Mario Adinolfi si autoproclama senza peccato e pronto a lapidare a morte mezza Roma



Ricordate la parabola dell'adultera in cui Gesù fermò la lapidazione invitando chiunque fosse senza peccato a scagliare la prima pietra? Forse se ci fosse stato Mario Adinolfi, probabilmente il leader integralista non avrebbe esitato un solo secondo a frantumarle il cranio con un grosso masso. Almeno questo è quanto si potrebbe dedurre dall'auto-santificazione che Adinolfi ha messo in atto pur di cercare di ottenere voti dal mondo integralista cattolico.
Sappiamo ormai bene come la "morale" di Adinolfi sia molto particolare: lui è divorziato ma vuol vietare il divorzio agli altri, ha celebrato le sue seconde nozze a Las Vegas ma si autoproclama difensore del matrimonio cattolico, così come la sua visione della "morale" pare basata sull'imposizione forzata della sua ideologia in un'ottica dove le sue regole debbano valere solo per chiunque osi avere idee diverse dalle sue.

È in quest'ottica totalitaria che l'integralista si è attaccato ad uno dei solidi articolo diffamatorio pubblicato da Libero per scrivere uno dei suoi soliti messaggi pubblicati su Facebook:

Leggo su Libero di oggi: "Fiutata l'aria, il candidato sindaco del Pd, Roberto Giachetti, ha pensato bene di accogliere tra i suoi sostenitori Alessandro Campanella detta Alessia Rossini, schierata nella lista "Una Rosa per Roma", guidata dal giornalista Aldo Forbice. Mora, occhi blu, capelli lughi, Alessia nata Alessandro è la «presidentessa» del centralissimo club privé Bad Romance il cui sito recita: «Ci ama chi ama l'intimità trasgressiva». Coppie scambiste e libertine sono le benvenute, possono accedere solo 4 o 5 single per sera, «atmosfera unica». Vladimir Luxuria ha fatto scuola e a questo giro Mario Adinolfi, aspirante sindaco con "Il Popolo della famiglia" che vuole «estirpare il male e l'ideologia gender», sembra quasi una mosca bianca". Togli il quasi. E sono orgoglioso di questo biancore. Con noi, il Bad Romance chiude.

Se fosse un articolo satirico ci sarebbe persino da ridere, ma purtroppo qui siamo dinnanzi ad un tizio che si proclama «mosca bianca» e non nasconde una certa superbia nel dirsi «orgoglioso di questo biancore». Un biancore che evidentemente vede solo lui, dato che le vittime della sua propaganda d'odio difficilmente gradiranno una simile definizione, così come forse non la gradiranno neppure i veri cristiani dinnanzi all'uso elettorale e fortemente ideologico che Adinolfi è solito fare di Dio e della religione.

Sinceramente non pare neppure il caso di parlare della accuse di Libero, dato che il punto drammatico è nelle dichiarazioni di chi promette: «Con noi, il Bad Romance chiude». Se si trattasse di un locale che svolge un'attività, allora Adinolfi avrebbe il dovere di presentare un esposto in questura e non certo fare promesse elettorali. Ma se non lo è, in nome di cosa vorrebbe farlo chiudere? Nel nome di una sua presunta morale personale che vuole imporre agli altri?
Dopo aver già promesso la chiusura dei locali gay, ora dice di voler fare lo stesso con quelli etero, praticamente asserendo che come sindaco proibirà il sesso fra adulti consenzienti. Così, giusto perché a lui non piace che gli altri possano vivere il sesso con modalità diverse da quelle che lui ha deciso e in un ottica in cui un presunto cristianesimo (definire "cristiano" Adinolfi sarebbe un insulto per molti veri cristiani) debba essere imposto con la forza e con leggi. Quanto era stupido Gesù ad invitare la gente a seguirlo, meno male che c'è ora Adinolfi che sopperirà all'incapacità di Cristo ed imporrà la su amorale con la forza!
Peccato che dinnanzi a simili affermazioni sia difficile capire che differenza ci sia tra l'Isis e il suo progetto politico basato sull'imposizione di limitazioni alla libertà personale altrui sulla base di quelle che lui sostiene siano "motivazioni" religiose. Sarebbe la fine della libertà e l'inizio di un regione basata su una sorta di legge biblica, spesso anche manipolata dato che si è dinnanzi a chi sostiene esista un fantomatico "gender" solo per scopi prettamente elettorali e nonostante la sua azione vada a ledere la vita stessa di migliaia di adolescenti che a causa sua rischiano di essere vittima di oppressione e violenze.
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