ProVita collaborerà con le destre georgiane per cercare di abolire ogni riferimento normativo all'identità di genere e all'orientamento sessuale



Ci siamo già occupati della partecipazione di ProVita Onlus al decimo World Congress of Families, l'evento internazionale di estrema destra che mira a pianificare strategie volte a contrastare i diritti individuali attraverso un appello all'imposizione di leggi bibliche.
In quell'occasione Toni Brandi e Alessandro Fiore sono stati i relatori di un convegno intitolato “Educazione al genere“, nel quale si sono spinti a sostenere che la scuola italia voglia imporre una fantomatica "ideologia gender" nelle scuole. Stando a quanto loro stessi riferiscono, i due avrebbero raccontato che:

Questa nuova forma di indottrinamento mira in particolare a convincere i bambini (più malleabili e quindi più facilmente indottrinabili), e si sviluppa secondo quattro fasi logiche (e spesso cronologiche): 1. la sostituzione del termine “sex” (sesso) con il termine “gender” (genere), e l’introduzione e ripetizione di espressioni come “discriminazione di genere”, “uguaglianza di genere”, “stereotipi di genere”, ecc; l’uso di programmi anti-discriminazione e contro il bullismo al fine di promuovere il concetto che tutti gli orientamenti sessuali, identità di genere e “tipi di famiglia”, avrebbero uguale dignità; fare in modo che i bambini mettano in pratica la seconda fase, mediante l’esperienza di ruoli e identità di genere diversi (ad esempio con i travestimenti, i giochi di ruolo, ecc.); fare in modo che i bambini promuovano attivamente l’agenda LGBT: “matrimonio omosessuale”, leggi anti-omotransfobia, cambiamento di sesso, il diritto al identità di genere.

L'associazione ProVita spiega con soddisfazione come il loro movimento di sia unito alla Marcia a Tbilisi per procedere in processione dietro l’icona della Santa Madre di Dio fino alla Cattedrale della Santissima Trinità. E da qui sarebbe partita la richiesta politica da parte di un gruppo di repubblicani che in parlamento ha chiesto che sia promosso un referendum che vada ad abrogare i riferimenti nella legislazioni del paese all'orientamento sessuale e all'identità di genere, sostenendo che siano «elementi normativi ideologici e pericolosi, estranei alla cultura georgiana».

Dice poi il sito di ProVita:

Durante l’ultimo anno del resto, a causa della pressione esercitata da alcune ONG occidentali e da istituzioni internazionali, per la prima volta il Ministero dell’Istruzione georgiano ha cercato di introdurre progetti scolastici ispirati al gender: importante per arginare questa deriva è stata proprio la consulenza di ProVita, che –in modo provvidenzialmente preventivo– già un anno fa aveva informato dei pericoli del gender rilevanti personalità georgiane, alle quali ha poi fornito supporto durante l’anno, per frenare efficacemente presso il Ministero dell’Istruzione la promozione di progetti educativi gender.
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