La corte di appello di Torino riconosce due nuove stepchild adoption: «Sono già famiglia»



Se la priorità della politica è quella di strappare i bambini alle loro famiglie per compiacere l'integralismo cattolico, i giudici paiono di tutt'altro avviso nel ritenere che il bene supremo del minore debba prevalere sui pregiudizi vaticani. Ed è così che si moltiplica il numero di procure che si stanno pronunciando a favore della stepchild adoption.
Forti anche del parere favorevole espresso della Procura generale, i giudici della corte d'Appello di Torino si sono espressi a favore di una adozione incrociata da parte di due mamme, madri di due figlie, che convivono dal 2007 e che si sono sposate in Danimarca nel 2014. Inoltre è stat accolta anche la richiesta di una che voleva adottare il figlio di cinque anni della compagna, sposata nel 2015 in Islanda.
Il sostituto procuratore generale Giulio Toscano aveva espresso parere favorevole in udienza per tutte le coppie sulla base della norma prevista "in casi particolari".
«Non c’è uno stato di abbandono, esiste un forte legame affettivo, sono già una famiglia. Si impone, assai semplicemente, la tutela di una situazione di fatto», ha affermato il magistrato.

Marco Giusta, presidente di Arcigay Torino, ha commentato: «Non possiamo che essere soddisfatti per questa sentenza che sancisce in modo inequivocabile, come richiamato nelle motivazioni, che 'nessun rilievo può avere la circostanza che il ruolo familiare sia formato da un’unione affettiva eterosessuale ovvero tra persone dello stesso sesso' nella capacità genitoriale di crescere ed accudire figli. In questa sentenza si possono rileggere le parole di Moro in sede costituente: "Quando si afferma che la famiglia è una società naturale, si intende qualche cosa di più dei diritti della famiglia. Non si tratta soltanto di riconoscere i diritti naturali alla famiglia, ma di riconoscere la famiglia come società naturale, la quale abbia le sue leggi e i suoi diritti di fronte ai quali lo Stato, nella sua attività legislativa, si deve inchinare", parole che i tutti i detrattori delle famiglie omogenitoriali dovrebbero studiarsi a fondo. Il mio augurio va alle mamme che finalmente hanno visti riconosciuti i diritti delle loro famiglie anche grazie ai pronunciamenti della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ci ricorda continuamente che ad avere valore sono i legami affettivi e familiari fra figli e genitori».
Gabriele Piazzoni, segretario Nazionale di Arcigay, aggiunge: «La sentenza di Torino è un importante riconoscimento che la capacità di provvedere alle necessità affettive e materiali dei figli dipende dalla capacità di garantire ai bambini un ambiente sereno e sicuro. Ancora una volta i tribunali sanciscono il diritto dei figli ad avere buoni genitori, che li amano e li proteggono, e questa è una caratteristica che non dipende dall'orientamento sessuale».
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