Quando Comune e provincia di Verona patrocinarono un convegno con Komov volto a ripensare l'Occidente partendo dalla Russia



I progetti geopolitici legati alla propaganda dell'omofobia non sono certo nati ieri. Già il 7 giugno del 2014 il Comune di Verona e la Provincia di Verona patrocineranno un evento organizzato dall'associazione ProVita Onlus e dal consigliere Alberto Zelger (già promotore dell'ordine del giorno anti-gay che mirava ad impedire di poter parlare di omosessualità nelle scuole comunali) in cui il nazionalista russo Alexey Y. Komov tornerà in Italia per promuovere la Russia di Putin. All'evento erano presenti anche il sindaco di Verona, Flavio Tosi, il presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi, e il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti.
L'associazione ProVita parla di Komov come di «un relatore d’eccezione» descritto come «ambasciatore alle Nazioni Unite del World Congress of Families, responsabile delle relazioni internazionali della commissione per la famiglia del Patriarcato ortodosso di Mosca, direttore dei programmi internazionali della Charity Foundation St. Basil the Great e presidente del FamilyPolicy.ru Advocacy Group; sposato e padre di 5 figli». Ma, come sempre accade, nella sua descrizione viene omesso di ricordare che Komov sia "ambasciatore" perché si sia autoproclamato tale e non perché abbia un reale ruolo nelle Nazioni Unite, così come non viene mai ricordato il ruolo avuto da Komov nel tentare di imporre la pena di morte per i gay ugandesi. Nessuna parola viene riservata neppure al rapporto tra Komov e i neonazisti di Forza Nuova o la sua influenza sulla politica della Lega Nord (a partire dal suo essere presidente onorario dell'associazione leghista Lombardia-Russia).

Ed è proprio da qui che si può ripartire per capire chi siano in realtà i personaggi che sono stati patrocinati dal Comune di Verona e dalla Provincia di Verona. Sul sito di Lombardia-Russia viene ora pubblicato un articolo di Gianluca Savoini, presidente dell'associazione e figura di primo piano della Lega Nord, nel quale si parla della rivista russa di geopolitica Katehon. Savoini spiega come si tratti di una «rivista vicina a Putin e alla Chiesa ortodossa rappresenta l'altra campana, la voce populista e dissonante che all'estero combatte il pensiero unico mediatico ed il mondialismo». Afferma anche che il gruppo lavori in una chiave volta a sostenere che «il pensiero unico moderno e globalista cerca di allontanare i popoli dalla tradizione cristiana». Non manca poi ci citare Komov nell'asserire:

Sulla vicenda dell'Ucraina e di tutto quello che ha scatenato a livello internazionale (sanzioni in primis), sulla crisi siriana e l'intervento militare russo contro l'Isis, sui difficoltosi rapporti con la Turchia, gli studiosi russi di “Katehon” hanno spesso anticipato i tempi. Tre anni fa, ad esempio, nel corso del convegno leghista di Torino, che incoronò Matteo Salvini segretario federale, uno dei promotori di Katehon, Alexey Komov, sottolineò che in Ucraina si stava preparando un blitz armato antigovernativo ed antirusso con la scusa di favorire i rapporti con l'Ue. Pochi mesi dopo, lo stesso Dugin, invitato ad un convegno a Milano dall'Associazione culturale Lombardia Russia, dichiarò che Putin non sarebbe stato a guardare senza reagire ai tentativi di destabilizzare la Siria dell'alleato Assad. Ma a Katehon collaborano anche studiosi di tutta Europa, dalla Francia alla Grecia, dalla Germania alla Serbia.

Tutto ciò ci porta all'ennesima conferma di come Komov risulti un uomo di Aleksandr Dugin, ospite d'onore ad un convegno del 2015 patrocinato dall'associazione Lombardia-Russia e dal circolo di estrema destra Prudhon. Riprendendo l'analisi fatta ai tempi da Linkiesta, appuriamo come Dugin sia il teorico dell'edificazione di un vasto “impero euro-asiatico”, una “Terza Roma” da contrapporre alla degradata America mondialista, cioè l'unità d'Eurasia, una teoria geopolitica elaborata negli anni ’60 dall'ex SS Jean Thiriart relativa alla creazione di un blocco continentale da Dublino a Vladivostok.
Dugin non è però un semplice teorico isolato, ma è parte dell'entourage di Putin. Nel 1997 proclamò l'arrivo in Russia di «un fascismo genuino, vero, radicalmente rivoluzionario e coerente». Due mesi più tardi Claudio d'Amico, responsabile per le relazioni estere della Lega Nord, fu ospite di un programma televisivo russo condotto da Komov, nel quale dichiarò: «Da sempre la Lega Nord ha ribadito che l'Europa inizia a Dublino e finisce a Vladivostok».

Tutto ciò è riconfermato da Savoini, il quale aggiunge altri dettagli riguardo al gruppo geopolitico:

Alcuni di loro collaborano con i partiti identitari e sovranisti che in questi ultimi mesi stanno incrementando i loro consensi ovunque, altri sono docenti universitari o consiglieri di importanti esponenti governativi, altri ancora insegnanti e studiosi “puri” di geopolitica. Con un unico comune denominatore: la difesa della tradizione dell'Europa cristiana, oggi minacciata non soltanto dal terrorismo internazionale, ma anche e soprattutto dal mondialismo che si cova dentro da anni.
E termini quali “guerre di civiltà”, tra Islam e Europa (o meglio, Eurasia), qui sono banditi e lasciati alla propaganda dei vari Huntington, lautamente stipendiati dalle centrali di potere globalista. Perchè, come spiega Katehon, esiste una cultura tradizionale islamica con la quale si deve necessariamente dialogare mantenendo una propria identità ed esistono, spesso finanziati proprio dagli occidentali, caricature estremistiche e violente dell'islamismo che invece vanno combattute con decisione e senza buonismi ridicoli. Proprio come sta facendo la Russia di Putin oggi in Siria e come regolarmente scrivono gli studiosi di Katehon.

Insomma, il fine ultimo è sempre quello di rappresentare la Russia come la patria della cristianità che deve essere posta al centro di un nuovo mondo governato da Putin. Non a caso nei convegni di Brandi e Komov si cercano facili applausi nel dire che la Russia di Putin combatte l'omosessualità e sta costruendo centinaia di nuove chiese, sorvolando su come il tasso di suicidi fra la popolazione sia fra i più alti del mondo con dati che in alcune aree arrivano a 200 suicidi ogni centomila abitanti contro una media mondiale di 16. Un tasso 12 volte superiore al resto del mondo non dovrebbe far certo pensare ad una terra promessa a cui ambire.
Per raggiungere i suoi scopi il gruppo Katehon non manca poi di giocare sulla paura e sulla propaganda, sostenendo che Obama voglia dar vita alla Terza Guerra Mondiale per combattere Trump (a loro sicuramente più gradito) mentre si sostiene la necessità di «ripensare l'Occidente partendo dalla Russia».

A promuovere questi incontri troviamo sempre e solo realtà legare alla Lega Nord o ai partiti di estrema destra. Si pensi anche solo a come Savoini abbia pubblicato il suo articolo su un sito come Il Populista (uno di quei siti che promuove razzismo, xenofobia razzismo attraverso notizie di dubbia veridicità) che risulta di proprietà di una certa Mc Srl di Bergamo. Se pare impossibile trovare informazioni su quella società, il nome di Giulio Centemero presente nei contatti parrebbe riportarci al dirigente della Lega Nord che curò la crisi economica del partito del 2014. Una crisi che alcuni sostengono sia stata superata grazie ai finanziamenti giunti dalla Russia ai partiti santi-europeist e nazionalisti d'Europa. Nonostante Salvini abbia sempre negato tale ipotesi, da quel momento il leader della Lega ha intensificato i suoi viaggi alla corte di Putin, così come associazioni per la promozione della Russia sono nate in ogni regione controllata dal Carroccio.

Lo stesso Komov racconta la sua partecipazione al congresso della Lega Nord in cui venne eletto Matteo Salvini in questi termini:

Alexey Komov ha parlato di valori familiari e cristiani, continuamente interrotto da applausi fragorosi di approvazione da parte della sala. Le persone hanno scandito: "Putin! Putin!".
Nei loro discorsi, molti oratori provenienti da Italia e altri paesi europei hanno espresso un'entusiastica approvazione verso la Russia e il suo Presidente per le misure che sono state adottate per la protezione della famiglia e dei valori tradizionali. Decine di persone comuni hanno voluto farsi fotografare con i russi per esprimere il loro sostegno verso la Russia, roccaforte dei valori cristiani nel mondo. Al termine del suo discorso, Alexey Komov invitato tutti a Mosca per il Congresso Mondiale delle Famiglie, che si terrà nel mese di settembre 2014 e sarà il più grande raduno internazionale di forze pro-famiglia conservatrice da 80 paesi.
Al Congresso, gli italiani erano unanimi nel ritenere che per la ripresa economica e per l'uscita dalla crisi sia assolutamente necessario uscire dalla zona euro e di introdurre una propria moneta. Al momento, il ricco nord Italia paga più tasse di quanto ne riceve da Roma, causando il malcontento della popolazione.
Sotto il dettame totalitario dei burocrati di Bruxelles, i sindaci non possono lavorare normalmente. Un enorme malcontento è causato dalla crescente islamizzazione d'Italia e d'Europa, così come una politica di immigrazione liberale perseguita dalla signora Malmstrom che incoraggia l'islamizzazione della UE. I delegati al Congresso sostengono sia necessario restituire la sovranità dei paesi europei.

Insomma, populismo, razzismo e omofobia non sarebbero altro che ingredienti per distruggere l'Unione Europea a vantaggio di una Russia che vorrebbe candidarsi come nuovo leader mondiale.
Lo scorso febbraio Toni Brandi e Alex Komov tentarono di organizzare un convegno simile a Torino, ma poi l'assessorato decise di ritirare il proprio patrocinio nell'imbarazzo suscitato dalla visibilità mediatica sulla natura dei relatori che avrebbero dovuto prendervi parte.
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