All'indomani della strage di Orlando, Amato rilancia i proclami omofobi del cardinale Sarah



È all'indomani della sanguinosa strage di Orlando che Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita e segretario nazionale del partito omofono di Adinolfi, ha offeso la memoria delle vittime con un nuovo messaggio di odio e di intolleranza verso i gay.
Sul suo canale YouTube, l'uomo ha pubblicato sei video contenenti altrettante affermazioni omofobe rilasciate dal cardinale Robert Sarah, presidente della Conferenza episcopale della Guinea. Si tratta di dichiarazioni rilasciate lo scorso 17 maggio e prontamente rilanciate nel giorno del lutto per le vittime di una inaccettabile strage. In quei video, il cardinale cattolico afferma:

Così, nelle società progredite, oggi, qualunque forma di immoralità non è soltanto accettata e tollerata, ma viene addirittura promossa come bene sociale. La conseguenza di ciò si traduce in un’ostilità verso i cristiani e in una sempre più crescente persecuzione religiosa. Questo appare quanto mai evidente in quella minaccia sociale che incombe sulla famiglia attraverso la demoniaca “ideologia gender”, quel micidiale impulso che si sta diffondendo in un mondo sempre più separato da Dio, mediante una forma di colonialismo ideologico.
Purtroppo, l’introduzione della procreazione artificiale, dell’utero in affitto, del cosiddetto “matrimonio” omosessuale, e degli altri mali dell’ideologia gender, è destinata ad infliggere sempre maggiori ferite tra le generazioni dei nostri tempi.
Questo è il motivo per cui appare davvero importante combattere per proteggere la famiglia, la prima cellula vitale della Chiesa e di ogni società umana. Non si tratta di concetti astratti. Non si tratta di una guerra ideologica tra idee contrapposte. Qui si tratta di difendere noi stessi, i nostri figli e le future generazioni, dagli attacchi di un’ideologia demoniaca che pretende di negare ad un bambino la possibilità di avere un padre e una madre. Un’ideologia che nega la natura umana e mira ad allontanare da Dio intere generazioni.
Persino in questi primi sedici anni del XXI secolo, sono state circa un milione le persone che hanno subito il martiro per la loro fede in Cristo. Ma la violenza contro i cristiani non è soltanto fisica. Esiste anche una violenza politica, ideologica e culturale, capace di generare una persecuzione religiosa che, seppur meno apparente, non è certo meno deleteria di quella fisica. Non distrugge fisicamente ma devasta spiritualmente e tenta di demolire gli insegnamenti di Gesù, della Sua Chiesa e i fondamenti della fede cristiana, provocando uno smarrimento tra le anime. Attraverso questa azione violenza, i leader politici, le lobby e i mass media cercano di neutralizzare e svuotare la coscienza dei cristiani per farli dissolvere in una società liquida senza religione e senza Dio. Questo è il progetto del Maligno: chiudere le porte del Cielo. Per pura invidia.
In nome della cosiddetta “tolleranza” gli insegnamenti della Chiesa sul matrimonio, la sessualità e la persona umana sono smantellati.

Ieri, sulla base di queste stronzate (perché le cose vanno chiamate con il loro nome), un uomo ha comprato un fucile ed ha causato 100 vittime fra morti e feriti solo perché credeva che quella gente minacciasse la sua religione. All'indomani di quella strage, il leader di un movimento integralista pubblica quei video, senza neppure inserire una qualche precisazione che sottolineasse come quello non fosse cristianesimo, ma l'espressione dell'odio verso Dio e verso il suo creato nel nome di un pregiudizio satanico e mefistofelico (giusto per usare parole che tanto piacciano al signora Amato).
E dinnanzi a chi inneggi al martirio dei cristiani dopo aver cercato di sostenere che il loro compito sia quello impedire la vita secondo natura di alcuni gruppi sociali, non c'è da stupirsi se qualcuno afferra un fucile e trucida decine e decine di persone. L'integralismo l'abbiamo in casa e non c'è certo bisogni dell'Isis per iniziare a temere che qualche folle possa compiere un gesto violento dopo essere stato armato da tanto odio e da una simile propaganda. C'è da aver paura. Davvero.
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