Benedetta Frigerio: «I gay picchiati per strada? Non sono vittime ma una minoranza che vuole imporsi»



Benedetta Frigerio è un'agguerrita attivista anti-gay. È la fondatrice delle Sentinelle in piedi e la sua vita pare incentrata sul voler sostenere che chiunque abbia un orientamento sessuale diverso dal suo sia da condannare e da perseguitare. Si dice convinta che l'insulto a gay e lesbiche sia un diritto fondamentale e che chi si definisce "cristiano" debba godere di una sorta di impunità nel poter diffamare, insulare e perseguitare interi gruppi sociali.
I suoi pensieri trovano spazio solo sui siti integralisti, venendo pubblicati da testate fortemente ideologizzate come Tempi o La Nuova Bussola Quotidiana. Interessante è anche come la sua foga discriminatrice l'abbia condotta persino a situazioni paradossali, come il celebrare personaggi come ClaireCoxche venno in giro a difendere la pedo-pornografia. Chissà, forse il suo sostenere di voler "difendere i bambini" serve solo a strappare alcuni minori dai loro genitori come forma di ritorsione e di violenza verso persone che lei non avrebbe voluto potessero nascere.

In tale scenario la signora Frigerio è l'autrice di un articolo intitolato "Avanza la dittatura del pensiero gender. L’Europa vieta di criticare i diritti gay e Lgbt". Lo scopo, come sempre, è quello di diffamare le persone che lei non tollera in virtù del loro orientamento sessuale. Dice:

Rientra dalla finestra dell'Europa la spinta verso la legge sull'omofobia che introdurrebbe, per la prima volta dopo il ventennio fascista, una restrizione sulla libertà di pensiero e di espressione. Tutto questo ovviamente è solo una parte dell'ampio accordo preso dal Consiglio dell'Unione Europea al fine di promuovere la «lotta alla non discriminazione Lgbt».

Dinnanzi a simili proclami qualcuno potrebbe pensare che la donna sia una strenua paladina della più totale libertà di pensiero, anche se nei fatti lei non tollera che nessuno possa dire nulla contro chi sostiene di essere "cristiano". È quell'ideologia a senso unico, dove lei reputa di poter discriminare mentre esige che nessuno possa fare altrettanto con lei.
E per cercare di gettare fango contro quei provvedimenti, ecco che la Frigerio se ne esce con il sostenere che un'azione volta ad impedire che un ragazzo possa essere massacrato di botte solo perché a lei non gradito sia da ritenersi parte di quella fantomatica "ideologia gender" che l'integralismo ha ideato proprio per alimentare la violenza omotransofobica. Dice la donna:

La promozione dei nuovi diritti dell'“ideologia gender” è stata concordata venerdì scorso, come spiega il network americano Lifesitenews, sulla spinta della Commissione di Giustizia, di tutela dei consumatori e di uguaglianza di genere. Le richieste della Commissione agli Stati sono contenute in 24 pagine di azioni da adottare fra il 2016 e il 2019. Ovviamente il linguaggio scelto dal presidente della Commissione, Vera Jourová, non è quello dei diritti di una minoranza che si vuole imporre, ma delle vittime da difendere, secondo la prassi ormai consolidata della nota strategia ideata negli anni Novanta dai due attivisti Lgbt Marshall Kirk, ricercatore in neuropsichiatria, e Hunter Madsen, esperto di tattiche di persuasione e social marketing. Nel loro libro, After the Ball, Kirk e Madsen spiegano infatti al movimento arcobaleno che per farsi accettare occorre «ritrarre i gay come vittime, non come provocatori aggressivi».

Esatto, secondo la donna le minoranze "impongono" i loro diritti mentre le maggioranze avrebbero il pieno diritto di negare il principrio di pari dignità sulla base dei loro pregiudizi, Sulla stessa scia c'è da chiedersi se la Frigerio reputi che anche gli uomini di colori abbiano "imposto" dei diritti a lei sgraditi nel loro lottare contro la segregazione razziale (una piaga che la Chiesa giustificò con il brano della Torre di Babele) o se sostenga che gli schiavi abbiano "imposto" il loro diritto alla libertà a quei poveretti che giustamente volevano negargliela (in quel caso la giustificazione "biblica" era tratta dalla Genesi).

Nel proseguo si arriva a ripetere i soliti slogan, volti a sostenere che i "cristiani" hanno il dovere di fare bullismo contro i figli dei gay dato che quei figli non graditi devono essere puniti per essere venuti al mondo in un modo che a loro non piace.Facile, però, è presumere che forse la Frigerio non sarebbe d'accordo con chi istigasse gli altri a compiere bullismo contro sua figlia solo perché ritengono che la madre si un personaggio violento e immorale.
Con il solito tono ideologico di chi pare conoscere solo il disprezzo, la donna dice:

Nell'introduzione del programma d'azione, Jourová afferma quindi così: «Immaginate se foste attaccati per strada solo perché siete mano nella mano con il vostro partner. Immaginate se i vostri bambini (del cui diritto ad avere una madre e un padre non ci si interroga minimamente, ndr) sono stati vittime di bullismo o isolati a scuola solo per chi sono. Purtroppo, tali esperienze rimangono parte della vita quotidiana di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (Lgbti) cittadini d'Europa». Per questo motivo, spiegando che «gli Stati membri hanno un ruolo chiave da svolgere», si individuano le aree di competenza: «La non discriminazione, l'istruzione, l'occupazione, la salute, la libera circolazione, l'asilo, le espressioni di odio/crimine d'odio...».

Asserendo che l'Unione Europe faccia "propaganda" dell'omosessualità dato che non invita i governi a gettare i gay dai tetti così come forse alla Frigerio piacerebbe poter fare, aggiunge poi:

Si va dalla necessità di nuove legislazioni «contro il discorso omofobo e transfobico», alla «depatologizzazione della identità transessuale» fino al «finanziamento pubblico delle organizzazioni Lgbti», con benefici alle aziende che si impegnano a creare «un ambiente inclusivo». Per quanto riguarda la propaganda si sottolinea, invece, la necessità di una «ampia e inclusiva campagna di comunicazione», affinché «i cittadini dell'Ue cambino positivamente le loro maniere nei confronti delle persone Lgbti», anche dando una «maggior visibilità alle tematiche transessuali e intersessuali nell'Ue». Sempre secondo un metodo ormai noto, segnalato nel manuale strategico sopracitato che insegna a «inondare» la società di messaggi per «desensibilizzare» i cittadini.

Insomma, l'omofobia non deve assolutamente essere combattuta e deve essere alimentata così come la signora ama fare (troppo spesso nel nome di Dio e della Madonna). Ed è lamentandosi che i gay non siano perseguitati come cinquant'anni fa, aggiunge:

I veri promotori di tutto però, sebbene la Commissione sia necessaria e si «impegni a fornire un feedback regolare al Consiglio, al Parlamento europeo, agli Stati membri e alle organizzazioni della società civile sui progressi compiuti nella realizzazione delle azioni», sono i governi: «Hanno un ruolo chiave da svolgere», dato che «in molte aree è di competenza degli Stati membri garantire i diritti Lgbti». Infine, si ricorda che «il cambiamento non avverrà in una notte, ma il cambiamento sarà possibile se ci sarà la volontà politica». Non a caso per riuscire a negare la natura più evidente della realtà ci sono voluti oltre cinquant'anni.

E quale sarebbe la "natura" secondo la signora Frigerio? A giudicare quello che scrive, c'è da temere che lei auspichi un mondo in cui le maggioranze hanno il pieno diritto di opprimere le minoranze quasi come se vivessimo ancora in un'epoca fascista o nazista, negando il concetto stesso del diritto individuale (un diritto che evidentemente lei è solita calpestare nel negare la dignità altrui nel nome del suo più perverso pregiudizio).
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