Unioni civili. La pagliacciata del parroco molisano che ha celebrato il funerale del matrimonio



A Carovilli, un paesino di 1.377 abitanti della provincia di Isernia, la popolazione è stata svegliata dal suono di campane a lutto. Qualcuno si è precipitato in chiesa per vedere chi fosse morto ma ad attenderli, sulla porta di Santa Maria Assunta, c'era un un annuncio funebre con scritto: "Le campane a morte annunciano con dolore che, con l'approvazione della legge Cirinnà, votata anche da cattolici, ieri sera sono morti il matrimonio e la famiglia secondo natura tra uomo e donna. Una prece per chi ne è stata la causa".
La patetica messinscena è stata organizzata don Mario Fangio, parroco del paesino, il quale ha proseguito imperterrito per l'intera giornata a disturbare la cittadinanza con le sue campane a lutto. Ai fedeli ha ripetuto: «Con la legge delle unioni civili la gente è disorientata perché pensa, essendo essa una legge, che sia una cosa buona». Ovviamente non si è risparmiato neppure dal lanciare anatemi contro chi ha osato approvato una legge a lui non gradita: «Non vorrei essere nei loro panni. Hanno commesso un peccato sociale».
Quell''offesa gratuita alla dignità di migliaia di persone non è piaciuta a tanti e la protesta è ben presto sfociata in una manifestazione di piazza a sostegno della legge sulle unioni civili. L'ex sindaco ha anche affisso un contro-manifesto con scritto: "Offesa intera comunità, qui non siamo omofobi".

Indignazione è stata espressa anche dal presidente di Arcigay Molise, Pierluca Visco, il quale ha sottolineato: «Questa iniziativa ferisce la nostra dignità proprio in un momento in cui lo Stato ci riconosce il diritto alla nostra felicità e alla nostra esistenza. C’è ancora molto da fare per la realizzazione di quella rivoluzione culturale che noi di Arcigay auspichiamo da tempo per la nostra terra. Ci impegneremo a realizzarla con tutti i mezzi a nostra disposizione. Perché abbiamo diritto di esistere e di avere a portata di cuore la nostra felicità senza avere il dito puntato contro da parte di chi non è disposto a riconoscerci».
Dal canto suo il prete ha preferito barricarsi dietro i suoi pregiudizi, sostenendo di aver ricevuto la solidarietà di alcuni parrocchiani. Ma a spiegarci quale sia la matrice politica che lo ha spinto ad un gesto tanti incivile è il suo sostenere che non vi fosse alcuna necessità di una legge sulle unioni civili perché la precedente legislazione già li tutelava ampiamente. Insomma, né più né meno di quello che sostiene la propaganda di alcuni siti integralisti tristemente noti.

Clicca qui per leggere il vergognoso manifesto funebre ed il contro manifesto a sostegno dei diritti civili.
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