Mattarella ha firmato la legge sulle unioni civili



Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato il disegno di legge sulle unioni civili. Lo si desume da quanto viene riportato sul sito del Quirinale.
Si trattava di un atto quasi contato, ma finalmente si chiuderà il teatrino messo in piedi da quell'integralismo cattolico che negli ultimi giorni si era lanciato nell'organizzare veglie di preghiere ed appelli volti a chiedere al capo dello stato di far prevalere i pregiudizi vaticani ai diritti civili sanciti dalla Costituzione. Non è andato a buon fine neppure il tentativo di invocare presunti errori nei conti e mancate coperture finanziare, sempre nell'ottica di tentare il tutto per tutto al solo fine di rimandare la norma alle camere in modo da poterla affossare attraverso l'ostruzionismo.

Le unioni civili sono ora ufficialmente legge dello stato, ma bisognerà attendere l pubblicazione in gazzetta e l'emanazione di un "decreto ponte" da parte del ministro degli Interni. Solo a quel punto le prime coppie potranno recarsi nei propri comuni di residenza per chiedere la celebrazione delle proprie unione. Entro sei mesi arriveranno anche i decreti attuativi definitivi con cui verrà indicato ai comuni come procedere dal punto di vista operativo.

Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, ha commentato: «La firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla legge sulle unioni civili sancisce la definitiva entrata in vigore della norma e spazza via tutte le polemiche e le speculazioni sui dubbi di costituzionalità del testo della legge, mostrando la loro strumentalità e inconsistenza. Ora che il testo verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale ci aspettiamo che rapidamente il Consiglio dei Ministri provveda alla stesura dei decreti attuativi, che dovranno poi essere vagliati dalla Corte dei Conti e dal Consiglio di Stato. Confidiamo che il Governo voglia rispettare i 30 giorni di tempo previsti per il licenziamento dei decreti attuativi, come da impegni presi nei confronti del Parlamento così da permettere l'effettivo accesso alla possibilità di unirsi civilmente alle centinaia di migliaia di cittadini che da troppi decenni aspettano il riconoscimento delle proprie unioni e le tutele contenute nel testo della legge».
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