Se la figlia è lesbica, anche i marò diventano nemici dell'integralismo cattolico



Nel 2014 La Nuova Bussola Quotidiana auspicava un blitz per liberare i due marò, improvvisandosi anche investigatori pronti a sostenere di conoscere la verità sul caso: «Come abbiamo più volte rilevato -scrivevano- gli indizi contro Latorre e Girone non stanno in piedi».
Ora che la figlia di Latorre ha fatto coming out e si è dichiarata lesbica, pare che il giornale integralista abbia cambiato toni e tesi. I due militari vengono improvvisamente descritti come «uomini sotto processo» mentre la figlia viene redarguita ed accusato di aver oltraggiato il paese nel «mettere in piazza fatti privati». In fondo si sa, solo gli integralisti devono poter avere il diritto di sbandierare la loro presunta eterosessualità o di ostentare quella che loro credono possa essere ritenuta una fede religiosa nell'autoproclamarsi "cristiani" ogni due parole. I gay devono nascondersi e smettere di esistere perché a loro poco graditi.


Con la solita dialettica di chi vuole offendere, il giornale integralista ha scaraventato la povera Giulia Latorre  nel loro "Osservatorio gender", un termine che non esiste in natura ma che gli integralisti usano per etichettare tutto ciò che in realtà è mero pregiudizio e violenta omofobia. Parlando delle voci che potrebbero vedere la ragazza protagonista del trono gay della De Filippi, attaccano:

Giulia Latorre, figlia di Massimiliano, pochi mesi fa ha fatto coming out ed ha dichiarato la sua omosessualità. Maria De Filippi ha annunciato che dalla prossima stagione ci sarà anche una versione omosex di Uomini e Donne (dovranno trovare pur un altro nome: questo suona troppo etero).
La Latorre si è candidata ad essere la prima lesbica ad insediarsi sul trono gay: ”Potrei partecipare a Uomini e Donne. A settembre ci sarà il trono gay e ci sono possibilità che io partecipi. Mi hanno fatto qualche proposta, ora vedremo. Mi hanno detto in tanti che vorrebbero vedermi sul trono gay e che vedrebbero Uomini e Donne solo per me. Stiamo parlando, incrociamo le dita”. Chissà che dirà il papà marò?

Si noti come dicano che i gay non sarebbero né uomini né donne, così come si affrettano a mettere giudizi morali nella bocca del padre quasi come se un genitore avesse il diritto di impedire ai figli di poter avere una sessualità diversa da quella che vorrebbe la redazione de La Nuova Bussola quotidiana. Da pelle d'pca è come lo dicano nel giorno stesso in cui un 18enne si è suicidato proprio perché i suoi genitori non accettavano la sua omosessualità sulla base di quei pregiudizi che il sito di Cascioli è solito promuovere.

L'articolo poi prosegue affermano:

Tutto viene fagocitato dal piccolo schermo: figlie di uomini sotto processo, omosessualità sbandierate, politica e affari privati messi in piazza. Non è per spirito antidiscriminatorio che si sono inventati il trono gay. E’ solo perchè occorre trovare una bizzarria più bizzarra di quelle finora proposte. E quindi anche l’omosessualità finisce nel tritacarne mediatico ad uso e consumo di chi sta a casa. E’ solo un prodotto come tanti, forse un poco più nuovo, ma destinato presto a venire dimenticato a favore di altre stranezze.

Esatto, il sito di Cascioli afferma che l'omosessualità sarebbe una «una bizzarria più bizzarra». Insomma, la loro opinione è che quei gay che tanto odio debbano essere visti come animali a cui gettare le noccioline, forse spiegando così perché non vogliano farli rientrare nella definizione di uomini e donne. Ma dinnanzi a tanta violenza e tanto cinismo, c'è da chiedersi solo perché la Procura non abbia ancora citofonato a Cascioli per chiedergli conto di questa continua aggressione contro il 10% della popolazione, sempre più a rischio e in pericolo a causa della sua propaganda d'odio.
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