Adinolfi beatifica Don Pusceddu, che rincara: «La sodomia è un peccato gravissimo e mortale»



«Lo hanno massacrato sui media, ma io le omelie le ho ascoltate, è solo un bravo e serio e umile sacerdote». È con queste parole che Mario Adinolfi ha beatificato agli occhi dei suoi discepoli il sacerdote sardo che  ha sostenuto che i gay non possono avere fede e Dio li abbia abbandonati perché loro meritano solo la morte.
Il tutto premurandosi di fornire anche il link ad un'intervista che il sacerdote ha rilasciato al sito ultra-integralista "La fede quotidiana", nella quale Don Massimilano Pusceddu rincara la sua dose di insulti:

Oggi fa notizia la ortodossia, e non la stravaganza, purtroppo. Se un prete dice cose aderenti la dottrina cattolica finisce sui giornali come un mostro. Io in una omelia ho commentato la lettera di San Paolo ai Romani. Ho il torto di aver ricordato la dottrina della Chiesa sulla sodomia. Mica la posso ignorare. La dottrina e San Paolo sul punto sono chiari: la sodomia è un peccato gravissimo e mortale. Chi lo fa rischia la morte spirituale e dell’anima, io ho parlato di morte spirituale, non fisica. La sodomia alla pari di altri peccati ci allontana da Dio e così chi vi si abbandona rischia, senza conversione, di non entrare nel Regno dei Cieli. Certamente nella sua misericordia ogni decisione spetta al Giusto Giudice, non a noi in terra. Ho ricordato la dottrina della Chiesa, non sono idee di don Massimiliano. Inoltre, ma nessuno lo dice, separo omosessualità per tendenza dagli atti. Essere omosessuali non è un peccato, anzi bisogna pregare per chi si trova in quella situazione. Sono peccaminosi gli atti, la sodomia. Non ho nulla da ritrattare

Il sacerdote è tonato anche a fare campagna elettorale, lanciando nuovi insulti ha chi ha osato garantire pari dignità a quella gente che il sacerdote si diverte a chiamare «sodomiti» e «peccatori». Riferendosi a Renzi, afferma:

Lui si professa credente e poi fa il contrario esatto di quello che dice il Vangelo. Vorrei tanto incontrarlo e dirgli: convertiti sin che sei in tempo. Egli fa parte di quel nutrito gruppo di politici che si dicono cristiani, ma che tradiscono Cristo nelle decisioni . Costoro non cercano il bene comune, ma vanno a caccia di voti e consensi

Poi il passaggio che deve aver ingalluzzito Adinolfi è come il sacerdote dica che l'unica cosa importante sia impedire il riconoscimento a gay lesbiche, motivo per cui lui invita tutti i suoi fedeli a votare per Adinolfi ed Amato quali "difensori" dell'italica eterosessualità già tanto decantata anche da Mussolini. L'uomo afferma:

Il Popolo della Famiglia, voterei per loro. È la sola formazione cristiana presente. Non ha ottenuto troppi consensi, ma è giovane, nato da poco e ha bisogno di tempo e di visibilità, oltre che di mezzi

Insomma, bisogna votare Adinolfi perché grazie a lui i gay verranno uccisi (al momento solo spiritualmente e non ancora fisicamente, dice il sacerdote). Il tutto in quella chiave in cui il diritto umano conta meno della volontà religiosa di imporre fantomatiche dottrine (spesso riflessi dei propri pregiudizi) attraverso leggi che impongano la volontà di un gruppo integralista alla stregua di quanto avviene negli stati islamici.
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