Uniti senza una carta verde che gli permettesse di lavorare. Una volta ottenuti i documenti, iniziò a cercare un lavoro. È lui stesso a raccontare come ad ispirarlo fu Reese Rideout: «Mi chiedevo se questi ragazzi fossero reali, perché erano così perfetto. Così ho pensato, perché non provare per il porno? Qui è dove è iniziata mia fase di ribellione, perché sapevo che a casa mio padre mi avrebbe dato un assegno e che mia madre avrebbe pagato per i misi studi. Non ci volle molto tempo e due settimane più tardi venni chiamato per un servizio fotografico, ed è lì che è cominciato tutto».

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