L'Age contro le unioni civili: se i gay avranno uguali diritti, chi pagherà i nostri privilegi?



Fabrizio Azzolini, Presidente nazionale dell'Age (Associazione Italiana Genitori), spiega quale fossero le reali preoccupazioni dinnanzi alla legge sulle unioni civili da parte di quel mondo che è solito definirsi "cattolico". Non senza mezze parole, l'uomo ha spiegato come il suo timore è che la sua eterosessualità non gli conferisca poi la possibilità di far sostenere i suoi costi sociali ad una minoranza costretta ad avere uguali doveri ma nessun diritto.
Dalle pagine del Servizio Informazione Religiosa, afferma: «Quella di ieri rappresenta per noi una giornata buia. La legge sulle unioni civili infatti non aumenta i diritti, come è stato detto, ma li sottrae alle famiglie che oggi soffrono sotto il peso di sussidi insufficienti, agevolazioni per pochi e politiche sociali a macchia di leopardo nel Paese. Renzi sul suo profilo Facebook ha scritto che ieri era una giornata di festa ma al presidente del Consiglio dobbiamo ricordare che questo testo di legge apre una voragine di pericoli economici e sociali. A cominciare dalla reversibilità delle pensioni estesa a tutte le unioni insostenibile per le casse dello Stato per finire con l’apertura delle graduatorie degli asili nido già risicate alle coppie che sottoscrivono questo tipo di unione».
Insomma, la sua idea è che gay e lesbiche dovrebbero essere discriminate ed esclude da pari diritti in modo che lui possa godere di maggiori vantaggi attraverso i contributi da persone che siano state esclude da pari dignità. Evidentemente si reputa che i figli dei gay non meritino lo spesso spazio negli asili rispetti ai figli degli eterosessuali, così come non si reputano che i contributi dei gay debbano garantire il medesimo trattamento riservato a lui.
Come consuetudine del mondo omofobo e integralista, anche qui si è dinnanzi ad un uomo che fa vittimismo dinnanzi a chi ha osato estendere i suoi stessi diritti agli altri, al punto che lo ritroviamo pronto ad affermare che «avevamo chiesto a Renzi di fermarsi, di ragionare insieme, perché approvare un testo simile certamente aumenta un tipo di consenso elettorale oggi ma espone a una serie di problemi che nemmeno immaginiamo in futuro». «Chi festeggia ricorda come l’Italia sia arrivata ultima in Europa nell'approvazione di una norma sulle unioni civili ma omette tutti i problemi di sostenibilità economica e sociale che nei Paesi dove da anni sono in vigore sono via via emersi».
Come sempre non c'è alcun riferimento esplicito a quelli che generalmente vengono etichettati come problemi generici che giungerebbero da una società che non basa il proprio benessere sull'oppressione altrui, in quel clima in cui la fede cattolica è un mero strumento per giustificare quella che è solo una nuova forma di schiavitù. E si dicono "cristiani"...
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