Quattro dei 53 delegati del World Congress of Families erano italiani



Ancora una volta pare che l'Italia abbia avuto un ruolo rilevante al congresso anti-gay organizzato nell'ambito del decimo World Congress of Families. Sfogliando l'elenco dei partecipanti si nota come fra i 53 rappresentanti mondiali, ben quattro fossero italiani: c'erano Alessadro Fiore (figlio del leader di Forza Nuova e caporedattore di ProVita), Toni Brandi (presidente di ProVita), Luca Volonte (della Novae Terrae Foundation) e Silvio Della Valle (in quota alla Association for the Defense of Christianity).
Tra gli altri nomi figurano quello del nazionalista russo Alexey Komov, del presidente della National Organization for Marriage Brian Brown o del direttore della Alliance Defending Freedom International Douglas Napier (associazione di cui Gianfranco Amato è allied-attorney). E poi ci sono i nomi di Ignacio Arsuaga di Citizen Go, dell ministro ungherese della famiglia Katalin Novak e di Marion Marchal-Le Pen della National Assembly francese.
A rappresentanza del mondo cristiano c'erano padre Dmitri Smirnov della Commissione patriarcale russa della famiglie, His Holiness and Beatitude del Catholicos-Patriarch of All Georgia, Irina Shamolina del patriarcato russo, il prete ortodosso Pavel Serdyuk, il reverendo Gregory C.V. Johnson e Vicki Thorn della Pontifical Academy for Life.

A mostrarci come Toni Brandi risulti un nome di prestigio in quella sede è come la pubblicazione di una sua biografia sul notiziario del World Congress of Families, il quale sottolinea come l'associazione da lui diretta sia riuscita ad entrare nel senato italiano e come abbia provveduto a fare propaganda attraverso riviste e giornali. Viene anche sommariamente ricostruita la vita di Brandi, indicato come attuale presidente della società di trasporti ceca GTS Alive. Si tratta di una multinazionale che fa affari in Argentina, Bangladesh, Belgio, Bosnia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Indonesia, Irlanda, Kosovo, Montenegro, Pakistan, Romania, Serbia, Spagna ed Emirati Arabi. Risulta anche una società legata all'Unesco che detiene l'esclusiva per le tessere Isics distribuite in Repubblica Ceca.
A voler fare un po' di pettegolezzo, il sito Topzine.cz ha spiegato come quelle tessere possano tornare utili anche per avere sconti sull'ingresso in saune gay o per ottenere prestazioni sessuale scontate del 20% in alcuni bordelli travestiti da night club. Ma dato che l'associazione ProVita sostiene che le aziende gay-friendly difendano le persone lgbt solo per convenienza economica, allora forse anche Brandi dovrebbe spiegare perché in Repubblica Ceca collabori con alcune di loro quando si tratta di trarne un profitto economico (è infatti partner di Microsoft o Mc Donald's giusto per citarne un paio).

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