Torino, un intero condominio perseguitava una coppia gay



«Scendi giù che ti spacco la faccia». «Bisogna bloccarli quei due su per le scale e massacrarli di botte». «Se ne devono andare, con le buone o con le cattive».
Sono queste alcune delle frasi che i condomini di un palazzo di Torino riservavano quotidianamente ad una coppia gay. Dall'estate 2013 a quella 2014 è stato un crescendo di violenze. L'ascensore veniva continuamente imbrattato con ingiuriose verso il loro orientamento sessuale e ricomparivano ogni volta che venivano scartavetrate. È addirittura sparito lo specchio con cui si è tentato di coprirle.
Alla coppia non è rimasto che vendere l'appartamento e trovarsi costretti ad abbandonare casa loro, vittime di quella continua aggressione. Come conseguenza di quelle continue aggressioni e della depressione che ne era conseguita, i due si sono anche lasciati.
Secondo l'integralismo cattolico questa indecente violenza non sarebbe altro che «libertà di espressione», ma fortunatamente per la procura si tratterebbe del reato di stalking. Ovviamente non ci saranno aggravanti dato che i cattolici hanno impedito l'approvazione delle aggravanti che ad oggi sono riservate solo a chi aggredisce una persona per la sua religione, ma non per il suo orientamento sessuale.

Al fianco della coppia è scesa anche Arcigay Torino. Il presidente Marco Giusta spiega: «Avevamo ricevuto la segnalazione allo sportello accoglienza della nostra associazione e insieme a Polis Aperta avevamo esaminato il caso e consigliato di sporgere denuncia, accompagnando i due ragazzi attraverso questo difficile iter.
«All'omofobia va contrapposta la bellezza. Non vogliamo aggredire i condomini, che si sono resi complici degli atti discriminatori, perché in questo momento una reazione violenta, seppur meritata, non farebbe altro che lasciare ognuno nelle proprie convinzioni. La nostra intenzione è quella di far capire a chiunque abbia agito con un comportamento omofobo il dolore che ha causato ingiustamente. Per questo motivo, martedì 17 maggio in occasione della Giornata Mondiale per la lotta all'Omofobia pianteremo dei fiori nella zona vicina al condominio di via Paravia 14, del quartiere San Donato; l'idea, nata dall'artista Paul Harfleet che nel 2005 ha iniziato a piantare fiori nei luoghi di Manchester dove lui e i suoi amici subivano attacchi omofobi, prende il nome di Guerrilla Garden e ci sembra l'azione più indicata che tutte e tutti noi possiamo fare al momento. Oltre a ciò, il nostro compito sarà quello di dare informazioni e materiale relativo a cos'è l'omofobia e quali sono i comportamenti omofobi, fornendo stimoli e suggerimenti su come affrontare comportamenti di questa natura».
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