I rapporti tra Fiore, Komov e Brandi immortalati da un film di propaganda anti-gay russo



Massimo Gandolfini ha avuto davvero una gran faccia tosta nel dichiarare che il comitato organizzatore del Family day non avesse nulla a che fare con Forza Nuova o Casa Pound. L'ennesima smentita ci giunge da un video di propaganda russa del 2014, all'interno del quale sono presenti immagini che ci mostrano Toni Brandi, presidente dell'associazione ProVita Onlus nonché organizzatore del Family day, mentre benedice il pranzo della famiglia di Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova.
In realtà è un collegamento abbastanza ovvio, dato che il partito di estrema destra è un soggetto che è stato sempre presente nella storia di quell'associazione, così come pare difficile far finta di non sapere come il caporedattore del loro giornale sia proprio il figlio di Roberto Fiore. A rappresentare un elemento importante, però, è come a quella cena organizzata con Fiore e Brandi ci fosse anche Alexey Komov, il nazionalista russo al soldo del magnate Konstantin Malofeev che cercò di far introdurre la pena di morte per i gay in Uganda, nonché personaggio onnipresente in tutta una serie di conferenze omofobe organizzate dall'associazione.

Tutto questo viene mostrato all'interno di "Sodom", un film di propaganda anti-gay diretto dal regista Arkady Mamontov e presentato a Mosca nel settembre del 2014 durante quello sarebbe dovuto essere l'ottavo World Congress of Families. Si trattava di un filmato specificatamente orientato agli attivisti lgbt, poi rimontato in una nuova versione che venne mandato in onda nel maggio del 2015 sul canale televisivo statale russo Rossiya-1.
Ad occuparsi dell'argomento è stato anche l'ottimo Playing the Gender Card, il quale spiega come il filmato avesse l'obiettivo di descrivere lo scontro culturale tra una Russia descritta come intoccata dal "degrado" e il Nord-America e l'Unione Europea come espressioni di Satana. In completo assoggettamento alle leggi omofobe volute dalle politiche di Vladimir Putin, si è ricorso ad alcuni stratagemmi narrativi per creare una verità basata sull'opinione di Scott Lively, il noto attivista anti-gay statunitense che ha contribuito in maniera determinate all'approvazione delle leggi anti-gay ugandesi e russe.
Ed è proprio Playing the Gender Card ad aver ritrovato lo spezzone che ci mostra i rapporti tra Fiore, Komov e Brandi. Le immagini mostra le bandiere dell'associazione Famiglia Domani e della Fondazione Lepanto che sventolano su su Roma in occasione della Marcia della vita, per poi passare ad intervistare una famiglia numerosa presentata come un obiettivo a cui tendere. Caso vuole che quella famiglia sia proprio quella del segretario di Forza Nuova, Roberto Fiore, e di sua moglie Esmeralda Burgos. Tra gli undici figli si distingue anche il volto di Alessandro, portavoce e capo-redattore di Notizie ProVita.
L'incontro tra il regista Mamontov e i Fiore-Burgos avviene prima e durante una cena cui partecipano anche Alexey Komov e Toni Brandi. Le immagini ci mostrano anche come il presidente della ProVita Onlus benedica la cena con formule in latino, probabile omaggio alla lefebvriana Fraternità Sacerdotale di San Pio X (FSSPX), da sempre legata all'estrema destra cattolica soprattutto in Italia. Brandi dice infatti di esserei convertito al cristianesimo grazie ai lefebvriani, così come il figlio di Fiore è stato un seminarista lefebvriano ordinato accolito ed esorcista.

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