L'integralismo si auto-assolve alterando gravemente le parole di Colton Haynes



IlSussidiario.net è uno di quei sedicenti giornali cattolici che passa gran parte del suo tempo a sostenere che esista una fantomatica «ideologia gender» pronta a minacciare i bambini (ovviamente tutti eterosessuali) così come non manca dai di dare ampio rilevo all'opinione di personaggi come Mario Adinolfi. Tra le sue pagine si trovano curiose tesi come l'ipotizzare che la mancanza di discriminazione verso i gay favorirà la pedofilia o il sostenere che sia giusto difendere le leggi anti-gay di Putin.
Dinnanzi a chi propaganda omofobia, c'è da chiedersi se non si siano sentiti tirati in causa dalle affermazioni pronunciate da Colton Hynes, l'attore statunitense che ha raccontato di aver dovuto curarsi per tre mesi a causa degli attacchi di ansia legati ai timori di reazioni omofobe che avrebbe potuto seguire un suo coming out. Quel che è appare certo è che i loro lettori probabilmente si saranno sentiti assolti da ogni colpa dato che nella versione a loro proposta i fatti sono stati modificati ad arte. Scrivono infatti:

Per Colton Haynes l'accettazione del suo orientamento sessuale non è stata affatto facile. Così come si legge sul FattoQuotidiano, per l'attore ci sono voluti tre mesi di ricovero in ospedale oltre che di lotte interne con se stesso ed una pressione psicologica e mediatica assolutamente non indifferente.

Insomma, l'attore sarebbe andato in ospedale perché incapace di accettare la sua omosessualità e non perché spaventato a morte dalle possibili reazioni. Ma dato che la fonte della notizia viene indicata, andiamo a vedere cosa c'è realmente scritto sulle pagine de Il Fatto Quotidiano:

Tre mesi fatti di ricoveri in ospedale e lotte personali contro una pressione psicologica difficile da gestire, fino all’annuncio di queste ore: “La gente vuole che tu sia l’immagine che vede di te su GQ, ma non ha idea di cosa significa recitare 24 ore al giorno. Chi giudica i gay o le persone diverse in generale non capisce che recitare tutto il giorno è la cosa più frustrante al mondo”. E pensare che Colton Haynes è sempre stato “open”: in famiglia, con gli amici, con i colleghi di set. Semplicemente non aveva ancora la forza necessaria per affrontare il giudizio inevitabile dell’opinione pubblica, il chiacchiericcio da rotocalco di gossip.

Se l'italiano non è un'opinione, in quella pagina c'è scritto qualcosa di molto diverso. Anzi, si precisa persino che Hynes viveva tranquillamente la sua sessualità con parenti, amici e colleghi e forse basterebbe questo a rendere inspiegabile perché quelli de IlSussidiario.net dicano che sia stato ricoverato perché incapace di accettare la sua sessualità. Pare quasi di essere tornati ai tempi in cui Gandolfini affermava che l'omofobia non uccide ma che sono i gay a suicidarsi a causa della loro omosessualità.


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