Mario Adinolfi si dice pronto a «farsi arrestare» pur di impedire il rispetto della legge sulle unioni civili



È Avvenire ad aver dato spazio all'inesistente programma politico del partito di Adinolfi, realtà basata pressoché interamente nella legittimazione della violenza omofobica e nell'imposizione forzata dell'integralismo cattolico. Non stupisce così come Adinolfi abbia ribadito come il suo progetto politico si presenti come una sorta di totalitarismo volto ad imporre dogmi e precetti religiosi ad una città che lui non tollera possa restare laica ed aperta a tutti.
Riguardo all'accoglienza migranti, Adinolfi spiega come il credo religioso varrà come dicriminate e minaccia: «Sappiano i migranti che arrivano nella capitale mondiale della cristianità». Il leader integralista passa poi a proporre sgravi  fiscali per chi ha tre o più figli, così come promette soldi alle giovani coppie ma solo se eterosessuali. A mano che non introduca un obbligo alla procreazione, il fatto che una coppia eterosessuale sia economicamente avvantaggiata rispetto ad una giovane coppia gay appare una discriminazione oggettiva in cui alcuni giovani verrebbero costretti a pagare la casa ai propri coetanei dopo essere stati esclusi dai medesimi diritti.
Utilizzando la morte di suo padre a fini elettorali, Adinolfi aggiunge: «Ho perso mio padre pochi giorni fa e il suo funerale era il terzo del giorno in parrocchia, dove in una settimana si erano tenuti venti funerali e nessun battesimo. Se Roma è questa, Roma muore. Bisogna tornare a far venire voglia ai giovani di sposarsi, di fare l’amore, di fare figli. Diventa una necessità. Il Comune sosterrà con 2.500 euro ogni nascita e 2.500 euro ogni matrimonio tra under 35. Ogni nuovo figlio di Roma, è una festa per Roma. Sosterremo i Centri Aiuto alla Vita e contrasteremo la scelta dell’aborto con ogni mezzo, con l’obiettivo politico generale di abrogare la legge 194». In altre circostanza ha spiegato come intende incentivare l'obiezione di coscienza in modo che non si possano trovare medici a cui rivolgersi (anche se l'evidenza è che ciò favorirà il mercato nero e gli aborti clandestini, presumibilmente anche dopo i tempi previsti dalla legge).
Netta è invece la sua posizione a favore della discriminazione ed emarginazione sociale di gay e lesbiche, promettendo anche azioni illegali volte a negare loro i diritti garantiti dallo stato: «Roma, città medaglia d’oro della Resistenza, deve scegliere la strada della resistenza civile contro l’applicazione di una legge incostituzionale contro la famiglia come quella che non è sulle "unioni civili", ma sulle unioni omosessuali. Sono pronto a farmi arrestare per difendere la Costituzione e il diritto di famiglia vigente, quella legge è inapplicabile a meno di non voler chiamare famiglia il luogo dove per costruirla si comprano i figli affittando uteri, sfruttando le donne in stato di bisogno. I figli non si pagano e ogni bambino ha diritto a una mamma e a un papà. La legge sulle unioni omosessuali è il presupposto della legittimazione dell’omogenitorialità e della conseguente invasione del gender nelle scuole».
Insomma, sempre la solita solfa e i soliti ritornello che sono già statoi smentiti decine di volte ma che lui ama ripetere nella speranza che la ripetizione possa renderli veri. In fondo è nell'obbligar una donna che voleva abortire a dover avere un figlio regalerà lui una madre che lo odia, mentre è nell'impedire tutele giuridiche ai figli delle famiglie arcobaleno che si strofinerà le mani soddisfatto nell'aver negato un genitore ad un figlio che lui avrebbe preferito non nascesse.
Si noti che sino a pochi anni fa Adinolfi di diceva favorevole alle unioni civili alla tedesca, motivo per cui il suo dichiararsi pronto a farsi arrestare pur di impedirle ha tutta l'aria ha anche tutta l'aria della pagliacciata, ma si sa che c'è gente disposta a opprimere il prossimo se in palio c'è quella carriera politica che lui ha sempre desiderato e che le sue capacità non gli hanno mai permesso di mantenere.
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