Le Sentinelle in piedi ora si battono per impedire che l'omosessualità possa essere vista come "normale"



Nel 2014 le Sentinelle in piedi dichiaravano: «Noi non abbiamo assolutamente niente contro gli omosessuali, loro sono liberi di convivere, fa parte della vita privata e non abbiamo niente in contrario. Non abbiamo nulla contro i gay, nessun odio o discriminazione, ma non essendo possibile procreare fra persone dello stesso sesso non crediamo che sia giusto che debbano potersi sposare».
Forse neppure loro credevano a quelle parole, eppure il piano inclinato della propaganda integralista si basa proprio nell'aumentare gli affondi nel corso tempo in modo tale che il pubblico si possa gradualmente abituare a quella violenza sino a quando non se ne aggiungerà di nuova.
È il principio della "rana bollita" di Noam Chomsky. Si ipotizza la presenza di un pentolone pieno d'acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Se si accende il fuoco sotto la pentola e se l'acqua si riscalda pian piano, la rana troverà la temperatura piuttosto gradevole e continua a nuotare. Quando l'acqua diverrà bollente, la rana sarà indebolita, prova della forza di reagire. Sopporta e non fa nulla sino a quando morirà bollita. Se la stessa rana fosse stata gettata direttamente in acqua a 50°, sicuramente avrebbe dato un forte colpo di zampa e sarebbe balzata fuori dal pentolone.

Ed è in quell'ottica che sul profilo Twitter delle Sentinelle in piedi ci troviamo oggi dinnanzi a chi oggi sostiene che l'omosessualità debba essere vista come una "malattia" e che si debba permettere a sedicenti gruppi religiosi di poterla "curare" nel totale disinteresse per salute delle proprie vittime. È infatti provato che quelle teorie non solo siano prive di ogni valenza scientifica, ma spesso contribuiscono ad aumentare la propensione all'autolesionismo e al suicidio (qui il commento all'articolo citato dal gruppo integralista).
In merito alla proposta di vietare quelle vere e proprie torture, il gruppo integralista afferma: «Dopo le unioni civili, col “ddl Scalfarotto” è un altro tassello del piano di “normalizzazione” dell’omosessualità».

Le loro rivendicazioni finiscono così per non limitarsi più a chiedere che le famiglie gay siano provate da ogni tutela e che la violenza omofona non sia contestata, ma ora pretendono che a sedicenti "cattolici" sia permesso di poter usare i gay come cavie da laboratorio al solo fine di far percepire l'omosessualità come un qualcosa di "anormale".
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