ProVita è spaventata: «Fermiamo l'Ilga, sta investigando su chi finanzia i gruppi omofobi»



La pericolosità sociale dell'integralismo cattolico non va sottovalutata o ritenuta meno grave di altri estremismi. Se la cultura locale fa sì che i militanti di ProVita non abbiano ancora iniziato ad uccidere i gay gettandoli dai tetti dei palazzi, altrettanto evidente è quanto sia incessante e violenta l'attività propagandistica che li rende artefici di odio e discriminazione verso gruppi sociali a loro poco graditi.
La rivendicazione di ProVita è chiara: esigono che le famiglia non sia  più riconosciuta come una formazione sociale naturale, ma che venga ridefinita sulla base di distinguo volti a creare esclusioni. La natura crea i gay, i gay si amano e formano famiglie. Ma Brandi non vuole che la natura possa agire contro il suo volere e pretende leggi che impongano la soppressione violenta di qualunque relazione sia diversa da quelle che lui vorrebbe per sé stesso.
Inutile a dirsi, anche la loro tesi riguardo alla presunta matrice "procreativa" della famiglia è una follia senza alcuna base, tant'è vero che le persone sterili possono sposarsi e possono veder riconosciuto il proprio legame anche le coppie eterosessuali che hanno un'età tale per cui è impossibile che si possa dar luce a dei figli. E a meno che la legge non imponga un obbligo alla procreazione, tanto sono le famiglie che decidono di non avere bambini.
Ci fosse un minimo di correttezza da parte di quella gente, ProVita dichiarerebbe che il loro unico intento è la propaganda del pregiudizio e dell'omofobia sulla base di schemi che ricordano molti da vicino le leggi sulla razza introdotte durante il fascismo.

Tale idologica appare evidente anche in un articolo fortemente ideologico dal titolo "Famiglia sotto attacco: lobby gay contro Mum, Dad & Kids".
Come abbiamo già avuto modo di dimostrare, le uniche famiglie sotto attacco sono quelle che ProVita chiede siano escluse dalla società sulla base dei loro distinguo, dato che nessun diritto minaccia i diritti altrui a meno che l'obiettivo non sia il voler far credere questo solo per attivare una reazione violenta da parte di gente spaventata e accecata dall'isteria. E per chi non conoscesse Mum, Dad & Kids, si tratta di un progetto lanciato dall'integralismo europeo volto a chiedere l'esclusione dai diritti di chiunque non manifesti una ostentata eterosessualità. Ovviamente, però, l'associazione integralista descrive quella vergognosa raccolta firme come se l'oppressione del prossimo fosse un diritto:

Il comitato promotore chiede un regolamento applicabile in tutti gli Stati membri dell’UE che definisca il significato di matrimonio e di famiglia nell’ambito del diritto comunitario. Definizione che deve essere comune a tutti, sia a quei Paesi che ammettono le unioni gay, sia a quelli che non le ammettono. Se la proposta passasse, quindi, in tutti gli atti UE quando si parla di famiglia si intenderà solo la famiglia naturale. Se ci si vorrà riferire alle altre convivenze bisognerà specificarlo.

Dall'esaltazione della discriminazione all'offesa gratuita di gay e lesbiche il passo è breve, tant'è che ProVita non manca di rilanciare il suo solito attacco volto a sostenere che i gay sono persone cattive perché pretendono di vivere anche se loro non vogliono concedergli tale diritto:

L’attacco più grande è sferrato dalle lobby LGBT. Come riporta AgendaEurope, il gruppo ILGA-Europe (finanziato, tra gli altri, pure da un personaggio come George Soros e dalla Commissione europea…), sta lavorando ad un piano per bloccare Mum, Dad & Kids.
In una lettera circolare ai membri, la direttrice di ILGA-Europe, Katrin Hugendubel, ha manifestato la sua profonda delusione per la scelta della Commissione europea di permettere la petizione.
Sostanzialmente la lobby LGBT teme la volontà popolare. Non avendo numeri e adesioni effettive, ma ‘solo’ il sostegno economico e politico dei poteri forti, l’ideologia omosessualista non accetta che il popolo si pronunci. Sa benissimo infatti che qualora la gente venga chiamata a decidere, per la stragrande maggioranza non approverebbe affatto l’idea di uno pseudo-matrimonio omosessuale, né acconsentirebbe all’adozione gay, continuando invece a ribadire che la famiglia è una sola. Il ‘pensiero gay’ può, e deve, pertanto essere imposto solo dall’alto e con la forza.

L'aver espresso una semplice opinione viene presentata come un boicottaggio, in quella nuova neolingua dove un gay non può più respirare senza che Brandi cerchi di accusarli di qualcosa di più grande. E al limite del tragicomico è il loro sostenere che il popolo sia con loro.

Ma a farci comprendere la reale paura di ProVita è il passaggio in cui aggiungono:

L'ILGA si sta attivando per far fallire la campagna pro-family, magari con l’arma della diffamazione: parla infatti della necessità di raccogliere informazioni sul comitato promotore. Si tratterebbe di una vera e propria schedatura. Tutto questo poi, incredibile ipocrisia, viene eseguito in nome dei diritti dei bambini. Quei bambini che, secondo i gruppi LGBT, dovrebbero essere privati di una famiglia vera e considerati alla stregua di prodotti da comprare e vendere nel mercato dell’utero in affitto e della fecondazione artificiale.

Al di là dell'offesa di definire "pro-family" la loro azione contro le famiglie, evidente è il terrore nel sapere che qualcuno sta cercando di capire chi ci sia realmente dietro quei gruppi e che si possano scoprire cose a loro poco gradite. Ma come ogni propaganda che si rispetti, la banda di Brandi ricorre ad un qualche slogan contro la maternità surrogata, una pratica oggi permessa a tutte le coppie eterosessuali che possono sposarsi ma da loro sfruttata come pretesto per attaccare i gay e diritti che nulla hanno a che fare con l'argomento. Ma in fondo questa gente è ormai un disco rotto che ripete parole a vanvera come "omosessualimo", "gender", "utero in affitto" o "gaystapo" ogni qualvolta non hanno alcuna argomentazione per le loro teorie.

Se un tempo era ritenuto un diritto fondamentale il poter conoscere chi finanzia e chi muove certo gruppi, l'associazione ProVita si mostra così preoccupata da quelle inchieste da sostenere che sia necessario fare guerra all'informazione e al diritto di conoscere i veri intendi di un gruppo d'odio. Ed è così che aggiunge:

Per il momento, da buoni strateghi, quelli dell’ILGA stanno agendo in segreto. Ma si è venuti ugualmente a conoscenza del loro disegno. Un disegno dettato da spirito totalitario, volto a imporre ancora una volta una dittatura arcobaleno in Europa.
Con la scusa di rimuovere ogni forma di discriminazione, la lobby gay vuole impedire ai cittadini di esprimere le loro idee e vuole sospendere (o annullare) il regime democratico. In buona sostanza, ha gettato la maschera e ha mostrato il suo vero volto.
Siamo in guerra e non possiamo far finta di niente o illuderci con visioni buoniste. Qui c’è in gioco il futuro della stessa natura umana. Facciamoci sentire!
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