L'ira di Adinolfi: «Le unioni civili discriminano gli etero che non hanno la reversibilità»



Com'era prevedibile, la firma della legge sulle unioni civili da parte di Mattarella ha scatenato l'ira scomposta di Mario Adinolfi. È dalla sua pagina Facebook che il leader integralista torna a sostenere che le convinzioni religiose personali debbano far prevalere la volontà di Bagnasco sul rispetto delle leggi dei principi laici. Ed è così che la sua manfrina parte da un attacco personale nei confronti della fede del Presidente della Repubblica:

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica cattolico che come primo gesto fa portare al Quirinale un inginocchiatoio su cui pregare, ha firmato l'incostituzionale legge sulle unioni omosessuali. Non è la legge sulle unioni civili, è una legge sulle unioni gay, possono accedervi solo coppie composte da due maschi o da due femmine, la coppia di fatto eterosessuale è esclusa, ha diritti minori, niente reversibilità della pensione tanto per dire una cosa e basterebbe questo a spiegare perché la legge sia platealmente incostituzionale ex articolo 3 della Carta, seppure avessimo voluto sorvolare sulla presa in giro dell'articolo 29.

Dato che Adinolfi si è sposato per ben due volte, probabilmente dovrebbe ben sapere che le coppie eterosessuali hanno pieno accesso al matrimonio (e relativa reversibilità) e non è dunque chiaro come possa sostenere sia incostituzionale garantire diritti simili alle coppie gay. E forse dovrebbe pure sapere che il matrimonio garantisce la reversibilità.
Casomai le sue parole sottolineano forse che l'incostituzionalità sia in quei distinguo che lui e la sua banda di integralisti hanno cercato di imporre pur di assicurare che gay e lesbiche fossero discriminate rispetto a loro. Resta l'evidenza di come oggi le due famiglie di Adinolfi abbiano più diritti e più tutele di una famiglia gay, quindi non venga a dirci che si sente discriminato in quanto eterosessuale!

Tornando al messaggio di Adinolfi, il suo discorso si sposta sul sostenere che il cristianesimo sia ciò che deve portare disuguaglianza sociale, morte e distinguo fascisti all'interno della società:

Comunque, Mattarella il giurista, Mattarella l'ex membro della Corte costituzionale, Mattarella il cattolico ha firmato. La Croce aprì il suo primo numero un anno e mezzo fa con questo titolo: "Serve un presidente cristiano". Abbiamo avuto il presidente della Repubblica cattolico praticante (Mattarella), che ha firmato una legge voluta da un presidente del Consiglio del centrosinistra cattolico praticante (Renzi), passata con i voti determinanti di eletti del centrodestra cattolici praticanti (Alfano e Lupi), che cattolici praticanti che pure hanno votato contro si affrettano a dichiarare di essere disposti ad applicare (Meloni) in barba all'invito all'obiezione di coscienza chiesta da Papa Francesco. Va bene, ne prendiamo atto, una storia si chiude. 

Per farla breve. Adinolfi riconferma come la sua visione del cristianesimo lo porti a sosenere che il sentimento religioso non debba essere vissuto, ma imposto. Il suo modello è quello a cui oggi assistiamo in Siria, in cui l'isis impone quella che sostengono sia una visione della società basata su precetti religiosi.

Ma dato che l'unico vero obiettivo di Adinolfi pare sia la conquista di uno stipendio pubblico all'interno dell'assemblea capitolina, non poteva mancare una qualche affermazione volta a cercare di trarre un profitto elettorale:

Senza innocenti. Il giudizio poi arriverà. Chi pensa di non dare un segnale che deve essere una risposta forte come un ruggito il prossimo 5 giugno votando Popolo della Famiglia, si tenga questi cattolici del centrosinistra e del centrodestra, piegati alle logiche politiciste di coalizione, che tradiscono Vangelo e Costituzione all'unisono. L'unico segnale di risposta che ora il sistema teme è il successo del Popolo della Famiglia, tutto il resto è digeribile e anzi già digerito.

Il pokerista divorziato Adinolfi si è dunque proclamato l'unico vero cristiano d'Italia. Peccato che, stando alla sua logica, il Papa non vuole si possa giocare d'azzardo e la Chiesa non vuole si possa divorziare. Ma si sa, come avviene anche nell'Isis, chi impone le regole non vuole certo sentirsi tenuto a rispettarle.
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