Il nuovo diktat di ProVita: via dalle biblioteche i libri che spiegano ai bambini che non sono nati sotto un cavolo



I cattolici hanno il terrore del sesso. Non vogliono sia praticato, non vogliono se ne parli, non vogliono che ai loro figli sia garantita una sana educazione sessuale. Spesso vivono in un mondo che esiste solo nella loro mente, in cui credono che i minorenni non facciano sesso e che sia doveroso negare loro ogni informazioni sui rischi delle malattie sessualmente trasmissibili. Ci sono adolescenti che sono morto a causa di questo negazionimo, ma la cosa non pare preoccuparli.
Ai figli che chiedono loro come nascono i bambini, sono soliti raccontare bugie: i bimbi li porta la cicogna o nascono sotto ai cavoli! I bambini saranno anche piccoli ma non sono scemi, motivo per cui comprendono facilmente che quella è una bugia e che i loro genitori gli stanno nascondendo qualcosa: si tratta di un qualcosa che probabilmente li porterà a sviluppare una morbosa curiosità sull'argomento, danneggiando seriamente il loro sviluppo.
È per questo che in tutto il mondo esistono libri per bambini che usano un linguaggio semplice per aiutare i genitori ad affrontare l'argomento con i loro figli. A quell'età non si ha certo una sessualità sviluppata e un'informazione corretta è tutto ciò che i bambini chiedono. Così come viene spiegato loro come funzionano i semafori o come mai l'acqua esce dal rubinetto, allo stesso modo hanno curiosità sulle modalità che portano alla nascita dei bambini. Ottenuta una risposta saranno soddisfatti e passeranno ad altro.

Era prevedibile che questi libri non piacessero a Toni Brandi, l'integralista che con la sua associazione promuove il sesso non protetto (tanto al massimo saranno gli altri a beccarsi l'HIV) e una completa censura di qualunque nozione possa riguardare il sesso. Lo scorso febbraio si lanciò nel sostenere che quel libro giovasse ai pedofili, ora è attraverso un articolo di Cristiano Lugli che lo bollano come un «libretto di diseducazione sessuale con risvolti pornografico-feticisti».
Il loro problema è che quel libro sia disponibile nella Biblioteca di Casina, in provincia di Reggio-Emilia, e che alcuni genitori genitori intelligenti possano decidere di farlo leggere ai loro figli contro la loro volontà. La loro ideologia li spinge infatti ad invocare una presunta priorità educativa dei genitori solo quando si tratta di indottrinare all'odi, ma non certo quando un genitore vuole garantire una crescita sana ai propri figli: in quel caso la censura clericale deve impedire l'accesso alle informazioni se contrarie al pensiero unico che guida la loro agenda politica. La loro idea libertà è a senso unico: loro devono poter fare tutto, gli altri devono solo tacere e sottomettersi ai loro diktat.
Giusto a sottolineare la "serietà" di questa associazione, si noti come l'articolo contro i libri che spiegano come un uomo e una donna possano generare un figlio sia stato archiviato nella categoria "gender". Apprendiamo così, dunque, che quella fantomatica ideologia a cui ricorrono per giustificare omofobia e sessimo debba valere anche per i rapporti eterosessuali.
Un'ultima nota riguarda anche come il libro in questione sia stato edito nel 1999 e di come ci siano voluti 17 anni prima che qualcuno si lamentasse di quei contenuti. Guarda caso, ora un'associazione che ha fatto della censura e dell'oscurantismo il suo cavallo di battaglia ha deciso che non lo si debba poter più leggere.

Dato che l'integralismo cattolico si muove sempre in branco, alle lamentele di Brandi hanno presto attratto altri gruppi di pressione. A chiedere la censura del libro si è unito anche il vescovo Massimo Camisasca e il Forum delle Associazioni familiari della città che ha provveduto a fare disinformazione e terrorismo psicologico attraverso il settimanale diocesano "La Libertà".
L'articolo del sito integralista venne poi ripreso anche da Il Giornale, pronto a sostenere che non si debba parlare di sesso a meno che a farlo non sia qualche imprenditore durante una qualche cena elegante ad Arcore. Il tutto con i soliti commenti in cui c'è chi citava la Bibbia per sostenere che i responsabili della biblioteca debbano essere messi a morte per aver osato dire ad un bambino com'è nato realmente.
Nell'ammucchiata di chi voleva cavalcare quella finta moralità non potevano mancare anche i parti di destra, pronti a cercare di ottenere visibilità attraverso ad un'interrogazione al Sindaco. Un'interrogazione utile e ideologica, ma strumentale all'associazione ProVita per poter avviare la loro solita macchina del fango.
Il messaggio appare evidente: potrà vivere in santa pace solo chi aderisce al pensiero unico di Toni Brandi, tutti gli altri saranno oggetto di una campagna violenta volta a rendere difficile e impegnativo qualunque gesto vada in direzione del bene comune e a beneficio dell'agenda politica delle lobby clerico-fasciste.

L'articolo passa così a deridere il sindaco per la sua risposta alle interrogazione, curiosamente riprodotte con una serie innumerevole di omissis:

Sul libro non voglio entrare, non è compito del Sindaco entrare nel merito di un libro, tanto meno del Consiglio Comunale. […] I libri fanno parte del patrimonio librario da tanto, li hanno scelti autorevoli commissioni e ho deciso volutamente di evitare lo scontro […] non ho competenze, non ho titoli, non ho voglia di censurare libri.

Come consuetudine, l'associazione ProVita sostiene anche di conoscere la verità rivelata su come debbano funzionare le biblioteche pubbliche e si lancia in commenti saccenti volti a sostenere che:

Per la cronaca, il Manifesto IFLA/UNESCO dice: “La biblioteca pubblica rientra nelle responsabilità delle autorità locali e nazionali” –come ricordato da un consigliere presente martedì sera-, ma pare che al Sindaco questo non sia chiaro.
E comunque il tema può tranquillamente essere ‘da Consiglio Comunale’, anche solo perché alcuni Consiglieri hanno fatto interpellanza e di tutto quello che succede nel Comune il Sindaco può dare informazione ai Consiglieri, perlomeno nelle sue comunicazioni iniziali.

L'articolo continua a scrivere frasi sconnesse e prive di significato, in quell'ottica in cui chiunque non si pieghi al loro volere debba essere preso di mira e insultato. Il tutto con tanto di una serie di incisi volti a cercare di creare odio verso i politici che non si sono sottomessi al loro volere:

“Mi viene in mente il Sindaco di Venezia” – prosegue il primo cittadino, che fra le altre cose ha tenuto per sé le deleghe sia della Scuola che della Cultura, rivestendo di fatto il ruolo di Assessore – “il quale ha fatto ritirare moltissimi libri perché secondo lui insegnavano la teoria del gender, che non ho poi neanche mai capito che diavolo sia”.
“Decide la legge cosa pubblicare o non pubblicare, cosa fare o non fare […]. Nella nostra biblioteca abbiamo probabilmente anche molti libri ad alto contenuto erotico, non lo so se ci sono… Forse abbiamo anche il Meinf Kampf: i libri sono libri.”

Assolutamente ideologica e vergognosa è poi la tesi a cui giunge quell'associazione che è solita processare, condannare e punire chi non rispetta i loro dettami:

In questo caso però si sta parlando di libri per adulti, e quelli erotici non vengono certamente messi in bella vista. I libri perniciosi di cui si parla, invece, si trovavano su un apposito spazio allestito ad altezza bimbo e sono facilmente consultabili anche da un bambino che si allontana per un attimo dalla madre.

Ovviamente quello non è un libro per adulti. Far credere il contrario è mentire ai propri lettori e cercare di creare una realtà fittizia. Anzi, si passa poi a spacciare come verità assolute anche tutta un'altra serie di frignacce:

Si è anche detto che i libri sono presenti in tante altre biblioteche, ma per verifica personale si può dire che non si sono mai visti esposti così in primo piano, quanto piuttosto in appositi scaffali, alcuni dei quali raggruppati come categoria di “Educazione sessuale”. A Casina invece questi due libri erano in mezzo ad altri libri di vario tipo, come se fossero libri di contenuto generale.

E chi non risponde alle buffonate ideologiche inventate di sana pianta dalla propaganda di morte dell'associazione ProVita (la stessa che invita i ragazzi a non usare i preservativi) è causa di articolo denigratori e offensivi in sui si afferma che:

L’indole conforme ai principi democratici e al dialogo proficuo dimostrata dalle autorità locali del Comune di Casina sono inequivocabili
È stato anche detto che questo genere di polemiche sono personali, non si deve fare censura perché sarebbe come chiedere di modificare l’alimentazione, così come succede nel dibattito con i vegani (notare il paragone fra i due temi). Questa è la sensibilità, l’interesse, la responsabilità e la serietà con cui si affrontano temi come l’educazione al corretto e adeguato processo di crescita dei bambini. Ognuno tragga le sue conclusioni.

Insomma, siete avvisati: o fate esattamente ciò che Brandi vi ordina di fare o sarete vittima di un'aggressione violenta da parte dell'integralismo cattolico. Siamo in dittatura e non certo in un Paese libero in cui i diritti devono essere uguali per tutti.

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