La Camera approva la legge sulle Unioni civili



Con 369 voti a favore, 193 contrari e 2 astenuti, l'assemblea di Montecitorio ha approvato la fiducia alla legge per l'introduzione delle Unioni Civili. la legge in sé è poi stata confermata definitivamente con 372 voti a favore, 51 contrari e 99 astenuti. Ora bisognerà spettare la firma di Mattarella e poi, subito dopo la pubblicazione in Gazzetta, in teoria coppie potranno registrarsi a registrarsi fin da subito.
Prima del voto, è su Facebook che il premier Matteo Renzi aveva scritto: «È un giorno di festa per tanti, oggi. Per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi Per chi stanotte ha fatto fatica a prendere sonno, per chi da giorni ci scrive chiedendo dove festeggiare, per chi semplicemente non sta più nella pelle. È un giorno di festa per tanti, oggi. In queste ore decisive tengo stretto nel mio cuore il pensiero e il ricordo di Alessia (un'amica di Renzi in prima fila per le unioni civili, ndr). E questo mi basta. Perché le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie. Per chi ama, non per chi proclama Scriviamo un’altra pagina importante dell’Italia che vogliamo. Lo facciamo mettendo la fiducia perché non erano possibili ulteriori ritardi dopo anni di tentativi falliti. Lo facciamo con umiltà e coraggio. Ma lo facciamo adesso perché in Italia non è più possibile continuare a rinviare tutto».
Resta comunque l'amaro di una legge che è stata spogliata di molte parti fondamentali dai cosiddetti "cattolici", intenzionati a privare i bambini delle famiglie omogenitoriali da qualunque tutela giuridica attraverso lo stralcio della stepchild adoption, così come fu l'ingerenza vaticana a cancellare ogni tutela costituzionale attraverso la cancellazione di ogni riferimento all'articolo 29. Dunque non si può certo dire che oggi i gay avranno gli stessi diritti degli etero, semplicemente saranno un po' meno discriminati di quanto non lo fossero ieri.

Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, ha così commentato voto alla Camera che ha dato il via libera definitivo alla legge sulle unioni civili; «Un grande sollievo, un appuntamento con la storia da troppo tempo rimandato. Il riconoscimento delle coppie formate da persone dello stesso sesso - prosegue - è una battaglia che arriva da lontano, un testimone che è passato da una generazione all'altra, superando con tenacia le tante cadute. In questa giornata, perciò, il primo pensiero affettuoso lo rivolgo ai fondatori e alle fondatrici del nostro movimento, a chi ha gettato le basi di questo percorso in anni molto diversi da questi, più duri e più difficili. A quelli che nella lotta sono invecchiati e a quelli che purtroppo non ci sono più, ha chi iniziato e chi ha saputo raccogliere il testimone: a tutti e tutte loro va sempre, ma oggi in particolare, la nostra riconoscenza. Il secondo pensiero va ai tanti e alle tante che presto potranno condurre in porto, grazie a questa legge, il proprio progetto di vita: con loro brindiamo al grande giorno. Questa legge arriva con molto ritardo e con molti limiti, di questo siamo consapevoli. Ma abbatte un muro e segna una tappa importante: da qui dobbiamo subito ripartire per rilanciare la battaglia per la piena uguaglianza. Perciò è con questo augurio e con lo sguardo orientato al futuro e ai traguardi che verranno che noi oggi alziamo i calici e le nostre bandiere arcobaleno».
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