Mario Adinolfi: «Solo la mia vittoria fermerà i diritti delle coppie gay»



Mario Afinolfi è forse uno dei personaggi più squallidi del nostro tempo. Impegnato a gratificare la sua sete di visibilità mediatica, è un uomo che sarebbe pronto a tutto pur di trarre un guadagno personale dall'oppressione altrui.
È un divorziato che si dice pronto a combattere fino alla morte perché il divorzio sia vietato agli altri, così come è quel tizio che solo poco fa si diceva favorevole alle unioni civili alla tedesca e che oggi le contrasta con affermazioni diffamanti solo per compiacere i più biechi pregiudizi dei suoi possibili elettori. Evidentemente a lui non interessa nulla se ad alcuni bambini verranno negate pari tutele nel suo nome, così some probabilmente non lo preoccupa l'essere corresponsabile di una discriminazione che porta numerosi giovani a soffrire o a togliersi la vita. Se il suo piatto è pieno e il suo portafogli rigonfio, gli altri possono essere sacrificati nel nome di Dio.
Già, Adinolfi è anche un uomo che non ha scrupoli nell'usare Dio e i santi come merce di propaganda elettorale, al punto che la blasfemia è parte integrante della sua campagna. È ad esempio al sito cattolico Intelligo che si cimenta nel definirsi l'unico vero cristiano oggi esistente, in quell'ottica in cui il cristianesimo è visto come una legittimazione di odio e di violenza sulla base di distinguo fascisti volti ad attaccare le famiglie e la società:

Attraverso le unioni omosessuali vuole accreditarsi come omogeneo a un certo potere di stampo europeistico [...] Si registra anche l'annullarsi dell'opposizione di matrice cattolica, che si è sostanzialmente liquefatta perché al Senato la maggioranza dei parlamentari che hanno votato per le unioni civili sono parlamentari cattolici. E in questi giorni che io vivo come giorni drammatici non ascolto nessuna voce di matrice cattolica fare quella che dovrebbe essere la battaglia della vita.
[...] l'obiettivo del Popolo della Famiglia in questo momento è dare addosso a questa decisione del Parlamento. Ci accorgiamo che non c'è nessun altro soggetto che in questo momento sta mobilitandosi seriamente, in termini popolari contro questo scempio che sta per essere compiuto. Non solo sul piano della legge, ma anche dal punto di vista democratico

Forse in stato confusionale, Adinolfi pare ormai confondersi nel ricorrere agli slogan integralisti. Nonostante lo slogan del suo partito faccia leva sul fantomatico «gender nelle scuole» (che a suo dire si contrasterebbe nell'evitare qualunque contrasto alla violenza omofobica e di genere), qui cita una legge che non parla di stepchild adoption (il riconoscimento dei diritti di bambini già nati) per uscitesene con il solito richiamo alla maternità surrogata (il modo in cui nascono i bambini che lui vorrebbe privare di ogni diritto verso i suoi genitori). Dinnanzi ad una locica così ferrea, c'è da chiedersi perché non dica anche che le unioni gay devono essere vietate per difendere i bambini (eterosessuali) dalle scie chimiche:

I numeri non mettono a rischio Renzi, solo che lui vuole chiudere subito la partita senza un vero dibattito e i cattolici non hanno alcuna rilevanza nei partiti, ma si devono accontentare di una mezza mozione che non vale nulla sull'utero in affitto.

Al limite del comico è come tutto ciò lo porti a chieder voti, sostenendo che i gay verranno discriminati così come l'integralismo vuole solo se lui diverrà sindaco di Roma:

Io leggo come possibile sussulto solo un'affermazione importante del Popolo della Famiglia alle amministrative che potrebbe far capire come il popolo non abbia accettato il sopruso che verrà compiuto il 12 maggio.
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